“Abbiamo cercato di mantenere contatti diretti con gli studenti, nonché di avviare una serie di monitoraggi sulle esperienze che hanno vissuto. I ragazzi hanno valutato il semestre in modo molto negativo”.
A dirlo è stato Ciro Brescia, rappresentante Asmed nel Consiglio di Scuola, a proposito della nuova modalità di accesso a Medicina, che ha generato dubbi e polemiche tra gli studenti prima, durante e dopo lo svolgimento delle lezioni e degli esami. In particolare, chi ha tentato di entrare a Medicina avrebbe sollevato diverse questioni: “un eccessivo carico sulle spalle, poco tempo a disposizione per studiare – si parla pur sempre di tre materie complesse e di circa due mesi a disposizione.
In tanti ci hanno raccontato di un enorme stress psico-fisico, che infatti non ha aiutato nelle performance, come si evince dai risultati”. Ci sono numeri interessanti che emergono proprio dai sondaggi svolti negli ultimi mesi da Asmed, che ha interrogato qualche migliaio di studenti. Prima degli esami, per esempio, è stato chiesto a 6235 persone, tra l’altro, un parere sull’introduzione del semestre filtro. Ebbene, 5367 ritengono che sia stata ‘una scelta dannosa e mal strutturata’. Ad un’altra domanda – se questa modalità diminuisca le disuguaglianze – 4204 credono che le aumenti, in realtà.
Altro monitoraggio è stato effettuato anche dopo la prima data di prove di novembre e i pareri non sembrano essere cambiati di molto. Gli intervistati sono stati 1592, di questi il 51% ha confermato di ritenere il semestre ‘una scelta dannosa e mal strutturata che genera incertezze e disuguaglianze’. Per il 52% degli stessi, l’opinione sulla nuova modalità è addirittura peggiorata. Infine, l’81% (cioè 1282 studenti su 1592) pensa che, così strutturato, l’ingresso a Medicina ‘rischi di penalizzare chi non può permettersi risorse o supporti aggiuntivi’.
Al di là di numeri e sondaggi, Brescia ha sottolineato altre problematiche. Sulle domande redatte per gli esami, ad esempio: “Fisica è l’esame che ha dato più problemi, in questo caso le segnalazioni indicavano quesiti molto dettagliati e di non facilissima deduzione, anche in relazione al tempo disponibile. D’altronde si dovrebbe trattare di Fisica applicata alla Medicina”.
Adesso, in attesa della graduatoria definitiva, a proposito delle prove di recupero che avranno luogo localmente, il rappresentante si augura che “l’Ateneo tenga comunque conto dell’eccezionalità di questi mesi, di tutte le difficoltà e dello stress cui sono stati sottoposti gli studenti e rediga dei compiti di un livello più adatto alla platea. Questi ragazzi si sono trovati in una situazione che ha subito cambiamenti anche in corso d’opera, l’ultima cosa che serve loro è essere penalizzati ulteriormente”.
Sulle denunce in merito alla diffusione delle domande durante gli esami e a presunte scorrettezze: “abbiamo ricevuto qualche segnalazione, ma non gravissima. Parlo di sussurri tra persone, niente di più. Altrove, in Italia, ce ne sono state invece di ben peggiori, a quanto pare”.
Nel frattempo, diverse associazioni studentesche hanno intrapreso percorsi legali per effettuare ricorsi diffusi. Asmed non rientra tra queste: “abbiamo preferito mantenere i contatti con gli organi coinvolti, grazie anche al nostro membro in Consiglio Nazionale degli Studenti. Il nostro obiettivo è chiaro: abolire il semestre filtro e tornare ai quiz, cancellando o riducendo in modo sostanziale le parti di logica e cultura generale, ottenere maggiore collaborazione da parte delle scuole superiori e chiedere all’università di erogare corsi di preparazione”, ha concluso Brescia.
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Ateneapoli – n.1 – 2026 – Pagina 27







