I sandali di Sorrento, la storia della bottega dei Siniscalchi: dal ‘chiodino’ al digitale

“Le identità locali si curano anche attraverso l’artigianato. E Siniscalchi fa questo da oltre 60 anni, grazie alle tre generazioni che si sono succedute”. Così la prof.ssa Monica Esposito nell’aula P4 dell’Abbazia di San Lorenzo ad Septimum di Aversa il 14 gennaio, quando ha aperto il dibattito su ‘Design da indossare. Forma, funzione e tradizione nelle calzature Siniscalchi’, incontro rivolto a un pubblico costituito da studenti del primo anno di Design per la Moda – la docente ne insegna la storia – i cui ospiti d’eccezione sono stati proprio padre e figli Siniscalchi, esempio di un artigianato che dalle origini – a Sorrento, negli anni ’50 – a oggi, ha saputo conservare la tradizione nel tempo, evolvendo in tecniche, prodotti e comunicazione arrivando a guadagnarsi fette di mercato anche all’estero.

A destare ancora di più l’interesse, oltre alla testimonianza diretta, il fatto che nei locali adiacenti a dove si è svolto l’evento è stata allestita anche una mostra, inaugurata nell’occasione dalla famiglia, che idealmente ha voluto raccontare i quasi ottant’anni di vita dell’impresa evocandone lo spirito attraverso alcuni strumenti di lavoro, disegni e modelli di scarpe.

I saluti sono stati della Vicedirettrice di Dipartimento, la prof.ssa Danila Jacazzi: “le attività formative sono di grande importanza – ha esordito – servono a costruire rapporti con le aziende e anche perché la moda non è solo fashion, ma tante altre applicazioni di design. Il vostro sbocco potrebbe essere in uno di questi campi”. Poi è toccato alla stessa Esposito, che ha delineato la cornice tematica dell’incontro rivolgendosi ai suoi studenti: “Quest’anno abbiamo toccato diversi argomenti, dal disegno industriale fino alla creazione di brand, logo, dunque di un’identità, con tutto quello che ne consegue a livello di marketing.

Siniscalchi fa questo da oltre 60 anni, con il sandalo: tradizione e continua innovazione, attraverso il re-branding e il miglioramento delle tecniche. Abbiamo parlato anche del Made in Italy e dell’allontanamento dalle produzioni in serie, valorizzando quelle locali. A Sorrento, oltre alle calzature, purtroppo, restano solo brandelli di artigianato nell’intarsio. Tutto questo si intreccia anche con la ricerca che stiamo portando avanti negli ultimi anni su un turismo sostenibile, avverso a quello di massa, che sta distruggendo l’identità dei luoghi”.

A quel punto ha preso la parola Siniscalchi figlio, per raccontare le tappe principali di quella che, da bottega nata grazie al nonno Salvatore, è diventata nei decenni una vera e propria impresa con il padre, Giuseppe, e lui stesso, assieme alla sorella. “Il metodo di produzione di mio nonno era il cosiddetto chiodino – ha spiegato – tuttora utilizzato da alcuni artigiani. Negli anni ’90 mio padre (appunto Giuseppe, presente in sala, ndr) ha apportato grandi innovazioni con l’acquisto di macchinari utili a produrre ogni parte del sandalo. Mia sorella ed io abbiamo aperto al digitale approdando sui social, tessendo collaborazioni con influencer, creando nuovi siti web”.

Ma l’excursus ha preso anche una piega più squisitamente tecnica, con Siniscalchi che ha fatto una panoramica sui modelli di sandalo: “siamo partiti dal triangolo semplice, che rappresenta un classico intramontabile, per arrivare a una forma più delicata e assottigliata, in certi casi arricchita da pietre preziose, per una evoluzione verso il luxury”.

Interessante anche la spiegazione su come nasce un modello: “dalla bozza, disegnata a mano e frutto della nostra creatività, si realizza il modello in cartone, che poi diventa la base per il taglio della pelle. Così si arriva al prodotto finito – per i modelli più complessi ci rivolgiamo anche a modellisti. Le fasi della produzione, invece, a oggi sono: preparazione della tomaia (parte superiore del sandalo), montaggio, rifinitura e assemblaggio finale”.

Ciò su cui i Siniscalchi non sembrano disposti a ‘trattare’ è la filosofia del Made in Italy: “effettuiamo una selezione accurata di tutti i materiali, per esempio il cuoio proviene solo da centri di eccellenza, in particolare dalla Toscana”. Piccola curiosità anche sull’operazione di re-branding effettuata sul logo, rispetto al quale si è passati dalla sirena, simbolo di audacia e femminilità, a una “s” a forma di serpente. I richiami sono molteplici: “sandali, Sorrento, Siniscalchi”. Sul futuro: “siamo sempre dediti allo studio per migliorare il processo produttivo, il marketing e la comunicazione”.

L’oggetto di moda, un “prodotto culturale”

La parola è passata poi alla prof.ssa Ornella Cirillo, docente di Storia della Moda. “La parola sandalo attiva connessioni, ricordi, riferimenti – ha detto – L’oggetto di moda bisogna leggerlo come ricco di significati e dimensioni. È un prodotto culturale”. E infatti citando Bernard Rudofsky, architetto degli anni ’40, e la sua battaglia per la liberazione del corpo, a partire proprio dal piede, con calzature che ne risaltassero la forma “naturale” come il sandalo, poi Diana Vreeland, ago della bilancia nella moda negli anni ’50, che sposa la battaglia dell’architetto, e Mario Valentino, con il suo sandalo di corallo di Torre del Greco, la prof.ssa Cirillo ha storicizzato quanto fatto dai Siniscalchi, inquadrando la scarpa aperta in un processo culturale di ampia portata e non come fenomeno isolato, sollevandolo dalla mercificazione.

Hanno chiuso il dibattito brevi interventi di altre docenti, che possono essere sintetizzati nelle parole della prof.ssa Alessandra Cirafici, coordinatrice del Dottorato di interesse nazionale in Design per il Made in Italy. “Il sandalo sorrentino non è solo una manifestazione artigianale, ma un modo di pensare e di intendere tradizione, cultura e atmosfere della nostra regione. Già, perché questo è innanzitutto Made in Campania. Il permanere della dimensione analogica – la creatività che passa dalla testa alla mano – conserva una certa poesia”.
Claudio Tranchino

Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli

Ateneapoli – n.1 – 2026 – Pagina 33

- Advertisement -




Articoli Correlati