L’acquisizione della Chiesa di Santa Maria delle Dame Monache di Capua, l’addendum firmato con la città di Aversa per il Campus Universitario – un nodo politico irrisolto da anni – e la ripresa dei lavori al Policlinico di Caserta dopo i rallentamenti degli ultimi tempi. L’edilizia è un tema caldo per la Vanvitelli, come testimoniano gli ultimi avvenimenti. Per quanto riguarda il Monastero, è stato consegnato il 19 gennaio al Rettore Gianfranco Nicoletti, alla presenza del Delegato all’edilizia prof. Gianfranco De Matteis, del Sindaco di Capua Adolfo Villani e di altri membri dell’amministrazione locale.
“È un intervento – spiega proprio De Matteis ad Ateneapoli – che rientra nella volontà dell’Ateneo di valorizzazione del patrimonio edilizio, uno degli obiettivi principali che si è posto il Rettore. L’immobile è di particolare prestigio e ci consentirà di favorire l’integrazione con il territorio e di stimolare la crescita della comunità. Con questo intervento l’Ateneo incrementa il proprio prestigio e al tempo stesso svolge anche una funzione sociale.
Esistono tanti immobili storici e monumentali che versano in stato di abbandono: da un lato dobbiamo costruire la memoria per questi luoghi, ma dall’altro bisogna anche trovare occasioni di rigenerazione”. Il monumento, di grande valore e sito nei pressi del Dipartimento di Economia, passa nelle mani dell’Ateneo attraverso una donazione modale, ciò significa che la Vanvitelli è vincolata a “destinare l’immobile alle attività proprie dell’università, per l’accrescimento culturale dei giovani nonché per importanti iniziative di elevato livello culturale e sociale a beneficio della comunità locale”, ha specificato il docente.
La Chiesa medievale, la cui costruzione risalirebbe secondo alcuni all’871, secondo altri al 943, andrà valorizzata attraverso una serie di lavori di ristrutturazione: “ci sarà una fase di progettazione e affidamento, che richiede del tempo, poi bisognerà intervenire per sistemare alcune strutture e infine si interverrà con lavori di allestimento – parliamo di diverse centinaia di migliaia di euro”. La consegna potrebbe avvenire “tra fine 2026 e il 2027”. Sull’utilizzo pratico degli spazi: “risulteranno importanti per tutto l’Ateneo, soprattutto quando dovrà interagire con la comunità locale. Abbiamo pensato a una sala conferenze, tanto per Economia che per tutta l’Università”.
Il Campus di Aversa
Risulta assai più complesso il capitolo relativo al Campus di Aversa, ma pare esserci stato un passo in avanti importante. Già, perché il 20 gennaio al Rettorato è stato siglato l’addendum ancora una volta tra il Rettore Nicoletti e, in questo caso, il Sindaco della cittadina Francesco Matacena.
Una firma che rende più concreta la realizzazione di nuove strutture universitarie in via della Repubblica. “È un progetto di Ateneo, con finanziamento regionale, che portiamo avanti da tanti anni con grande determinazione da parte del Rettore, mia e dei Direttori di Dipartimento di Ingegneria e Architettura Alessandro Mandolini e Ornella Zerlenga e prevede la costruzione di laboratori per la didattica e per la ricerca” – vale la pena ricordare quanti confronti, spesso accesi, ci siano stati negli anni tra città e Ateneo sul da farsi. Dopo un primo progetto datato 2014, figlio dell’ex Facoltà di Ingegneria (finanziamenti per poco meno di undici milioni di euro) slittato poi al 2019, si è arrivati al progetto per il Campus del 2022.
Di là da venire, in futuro, sempre a nord di Aversa, ovvero nell’area interessata, stando al master plan, anche “la realizzazione di ulteriori strutture dipartimentali, una sala congressi e di una mensa per dar vita al Campus”. Non sono previsti alloggi studenteschi, che invece “sono stati realizzati dall’Adisurc proprio ad Aversa e, al contempo, nella città di Caserta, nel sito degli ex Mulini Reali, è in corso un intervento di realizzazione di 122 alloggi, i lavori sono stati appaltati di recente”.
Ultima questione affrontata con De Matteis – anche questa aperta da molti anni – riguarda lo stato dei lavori al Policlinico di Caserta. Negli ultimi mesi ci sono stati dei rallentamenti – a novembre scorso una delle società operanti sul cantiere è stata posta in liquidazione e il relativo personale è stato licenziato in toto. Il delegato ha spiegato che “il problema è di gestione dell’appaltatore delle attività di cantiere e non è certamente dipeso dall’Ateneo, che invece ha dato subito impulso per una veloce risoluzione.
L’intensità dei lavori, mai formalmente sospesi, dovrebbe tornare a regime nella prima parte del mese di febbraio, con l’impegno di completare le prime strutture, ovvero i blocchi della didattica e della ricerca, in circa un anno, salvo ulteriori problematiche. C’è massimo impegno e determinazione da parte dell’Ateneo nel voler portare a compimento un intervento importantissimo e strategico per tutto il territorio casertano”.
Claudio Tranchino
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Ateneapoli – n.2 – 2026 – Pagina 24







