Rafforzare il dialogo tra le due sponde del Mediterraneo attraverso lo studio del diritto, la mobilità accademica e il confronto interculturale. Con questo obiettivo la prof.ssa Francesca Galgano, docente di Diritto Romano e Fondamenti del diritto europeo, ha promosso un nuovo accordo internazionale con la Yarmouk University di Irbid, nel nord della Giordania.
“Ho proposto ed è stato approvato un accordo internazionale di tipo B fra i Dipartimenti”, spiega, ed è una collaborazione che si inserisce in una rete già consolidata. L’ateneo giordano è infatti tra i partner del Mediterranean and Middle East University Network Agreement (MUNA), che riunisce università del Mediterraneo e del Medio Oriente, “un accordo internazionale di tipo A che abbiamo da diversi anni e che è stato rifirmato e allargato proprio a ottobre con circa 30 atenei del Mediterraneo anche fuori dalla rete Erasmus”, ricorda la docente, sottolineando che il coordinamento è affidato al prof. Gilberto Sammartino.
Il nuovo protocollo punta a dare maggiore concretezza al rapporto, soprattutto nell’ambito giuridico e sociale. Determinante è stato il contatto con il Princess Basma Women Study Center, centro dedicato agli studi sulle donne e sui diritti di genere. “La mia referente è la direttrice del Princess Basma Women Study center, un centro sulle donne voluto dalla principessa Basma perché anche in Giordania adesso c’è attenzione per i diritti delle donne, soprattutto nel mondo musulmano aperto. Questo mi sembrava un segnale molto positivo”, racconta la prof.ssa Galgano.
Accanto all’attualità, c’è anche una motivazione culturale più profonda: “Come romanista penso anche al mondo antico, al Mediterraneo antico, perché la zona del Medio Oriente era formata da tutte province romane, e per noi storici del diritto romano quell’area ci è vicina culturalmente”. Una vicinanza che la storia ha poi differenziato, ma che rende “importante mantenere il dialogo su temi che possono essere i diritti umani, la storia, i diritti delle donne”.
L’idea centrale è offrire nuove opportunità agli studenti: “Un accordo con la Giordania rientra in questa logica di creare uno spazio comune soprattutto nell’idea degli studenti, per far viaggiare gli studenti”.
Dal punto di vista organizzativo, l’intesa non comporta spese immediate, ma può diventare la base per progetti finanziati: “se riuscissimo ad avere un finanziamento, poi naturalmente potremmo mandare i nostri studenti in Giordania per eventi o periodi di studio e potremmo anche andare noi docenti. Così come far venire loro qui da noi, su invito”. I progetti, precisa la docente, “li immagino nella rete del MUNA e quindi sui temi del Mediterraneo”.
Il Dipartimento ha accolto con favore la proposta, anche grazie a una linea già orientata all’internazionalizzazione grazie anche alla Direttrice Carla Masi. “In Consiglio di Dipartimento ho ricevuto feedback positivi – racconta la prof.ssa Galgano, che evidenzia come la strategia sia quella di “creare rete e dialogo interculturale tra gli Atenei”.
In un contesto globale segnato da tensioni, la dimensione accademica assume anche un valore civile. “Il dialogo in un’epoca di conflitti come questa è l’unica arma che abbiamo. Conoscerci, conoscere le realtà dei nostri studenti, dei giovani all’estero con dinamiche diverse è la linea comune. È molto arricchente”.
L’accordo “è stato approvato ed è già operativo”, conclude Galgano, e ora l’obiettivo è intercettare i bandi per finanziare gli scambi. La Federico II, coinvolta nella rete MUNA, guarda così alla Giordania come a un nuovo tassello di un Mediterraneo condiviso, dove la formazione diventa strumento di incontro tra culture.
Annamaria Biancardi
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Ateneapoli – n.4 – 2026 – Pagina 22







