Oltre il soffitto di cristallo. Dialogo con la prof.ssa Messa al Distabif. “Il governo delle tecnologie è uno strumento fondamentale di empowerment femminile”

In un momento storico in cui il dibattito sulla parità di genere è sempre più centrale, il mondo della ricerca scientifica continua a interrogarsi su una questione cruciale: perché le donne, pur essendo sempre più presenti nei percorsi di formazione scientifica, faticano ancora a raggiungere le posizioni di vertice? A questa domanda ha cercato di rispondere l’incontro tenutosi il 10 marzo presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali, Biologiche e Farmaceutiche (Distabif), che ha avuto come ospite la prof.ssa Maria Cristina Messa, docente presso l’Università Milano-Bicocca, già Rettrice dello stesso Ateneo e Ministra dell’Università e della Ricerca nel governo Draghi dal 2021 al 2022.

L’evento ha offerto un’occasione di confronto sul tema dell’empowerment femminile nelle carriere scientifiche, mettendo al centro il rapporto tra opportunità, cultura e leadership nella ricerca.
Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali del Rettore, il prof. Giovanni Francesco Nicoletti, mentre la discussione è stata moderata dalle professoresse Nicoletta Potenza e Angela Sparago.

A introdurre il dialogo la prof.ssa Angela Chambery, Direttrice del Distabif, che ha sottolineato il valore simbolico e scientifico della presenza della prof.ssa Messa: “Siamo riconoscenti e orgogliosi di avere qui la prof.ssa Messa, che ha dedicato l’intera carriera alla qualità della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica. Parlare con lei oggi di empowerment femminile nelle carriere scientifiche significa aprire una riflessione importante”.

Nel suo intervento, la prof.ssa Chambery ha ricordato come i progressi compiuti negli ultimi anni sulla presenza femminile nella scienza non abbiano ancora eliminato profonde disuguaglianze. Citando dati ISTAT, ha evidenziato che il 41% degli scienziati e degli ingegneri in Europa è rappresentato da donne, ma questa percentuale non si riflette nei ruoli di maggiore responsabilità.

“Se nei corsi universitari la presenza femminile è spesso molto forte, quando osserviamo i percorsi delle carriere accademiche vediamo che questa presenza si dirada. Nelle leadership scientifiche, nella direzione dei gruppi di ricerca e negli organismi decisionali, le donne sono ancora poche”. Una dinamica che è stata descritta con l’espressione “soffitto di cristallo”, quella barriera invisibile che limita l’accesso delle donne ai vertici della carriera accademica: “Nella scienza non è soltanto una questione di equità.

È anche una questione di qualità della ricerca, perché la scienza prospera quando c’è confronto e inclusività”.
Un intervento particolarmente suggestivo è stato quello della prof.ssa Marianna Pignata, Delegata del Rettore alle Pari Opportunità, che ha scelto una forma narrativa originale per presentare l’ospite dell’incontro. Immaginando simbolicamente una lettera della prima donna medico d’Italia, Ernestina Paper, Pignata ha tracciato il profilo della prof.ssa Messa.

Il suo percorso, ha sottolineato, dimostra che la competenza scientifica può dialogare con la responsabilità istituzionale. “Quando una donna con una solida formazione scientifica guida un Ateneo o contribuisce a orientare le politiche nazionali della ricerca, non compie solo un avanzamento personale, ma rende visibile una possibilità e la visibilità è una forma potente di empowerment. Ogni volta che una giovane donna vede una rettrice, una ministra o una direttrice di dipartimento con una forte identità scientifica, il suo orizzonte si amplia”.
Nel suo intervento, la prof.ssa Maria Cristina Messa ha affrontato il tema dell’empowerment femminile distinguendo tre dimensioni principali: lavorativa, sociale e culturale.

“Il livello più evidente è quello del lavoro, dove possiamo intervenire più rapidamente. Ma esistono anche un piano sociale e uno culturale, e quest’ultimo è il più difficile da cambiare”. Secondo Messa, uno degli aspetti centrali riguarda la capacità di riconoscere e cogliere le opportunità. “Il fatto che io sia riuscita a fare alcune cose non dipende da un talento particolare, ma ho colto delle opportunità. Nella vita esistono opportunità che bisogna saper prendere, e il punto è che spesso le donne non le prendono”.

Talvolta queste opportunità mancano, ha spiegato, a causa delle condizioni sociali o del contesto culturale. “Dipende da dove vivi, da dove sei cresciuta e dalla società in cui ti muovi. A volte invece è l’educazione stessa che ti ha messo un po’ da parte”. Portando l’esempio della medicina, disciplina in cui si è formata, la prof.ssa Messa ha ricordato come oggi circa il 60% dei medici sia donna: “questo non vuol dire che siano tutte primarie o che ricoprano ruoli di grande responsabilità”.

La situazione è simile anche nel mondo accademico: “Nell’Università italiana solo il 28% dei professori ordinari è donna. E se guardiamo alle discipline STEM, soprattutto ingegneria e informatica, la percentuale scende moltissimo”. Proprio per questo, secondo Messa, è fondamentale incentivare le giovani a intraprendere studi nelle discipline scientifiche e tecnologiche, poiché “il governo delle tecnologie è uno strumento fondamentale di empowerment femminile”.

Il nodo più difficile resta tuttavia quello culturale. Nel corso dell’incontro è emersa anche una riflessione sul ruolo dei social media, che oggi influenzano profondamente la costruzione dell’identità e delle relazioni sociali tra i giovani: “Mi interrogo spesso su come i social stiano influenzando la parità di genere. Dovremmo studiare questo fenomeno per capire come trasformare questo strumento in un acceleratore di parità, e non in uno strumento che può ledere ulteriormente le donne. In questo l’Università deve agire”.

L’incontro si è concluso con un dibattito partecipato e stimolante, che ha coinvolto studenti e docenti in una riflessione condivisa sulle prospettive future della parità di genere nella ricerca scientifica e sul ruolo che le università possono svolgere nel promuovere un cambiamento culturale duraturo.
Angelica Cioffo

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