Ritorna ‘Finestre sulla diversità’, ciclo di seminari rivolto agli studenti Magistrali di Psicologia clinica, ma aperto a tutti. “L’obiettivo di questi incontri è ragionare sulle diversità – spiega la prof.ssa Fulvia D’Aloisio, Ordinaria di Antropologia culturale – È un ragionamento oggi inevitabile, dal momento che siamo una società multiculturale”. L’antropologia, sottolinea, “diventa una competenza necessaria per maneggiare le diversità e, soprattutto, per non averne timore, ma considerarle una risorsa”.
Il filo conduttore riguarda proprio le diversità “lontane e vicine, il proposito è studiare non solo l’antropologia dell’esotico, ma anche quella di casa nostra. Affrontare il tema delle diversità, intese come provenienze geografiche ma anche come disuguaglianze, è fondamentale: vedremo, ad esempio, quanto c’entra anche la classe sociale e l’ambiente di provenienza nella strutturazione dell’obesità, argomento su cui verterà il secondo incontro. Questo ci fa capire che le differenze, sia di persone che portano la propria storia culturale proveniente da altri Paesi, ma anche di persone interne alla nostra società sono delle variabili molto importanti”.
Il primo incontro si è tenuto il 19 marzo: “Abbiamo cominciato affrontando un tema proveniente da campi classici dell’antropologia, come lo studio d’area tenuto dal prof. Giovanni Cordova, ricercatore di Discipline demoetnoantropologiche alla Federico II, incentrato sulla gioventù tunisina”. Oggetto di studio sono stati i giovani tra i 20 e i 25 anni dell’area della città di Tunisi, protagonisti di progetti sul futuro, che includono anche la migrazione. Il secondo incontro si terrà il 26 marzo con Eugenio Zito, professore di Discipline demoetnoantropologiche (Università Federico II) e membro della Società italiana di Antropologia medica.
Il seminario affronterà un tema più recente: “L’antropologia medica, che si occupa non solo di dialogare con la nostra medicina ma anche di mettere in luce diverse concezioni mediche. In questo caso lo studio coopera con gli ospedali napoletani relativamente al problema dell’obesità, in particolar modo quella infantile. Mette in luce come esistono molte componenti sociali e culturali, oltre a quelle patologiche, che determinano i comportamenti alimentari”.
L’ultimo seminario si terrà il 26 aprile e sarà a cura di Osvaldo Costantini, professore di Antropologia culturale all’Università di Roma Sapienza. Si incentrerà “sul fenomeno migratorio, ma dal punto di vista religioso, ossia il movimento religioso Pentecostale che è attualmente uno dei maggiori al mondo dal punto di vista numerico.
Parleremo della valenza della religione, tanto nell’esperienza migratoria che nelle difficoltà quotidiane che i migranti vivono: dall’inserimento lavorativo al problema abitativo. Le religioni, infatti, sono anche questo: un sistema di credenze e valori che orienta il quotidiano”, conclude D’Aloisio.
Filomena Parente
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Ateneapoli – n.5 – 2026 – Pagina 31








