L’editoria islamica in Italia, un ciclo di incontri

“Attraverso lo studio dei contenuti di ciò che viene pubblicato e di come viene pubblicato, degli stessi attori che pubblicano, cerchiamo di far emergere anche una traiettoria delle comunità musulmane presenti sul territorio”. La dott.ssa Chiara Cascino, ricercatrice post doc, si esprime così sul ciclo di incontri ‘Scrivere l’islam. L’editoria islamica in Italia’ che terrà prossimamente in collaborazione con il prof. Carlo De Angelo. E aggiunge: “in questo caso l’editoria non è solo un mezzo di diffusione ma un vero e proprio laboratorio culturale”.

L’iniziativa nasce da un progetto di ricerca che la ricercatrice sta conducendo personalmente con la supervisione di De Angelo a proposito di una rivista islamica in italiano, ‘Il Messaggero dell’Islam’, tra le primissime in assoluto nel nostro Paese, ciclostilata dal 1977 e poi registrata nel 1982, edita dal Centro islamico di Milano, nonché tra le più longeve, perché pubblicata fino al 2020.

“Durante gli studi ci siamo resi conto che c’è un grande vuoto su questo argomento in Italia. La letteratura sull’Islam e sui musulmani in Italia ha superato i 30 anni di produzione, ma ci sono una serie di tematiche sottorappresentate. Per esempio, tutto ciò che viene prodotto in termini di sapere giuridico-religioso all’interno del contesto italiano, sia da italiani convertiti che da persone che vivono qui da vent’anni o più, non è mai stato preso in considerazione se non in qualche sporadico lavoro sociologico.

Da questa consapevolezza nascono tanto la mia ricerca che il ciclo di incontri”. Durante questi ultimi, nei limiti dei cinque incontri, l’obiettivo di Cascino sarà “esplorare il panorama dell’editoria di stampo islamico in Italia e dare a riguardo una serie di informazioni a studentesse e studenti. Parliamo di pubblicazioni periodiche ma anche di opere librarie, di traduzioni dall’arabo e dall’indi, di saggi originali, testi devozionali, manualistica destinata alla formazione religiosa. Insomma, è un panorama composito e complesso, quindi da un lato vorremmo far conoscere la parte che riguarda i processi di elaborazione e diffusione del sapere giuridico-religioso, ma dall’altro, attraverso questo, cogliere anche l’evoluzione dell’Islam in Italia, delle comunità musulmane, della conoscenza dell’islam contemporaneo”.

La dott.ssa Cascino fa anche un breve inciso sull’origine e la crescita delle comunità musulmane in Italia: “negli anni ’70 si trattava soprattutto di studenti musulmani provenienti da paesi arabi e cominciavano a vivere in Italia e a diffondere l’Islam. Dagli anni ’80 in poi ci sono state poi le ondate migratorie determinate dal lavoro. A quel punto lavoratori e studenti hanno effettuato insieme una serie di attività, formando le prime organizzazioni nazionali, aprendo le prime sale di preghiera; ci sono state anche le richieste di riconoscimento istituzionale allo Stato italiano (mai veramente portate a termine, tutt’oggi non sussiste un’intesa tra le parti). Insomma, a oggi si può dire che si è arrivati alla terza generazione.

Di conseguenza, lo studio dell’editoria ci fa capire come queste siano cambiate nel corso degli anni. Dal cartaceo si è arrivati poi alle riviste online, c’è tutto un mondo digitale da almeno vent’anni”. Sui destinatari dell’editoria musulmana: “parliamo di un universo composito e non esiste una risposta univoca, ogni prodotto può avere target diversi. La rivista oggetto del mio studio, per esempio, era pensata inizialmente per italiani convertiti all’Islam; sono esistite poi riviste sciite come ‘Il Puro Islam’, che ha avuto come destinatari appunto gli sciiti, che in Italia sono perlopiù iraniani, libanesi.

Direi quindi che i destinatari sono le musulmane e i musulmani stessi in generale, anche perché spesso queste produzioni sono nate per colmare un vuoto, non esistendo una letteratura scritta in italiano, e per fornire degli strumenti ai musulmani che utilizzano la lingua italiana. A mio parere, poi, sussiste anche un intento di diffusione del sapere religioso. Penso per esempio alla traduzione del Corano, non a caso dedicherò un incontro all’esperienza della casa editrice Al Hikma di Hamza Roberto Piccardo”.

In sintesi, questi saranno i temi specifici dei singoli incontri: la circolazione del sapere giuridico-religioso in contesto di minoranza e l’editoria islamica in Italia; due riviste islamiche che hanno fatto la storia dell’islam in Italia: ‘Il messaggero dell’Islam’ e ‘Il Puro Islam’; il Corano e i fondamenti religiosi: l’esperienza della casa editrice Al Hikma; i manuali islamici per l’infanzia: la collana An Nasiha-Studi Islamici; l’editoria islamica online: La Luce News; le sfide della traduzione: la religione islamica in italiano.

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Ateneapoli – n.5 – 2026 – Pagina 36-37

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