Studiare a Madrid, confrontarsi con un laboratorio di architettura a Shanghai, seguire corsi serali in Polonia, vivere il Portogallo da universitari e non da turisti. Esperienze possibili grazie ai programmi di mobilità studentesca.
Per chi voglia vivere queste avventure, alla Vanvitelli sono disponibili 900 borse di studio. Il bando Erasmus+ Studio e Traineeship verso istituzioni europee ed Erasmus+ Studio verso destinazioni extraeuropee 2026/2027 è stato appena licenziato (scade il 3 marzo). Gli studenti – dalla Triennale al dottorato – che si candideranno soggiorneranno in università europee ed extraeuropee, con esami riconosciuti e contributo economico a sostegno della mobilità.
Non è solo una partenza: è un investimento sul proprio curriculum, sulla propria autonomia e sulla capacità di muoversi in un contesto internazionale. La domanda non è se l’Erasmus serva. La domanda è: perché non provarci adesso?
I docenti di riferimento in alcuni Dipartimenti dell’Ateneo che abbiamo ascoltato concordano su un punto: “gli studenti partono con qualche esitazione, ma spesso non vogliono più tornare”.
Perché l’Erasmus non è soltanto apprendimento linguistico. È confronto con modelli universitari diversi, e “con approcci didattici – afferma il prof. Nicola Pisacane (referente per l’Internazionalizzazione e mobilità studenti ad Architettura) – che valorizzano il lavoro di gruppo, soprattutto in ambiti come l’architettura, dove il professionista non opera più in solitudine”. O, come osserva il prof. Giovanni Mauro (delegato Erasmus del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali), “è prendere coscienza di come vive un popolo, del suo modo di pensare”. Sul piano personale, “l’esperienza favorisce autonomia, maturità e capacità di adattamento”, sottolinea il prof. Pisacane.
“Per molti studenti del Sud – aggiunge la prof.ssa Rosa Vinciguerra (delegata Erasmus del Dipartimento di Economia) – rappresenta una concreta opportunità di confronto paritario con altre realtà europee”. Il Dipartimento – sottolinea la docente – investe molto nell’internazionalizzazione e “riconosce anche bonus utili per il voto di laurea e per il curriculum professionale”.
Per quanto riguarda le mete più scelte dagli studenti, queste variano tra i diversi Dipartimenti: “A Lettere – dice il prof. Mauro – una delle mete più gettonate è Madrid. La Spagna attira per la vicinanza culturale e per lo spagnolo, seconda lingua più parlata al mondo”; a Economia, come evidenzia la prof.ssa Vinciguerra, “prevalgono Portogallo e Polonia. La Francia è scelta più raramente”. Per Architettura, racconta il prof. Pisacane, “la Spagna è centrale per il patrimonio architettonico e storico; per Design si affianca il Portogallo. Molto richieste anche la Turchia e Shanghai, dove ogni anno partono una decina di studenti, spesso tanto motivati da prolungare il soggiorno da un semestre all’intero anno accademico”.
Qualche consiglio ‘tecnico’. Possono candidarsi, spiegano i docenti, gli iscritti al primo anno di Triennale con valutazione basata su voto di diploma e certificazioni linguistiche, e obbligo di risultare iscritti al secondo anno della partenza, gli studenti dal secondo anno in poi di un Corso di Laurea Triennale o Magistrale, purché abbiano conseguito almeno la metà dei crediti previsti fino all’anno precedente (30 CFU su 60).
I vincitori della selezione riceveranno una borsa di mobilità finanziata dall’Agenzia Erasmus+, dal Fondo Sostegno Giovani del Ministero dell’Università e della Ricerca e da risorse proprie dell’Ateneo. L’importo varia in base all’ISEE registrato su Esse3 e al costo della vita del Paese ospitante. Previsto anche – affermano i professori Mauro e Vinciguerra – un contributo premiale una tantum legato ai CFU riconosciuti. Il supporto, inoltre, non è solo economico, sottolinea il prof. Mauro: “Gli studenti vengono affiancati nella compilazione del piano didattico, nella scelta degli insegnamenti e nella gestione degli aspetti logistici”.
In un’università che guarda sempre più all’internazionalizzazione, l’Erasmus+ non rappresenta una pausa, ma un’estensione naturale degli studi. Offre riconoscimento accademico, sostegno economico e un’esperienza che incide realmente sul curriculum e sulla crescita individuale. Per chi sta pensando di candidarsi, il momento è questo.
Elisabetta Del Prete
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Ateneapoli – n.3 – 2026 – Pagina 36







