Assegnato il Premio di laurea in memoria del prof. Francesco de Giovanni. Trasmetteva ai giovani “determinazione e passione verso la materia”

Il 3 febbraio 2024 moriva a 69 anni Francesco de Giovanni dal 1987 ordinario di Algebra presso il Dipartimento di Matematica e Applicazioni ‘Renato Caccioppoli’. Era stato, tra l’altro, Presidente del Consiglio di Corso di Laurea in Matematica, Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Scienze Matematiche, membro della Commissione Scientifica dell’Unione Matematica Italiana, editor-in-chief della rivista scientifica ‘Ricerche di Matematica’, socio ordinario della Società Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti per la Classe di Scienze Fisiche e Matematiche.

Per i suoi studi scientifici, nel 2006 la National University of Ireland (Galway) gli aveva conferito honoris causa il titolo di ‘Dr. of Sciences’. In sua memoria la famiglia ha istituito e finanziato con 1000 euro un premio di Laurea Magistrale, che è stato consegnato per la prima edizione nell’ambito di una cerimonia che si è svolta il 19 dicembre presso il Centro Congressi di Monte Sant’Angelo. “Il premio – dice la prof.ssa Carmela Musella, Coordinatrice del Corso di Laurea – ha il patrocinio morale del Dipartimento. Il vincitore della prima edizione è stato Niccolò Mecacci, laureato all’Università di Firenze, dottorando di ricerca a Wuppertal, in Germania. La sua tesi di laurea in Algebra si è distinta per i suoi contributi originali tra le dieci – tutte di ottimo livello – presentate.

Ha consegnato il riconoscimento al vincitore la prof.ssa Maria Longobardi, anch’ella docente a Matematica, moglie del professore de Giovanni”. Soddisfazione per la partecipazione a questa prima edizione del premio sia per il numero dei candidati sia per la qualità dei lavori: “Siamo partiti bene e contiamo di fare sempre meglio nelle prossime edizioni”, commenta la prof.ssa Musella. Per delineare la figura di de Giovanni e raccontarne le caratteristiche di professore a chi non lo ha mai conosciuto, la docente cita un’intervista che lui rilasciò ad Ateneapoli quando gli venne conferita la laurea honoris causa dall’Ateneo irlandese: “Il giornalista gli aveva chiesto che cosa gli piacesse di più nel suo lavoro.

Lui rispondeva: sicuramente il contatto con gli studenti. Proseguiva poi: credo che sia l’aspetto più bello di questo lavoro. Al termine dell’università, ciò che resta ai ragazzi è il metodo, più che il particolare. Formare persone, dunque, è una bella soddisfazione. Per questo ho sempre voluto insegnare al primo anno”. Sottolinea la docente: “Ecco, credo che in quelle parole ci sia l’essenza del professore e dello studioso che ha sempre mantenuto la voglia di continuare a formare generazioni di giovani. Era un ricercatore di primo livello, ma non per questo rinunciava a svolgere con tutte le sue energie la docenza”. Musella è stata un’allieva di de Giovanni.

“Lo incontrai da studentessa – ricorda – nel mio primo anno di università. Mi sono poi laureata con lui, che è stato anche il supervisore della mia tesi di dottorato. A noi giovani di allora e a tutti quelli che poi hanno avuto l’occasione di incontrarlo negli anni successivi ai miei trasmetteva determinazione e passione verso la materia”. Nato e cresciuto a Napoli, de Giovanni ha poi trascorso una parte della sua vita a Salerno. “Oltre alla matematica – racconta Musella – trovavano spazio nella sua vita diverse altre passioni. La famiglia, che era molto numerosa, perché aveva sei figli. Il collezionismo di monete antiche, il cinema e la filosofia”.

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Ateneapoli – n.1 – 2026 – Pagina 15

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