Una didattica sempre più inclusiva attraverso strumenti e pratiche innovative. Lo scorso 17 dicembre si è tenuta a Palazzo Giusso una giornata di formazione dedicata a didattica inclusiva, accessibilità e supporto agli studenti con DSA rivolta a docenti e personale tecnico-amministrativo.
Tanti gli interventi – i saluti istituzionali sono stati del Rettore Roberto Tottoli, della Delegata del Rettore alla Disabilità e D.S.A. prof.ssa Katherine Russo e del Presidente del Teaching Learning Center prof. Leonardo Acone – così come i workshop e le presentazioni di servizi. Tra questi ultimi, un esempio di pratica innovativa è di sicuro il progetto ‘Donatori di lingue’, coordinato per conto dello Sportello orientamento studenti con disabilità e con DSA (S.O.D.) dalla dott.ssa Giulia Tavolaro che l’ha presentato nel dettaglio proprio durante l’incontro.
In sostanza, un gruppo di docenti madrelingua ha registrato dei testi in lingua, mettendoli a disposizione di studentesse e studenti che possono averne bisogno. Ateneapoli l’ha contattata per raccontarne genesi e scopo. “Il progetto è nato due anni fa – ha spiegato – dall’osservare la difficoltà dei ragazzi con DSA o problemi di vista, abituati ad ascoltare libri che hanno voci un po’ robotiche. L’idea era ed è supportarli tramite testi in lingua letti da madrelingua, dunque con una certa cadenza, intonazione e pronuncia. È una cosa abbastanza rara, se non impossibile da trovare”.
E questo è proprio ciò che lo Sportello è riuscito a realizzare: “i collaboratori esperti linguistici, formati con il supporto di Manè, impresa sociale che lavora molto sul territorio campano e pugliese e ha molta esperienza in questo ambito, hanno effettuato 35 ore di lavoro ognuno. Sono stati supportati per scegliere in modo specifico testi che risultassero fruibili per la lettura e al tempo stesso utili per il mondo universitario.
Ad oggi, siamo riusciti a creare testi in ungherese, russo, spagnolo, tedesco, inglese e turco, che sono stati collocati in una macchina presente in ufficio. I ragazzi possono venire qui e fruirne come e quando vogliono”. Questo perché, spiega la dott.ssa Tavolaro, “il disturbo dell’apprendimento, che sia dislessia o altro, comporta problemi nel recepire informazioni attraverso canali usuali. Cioè, diventa una barriera acquisire informazioni attraverso la lettura.
Noi offriamo strumenti adeguati alle esigenze dei ragazzi, in questo caso l’ascolto dell’informazione tramite un madrelingua. È apprendimento specifico”. In cosa consistono i testi: “alcuni sono prettamente di grammatica, altri di natura più discorsiva”.
Ma non finisce qui, perché è pronta a partire la seconda edizione del progetto: “procederemo in maniera ancora più spedita e nell’arco di dieci mesi ingloberemo testi anche in persiano, coreano, cinese, giapponese e portoghese. Guardando al futuro non è affatto escluso che potremmo esaminare altri tipi di testi per le stesse lingue”. Poi la precisazione: “la scelta delle lingue non è stata frutto di mode, ma delle esigenze di studentesse e studenti”.
Tavolaro ha anche spiegato quanto sia stato importante sponsorizzare l’iniziativa: “pubblicizzarla in occasione del seminario è stato utile per raccontare come lavora lo sportello a docenti e amministrativi. Può sfuggire che esista uno strumento del genere, spesso capita che i professori segnalino situazioni di cui poi ci facciamo carico. Entrando in contatto con la studentessa o lo studente rileviamo effettivamente la presenza di un disturbo dell’apprendimento o problematiche simili”.
Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli
Ateneapoli – n.1 – 2026 – Pagina 41







