Semestre filtro, la politica dovrebbe “ascoltare gli addetti ai lavori”. Commissione Didattica della Scuola di Medicina, la parola al Presidente

“Se ci avessero dato un anno di tempo per organizzarci, avrebbe funzionato tutto senza problemi. Non si discute la capacità di decidere e cambiare un sistema da parte della politica, ma bisognerebbe ascoltare gli addetti ai lavori, che a più riprese hanno suggerito di rallentare, perché ci sarebbero state molte implicazioni non previste, come effettivamente è accaduto”.

Così il prof. Orazio Taglialatela Scafati, Presidente della Commissione didattica della Scuola di Medicina, sulle pagine di Ateneapoli a proposito del semestre filtro, rispetto al quale si può iniziare a trarre un primo bilancio essendo terminato formalmente l’8 gennaio, quando è stato pubblicato l’elenco degli ammessi a Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria. Il totale degli ammessi alla Federico II è 880, corrispondenti al numero di posti banditi. Il punto dal quale partire, al momento, è l’ultimo aggiornamento sopraggiunto in ordine di tempo, ovvero i Decreti Ministeriali integrativi di fine dicembre, che hanno imposto nuove linee guida.

In sostanza, essendo stati davvero in pochi a superare tutti e tre gli esami (Chimica e propedeutica biochimica, Fisica e Biologia), a Roma sono stati costretti ad allargare le maglie delle graduatorie per non lasciare posti vacanti. Lo conferma proprio il docente: “hanno tirato dentro studenti che altrimenti sarebbero rimasti fuori attraverso la creazione di nove fasce”.

Nove fasce così costruite: se nella prima rientrano tutti coloro che hanno superato i tre esami, nella seconda coloro che hanno registrato due sufficienze dirette e una sola sufficienza reintegrata (dal primo appello); nella terza, coloro che hanno una sola sufficienza diretta e due reintegrate e così via. Ad ogni modo, tra la prima e la quarta rientrano studenti che tra i due appelli hanno superato tutti e tre gli esami; dalla quinta all’ultima quelli che non hanno raggiunto la sufficienza in tutte le prove.

Una sorta di ripescaggio. Il giudizio di Taglialatela in merito non è dei migliori: “abbiamo segnalato fin da subito delle criticità sul semestre filtro. Il tempo destinato alle lezioni, per tutti quegli argomenti, è stato troppo scarso, si parla di tre materie da 6 crediti. Questo ha portato gli studenti a scegliere di concentrarsi su certi argomenti escludendone altri, con la Fisica che è stata la più ostica, in tutta Italia. Inoltre, a quanto pare, le domande sono risultate troppo difficili e forse non sono state tarate sulle reali conoscenze degli studenti”.

In soldoni: “la combinazione delle due cose ha creato un disastro, pochissimi hanno superato i tre esami in toto, e per questo sono stati costretti ad allargare maglie della graduatoria. Le cose fatte in fretta e furia generano problemi inevitabili”.

Lo studente con il punteggio più alto “ha frequentato le nostre lezioni”

Ora c’è un ulteriore step da assolvere, determinato proprio dai nuovi decreti: bisogna organizzare esami di recupero a livello locale per chi è rientrato proprio nelle fasce che vanno dalla quinta alla nona. Tutti questi verranno iscritti con riserva, la quale potrà essere sciolta in positivo solo se la prova o le prove saranno recuperate dallo studente.

Per quanto riguarda ciò che è riuscita a fare la Federico II, il Presidente della Commissione didattica si dice più che soddisfatto: “siamo riusciti a portare circa 4000 studenti nelle aule – abbiamo svolto più del 52% delle lezioni in presenza, una scelta precisa, perché pensiamo che l’università sia contatto tra docenti e studenti e tra studenti stessi. Uno scambio di informazioni continuo”.

Anche i risultati delle prove lasciano felici i vertici: “l’esito è abbastanza buono, una percentuale notevole di coloro che hanno superato gli esami ha seguito da noi e si iscriverà da noi”. L’orgoglio: “lo studente che ha totalizzato il punteggio più alto d’Italia ha frequentato le nostre lezioni”. Insomma, “dal punto di vista organizzativo della didattica siamo più che soddisfatti, i corsi si sono svolti contemporaneamente, senza distinzioni e discriminazioni, su ben sette canali”.

C’è anche un ulteriore capitolo, che tuttavia non può esaurirsi prima di febbraio inoltrato, quando finiranno gli scorrimenti: la ricaduta ‘a pioggia’ di studenti sui Corsi cosiddetti affini (Biotecnologie, Farmacia, Infermieristica ecc.). “Coloro che non sono rientrati in nessuna delle nove fasce – spiega Taglialatela – sanno già di non aver superato il semestre filtro ovviamente, e stanno già provvedendo a iscriversi a un Corso affine, che magari non ha esaurito tutti i posti banditi per l’inizio dell’anno accademico.

Quelli che si iscriveranno alla fine dello scorrimento, entreranno come sovrannumerari – ogni Corso affine può assorbirne il 20% dei posti banditi”. Per questi ultimi “avremmo voluto erogare corsi di recupero, ma il loro ingresso negli affini avverrà in contemporanea con l’inizio delle lezioni del secondo semestre”.

Il docente chiude con una battuta sulle pubblicità ricorrenti da parte delle Università telematiche private: “fatta eccezione per alcuni atenei privati che sono vere eccellenze, come quello che si appoggia al San Raffaele, mi sento di poter dire che gli studenti li ritengono un piano B. La quasi totalità ha provato a entrare nel pubblico, perché si fida della formazione impartita”.
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.1 – 2026 – Pagina 27-28

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