Tecnologie NVIDIA, ovvero “come l’intelligenza artificiale può trasformare il lavoro del ricercatore e dell’ingegnere”

Una giornata di formazione e confronto tra accademia e industria, il 25 novembre (ore 9.00 – 15.00), in occasione del convegno “NVIDIA AI Developers Day”. Sara l’Aula Scipione Bobbio di Piazzale Tecchio ad ospitare l’appuntamento dedicato alle tecnologie dell’intelligenza artificiale applicate allo sviluppo scientifico e industriale.

L’evento, organizzato in collaborazione dall’Università Federico II e la società RICCA IT S.r.l., fa parte di una serie di incontri nazionali che toccano tre città strategiche per NVIDIA: Milano, Roma e Napoli, che rappresenta la tappa del Sud. L’iniziativa è coordinata dalla prof.ssa Alessandra De Benedictis del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione, aprirà i lavori il prof. Guido Russo con un welcome speech, interverranno i professori Alessandro Cilardo e Massimo Brescia che porteranno esempi di casi studio delle tecnologie NVIDIA.

“L’obiettivo del convegno – spiega il prof. Russo – è presentare i più recenti strumenti di sviluppo che NVIDIA mette a disposizione di ricercatori, fisici, matematici e ingegneri. Si tratta di sistemi che permettono di utilizzare in modo ottimale l’hardware più potente oggi disponibile per l’intelligenza artificiale”.

NVIDIA, spiega il docente, “è il principale produttore mondiale di apparecchiature per l’intelligenza artificiale: circa il 96% dell’hardware AI nel mondo è firmato NVIDIA”. Negli ultimi anni, tuttavia, l’azienda non si limita più a fornire le apparecchiature, ma sviluppa anche i software e gli ambienti di programmazione che consentono di sfruttarne appieno la potenza. “Il convegno è dedicato proprio a questi strumenti di sviluppo, come CUDA e i nuovi framework di programmazione, che permettono di far ‘fare i conti’ alle macchine.

Parliamo di calcoli veri, non solo risposte statistiche come avviene con i modelli linguistici”. Russo sottolinea la differenza tra due grandi aree dell’intelligenza artificiale: “Da una parte ci sono le Large Language Modeling AI (LLM AI), come ChatGPT, che producono testi o immagini a partire da grandi banche dati. Dall’altra ci sono le AI di calcolo scientifico, che servono a risolvere problemi complessi impossibili da affrontare con i metodi tradizionali. Ed è proprio questa la dimensione che interessa a noi scienziati”.

Durante il convegno, dunque, saranno presentati esempi concreti di utilizzo delle tecnologie NVIDIA in diversi ambiti scientifici. “In ingegneria aeronautica vengono utilizzate centinaia di schede NVIDIA per simulare migliaia di combinazioni di additivi nei carburanti avio, con l’obiettivo di ridurre i consumi – racconta Russo – È un lavoro di mesi di calcolo, ma che permette di risparmiare tempo, risorse e ottenere risultati che altrimenti richiederebbero anni di esperimenti reali”.

L’applicazione, tuttavia, non si limita alle scienze dure. “Nel mio caso – continua il professore – stiamo impiegando le stesse tecnologie nel campo delle Digital Humanities, per il recupero e la ricostruzione digitale di manoscritti medievali. L’intelligenza artificiale ci aiuta a trascrivere testi, eliminare macchie e persino a ricostruire parole mancanti su pergamene danneggiate”.

Progetti simili sono in corso anche su documenti come i papiri ercolanesi o le pergamene di Montecassino, dove la potenza di calcolo permette di ripristinare immagini e testi che altrimenti sarebbero perduti. “L’importante – sottolinea Russo – non è salvare il documento in sé, ma il suo contenuto. E grazie a queste tecniche possiamo restituirlo alla comunità scientifica”.

Il convegno si rivolge in modo particolare agli studenti dei Corsi di Ingegneria, Fisica, Chimica, Biologia e Informatica. “Oggi c’è una fortissima domanda di figure che sappiano usare questi strumenti – osserva Russo – Chi impara a lavorare con le piattaforme NVIDIA trova facilmente spazio nel mondo della ricerca e dell’industria.

È un settore in rapida crescita e molto ben retribuito, perché le competenze sono ancora rare”. Un invito diretto agli studenti: “Partecipare a giornate come questa significa entrare in contatto con tecnologie che saranno centrali per i prossimi dieci anni. Non è solo teoria: è un’occasione per capire come l’intelligenza artificiale può trasformare davvero il lavoro del ricercatore e dell’ingegnere”.
Eleonora Mele

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Ateneapoli – n.17 – 2025 – Pagina 10

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