La prof.ssa Paola Scala, docente di Progettazione, è la nuova Coordinatrice del Corso di Laurea a ciclo unico in Architettura. Correva come candidata unica ed è stata eletta a dicembre. “La mia candidatura – dice – è nata con l’idea di dare continuità all’impegno che avevo già svolto in altri ruoli. Sono stata infatti parte del gruppo di Controllo sulla qualità durante il mandato della prof.ssa Maria Cerreta ed ho fatto parte del Presidio di qualità dell’Ateneo. Incarichi molto formativi e utili, spero, in questo nuovo percorso”.
Napoletana, laurea alla Federico II, Scala è stata allieva del celebre architetto e docente Nicola Pagliara. Una ‘pagliarina’, si sarebbe detto all’epoca, perché così venivano definiti gli allievi di un professore che ha certamente lasciato il segno del suo passaggio ad Architettura. “Pagliara era adorato dai suoi studenti – ricorda la docente – perché suscitava passione e amore per l’architettura.
Certo, la sua era una università diversa, qualcuno potrebbe dire dei baroni, fatta di luci ed ombre. Nella mia generazione, però, era molto bello quell’amore verso l’architettura. Non era una scelta di ripiego, per quanto da molti considerata rischiosa ai fini dell’inserimento professionale. Per esempio da mia mamma, che ricordo terrorizzata quando apprese che mi sarei voluta immatricolare ad Architettura.
Dico questo non per rimpiangere il tempo passato, che è sempre un atteggiamento sbagliato e sterile, ma perché mi piacerebbe durante il mio mandato contribuire a far rivivere agli studenti del Corso di Laurea la passione verso l’architettura. Qualche volta si ha l’idea che sia venuta un po’ meno. Mi piacerebbe si recuperasse la gioia di stare in Ateneo.
Architettura è sempre stata un luogo di libero pensiero e senza pregiudizi, dove si formano le teste prima ancora che le professionalità”. Monitoraggio del nuovo ordinamento e accettazione delle sfide della contemporaneità sono due tra gli obiettivi della neo-Coordinatrice.
Relativamente al secondo aspetto, racconta: “Nel 1998 mi laureai in Progettazione architettonica con l’assistenza del software CAD e ci fu chi mi considerò un’aliena. Ora abbiamo l’intelligenza artificiale, secondo me uno strumento forte che può aiutare i ragazzi a recuperare la capacità di immaginare. L’intelligenza artificiale è uno strumento, va gestito e utilizzato in maniera critica. Lo si può fare senza esserne travolti.
Presupposto necessario, però, è che chi si serve di questo strumento tecnologico, come di altri, sia solido dal punto di vista disciplinare. La qualità della didattica e della formazione che proponiamo agli studenti è sempre la priorità”. Altri obiettivi: “Il rafforzamento della relazione con l’Ordine professionale e con le associazioni sul territorio. Poi, in coerenza con l’attività che porta avanti la Direttrice del Dipartimento Marella Santangelo, mi piacerebbe che gli studenti recuperassero il senso di comunità.
È difficile per esempio coinvolgere i ragazzi ad essere parte attiva quando ci sono le elezioni delle rappresentanze studentesche. La partecipazione si è un po’ persa e forse è accaduto anche per colpa nostra, perché trattiamo troppo da ragazzini i nostri studenti”. Lo spirito con il quale la prof.ssa Scala si accinge al suo mandato: “Sono preparata a un compito gravoso e complicato, ma l’ho scelto e conto di fare del mio meglio. Mi conforta, tra l’altro, che le procedure di qualità aiutano ad individuare e ad affrontare le criticità”.
Fabrizio Geremicca
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Ateneapoli – n.1 – 2026 – Pagina 17







