Link vince le elezioni studentesche del 10 e 11 dicembre scorsi guardando alle preferenze e ai seggi ottenuti, ma possono ritenersi più che soddisfatti, per motivi diversi, anche UdU (Unione degli Universitari), tornata dopo anni ha ottenuto diversi scranni in organi importanti, pareggiando in alcuni casi quelli di Link, e CAU (Collettivo Autorganizzato Universitario), che ha partecipato per la prima volta a una tornata ottenendo buoni risultati da cui partire, tanto in organi centrali che in altri più periferici.
La vera novità di questa chiamata alle urne nell’Ateneo fondato da Matteo Ripa è proprio questa: la presenza sulla scena di più sigle, che si sono contese la posta in gioco. Inoltre, a quanto pare, in attesa di dati certi da parte dell’Orientale, l’affluenza è stata – si parla di più di 600 votanti – in crescita rispetto alle volte precedenti. Quanto ai seggi, questa dovrebbe essere la ripartizione. In Senato Accademico (2), Consiglio di Amministrazione (2) e Comitato per lo Sport (2) Link e UdU si dividono il bottino, portando a casa un seggio a testa in tutti e tre.
In Consiglio degli Studenti (20) la situazione dovrebbe essere più frastagliata, fatto che avrà un primo riverbero già in occasione dell’elezione di Presidente e Vicepresidente: 10 seggi a Link, 5 a UdU e 5 al CAU. L’unico scranno del Nucleo di Valutazione va a Link. Per quanto riguarda i Dipartimenti (in ognuno ci sono due seggi): a Lingue e Letterature vanno alla lista che ha ottenuto più preferenze, mentre la posta a Scienze umane e sociali se la dividono la stessa Link e il CAU, con uno scranno a testa; ad Asia, Africa e Mediterraneo un seggio è di UdU, mentre l’altro ancora di Link.
Proprio per quest’ultima, parla innanzitutto Sasha Verde, che siederà in Consiglio degli Studenti: “siamo davvero soddisfatti per una serie di motivi. Innanzitutto ci confermiamo prima lista e abbiamo sbloccato molti seggi; inoltre, siamo molto contenti anche per l’affluenza alta, credo si sia raggiunto un massimo storico”. Poi prosegue sugli obiettivi di mandato: “abbiamo ottenuto diverse vittorie negli anni, ma sono solo piccoli passi”.
Il primo riferimento è il salto d’appello: “va abolito, l’Ateneo resta uno dei pochi in Italia ancora a contemplare questa modalità”. Resta un fronte aperto anche quello delle borse di studio: “ci auguriamo che L’Orientale si impegni di più a erogarne di proprie, al di là dell’Adisurc, e lavori su alloggi per studenti, su una soglia di fitto da non superare. Ormai è diventato impossibile per studentesse e studenti vivere a Napoli”.
Denise Giordano, eletta in Senato Accademico, sull’organo in cui siederà spiega: “lì si discute di cose che vanno anche oltre il singolo Ateneo. Infatti, solleveremo proprio la questione sugli accordi con Israele, il congelamento è solo l’inizio, non ci fermeremo qui. Ad ogni modo attacchiamo il clima di restaurazione attorno alle università, che non sono uffici distaccati del governo o delle industrie belliche, ma luoghi di conoscenze libere dove dovrebbero formarsi coscienze critiche. Stanno definanziando il pubblico per consegnarlo a logiche aziendaliste”.
Chiude per Link Rita Di Maio, neorappresentante in Consiglio di Amministrazione: “La priorità sarà sicuramente estendere la no tax area perché, pur avendo fatto progressi in tal senso (al momento è a 24.000 euro), resta bassa. Siamo un piccolo ateneo che ha pochi finanziamenti, è vero, ma il costo della vita è aumentato tantissimo, lavorare su questo obiettivo così come sui dormitori, significherebbe provare a garantire maggiore accesso all’università”.
Per UdU, a tirare le fila sulla tornata ci pensa Pasquale Baiano, che siederà in Senato Accademico: “Sono state elezioni emozionanti. Prima di tutto per la competizione politica, poi per l’affluenza alle urne, davvero importante, anche se c’è ancora da lavorare, resta un po’ di demoralizzazione”.
Sulla lista: “non siamo una novità assoluta, di certo è passato così tanto tempo che lo siamo diventati in qualche modo. In questo tempo si è sentita l’assenza di una realtà come la nostra, che garantisce presenza e costanza nel dialogo con governance e platea studentesca”. Sugli obiettivi di mandato, invece, ha detto: “i modelli verticali di competitività che portano a sacrificare il benessere psicofisico non fanno parte della nostra visione e, qui all’Orientale, queste problematiche vengono amplificate per le falle amministrative, per mancanza di riforme, per assenza di regolamenti e di dialogo con la governance”.
Anche per l’UdU il salto d’appello non è un vantaggio: “gli appelli sono erogati già con il contagocce”. Infine: “ci sono problemi infrastrutturali, sono evidenti le barriere architettoniche, manca un bar, i servizi igienici non sempre sono all’altezza”. Chiude Simone Tammaro, eletto in Consiglio di Amministrazione: “il salto dell’appello è invalidante, va detto, la sua abolizione dovrebbe rientrare in una generale riforma degli appelli, che andrebbero aumentati, per dar modo agli studenti di gestirsi meglio e non andare incontro ad accavallamenti”.
Qualcosa da dire c’è anche sulla comunicazione: “la calendarizzazione degli esami andrebbe comunicata prima delle solite due-tre settimane antecedenti all’appello. Infine, potrebbe essere un’idea recuperare il congelamento dello scritto di lingua. Prepararlo assieme all’orale è davvero dura, in una sola sessione”. L’ultima battuta è sulle aule studio: “ne abbiamo troppo poche, ne vorremmo altre”. Per il CAU, si è espressa Ida Cerbone, eletta in Consiglio degli Studenti e nel Consiglio della Magistrale di Relazioni internazionali, di cui è studentessa.
A proposito della scelta del Collettivo di presentarsi alle elezioni – una prima volta assoluta – ha detto: “facciamo politica dentro l’università da anni, e questo non cambierà. Ci siamo candidati per legittimare ulteriormente le nostre lotte. Il piede che abbiamo dentro (l’università, ndr) serve solo ad aiutare gli altri mille che abbiamo fuori, che continueranno a fare ciò che abbiamo sempre fatto. Siamo contenti del risultato, così come dell’alta partecipazione”.
Sugli obiettivi che la sigla proverà a perseguire anche tramite gli scranni ottenuti, la neorappresentante ha concluso: “Puntiamo all’innalzamento della no tax area a 30.000 euro, perché lo studio sta diventando sempre più elitario. L’università deve essere accessibile a tutti. Inoltre è necessario che si prenda cura dei fuorisede, ci sono studentati di lusso le cui camere possono arrivare a costare 800 euro, noi abbiamo contestato all’inaugurazione dell’IX campus di Piazza Garibaldi di recente”.
Infine, il punto cardine resta “il boicottaggio accademico”. E chiude: “ci riferiamo alle collaborazioni del nostro Ateneo con le università israeliane, luogo materiale dove si formano le elite dell’IDF, che svolge materialmente il genocidio, così come alle cinque convenzioni attive per tirocini con altrettante aziende belliche – una è Leonardo”.
Claudio Tranchino
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Ateneapoli – n.1 – 2026 – Pagina 40







