L’offerta formativa dell’Orientale è vasta, ma ci sono alcuni elementi trasversali a tutti i Corsi di Laurea. Tra questi rientrano senza dubbio le Lingue, i cui insegnamenti sono annuali e ricoprono un ruolo decisamente importante nella formazione degli iscritti, a prescindere dal percorso scelto. Per un focus su alcuni idiomi europei, Ateneapoli ha interpellato i docenti del primo anno, che hanno provato a scattare una fotografia del momento attuale soffermandosi su quali sono le difficoltà più frequenti – e i relativi consigli pratici su come affrontarle – su come hanno risposto studentesse e studenti durante le lezioni e qual è l’andamento di questa prima parte della sessione invernale.
Considerazioni che – è bene precisarlo proprio per il carattere dell’annualità di questi insegnamenti – coinvolgono le coorti di studenti del passato anno accademico e di quello in corso. Il primo è il prof. Francesco Nacchia, docente di Inglese I per il triennio di Europa e Americhe, che esordisce facendo riferimento alle lezioni.
“La parte del semestre che ha a che fare con la Linguistica, quindi con fonetica, fonologia, sintassi, pragmatica, un po’ di sociolinguistica, è terminata (a cura proprio di Nacchia, ndr), mentre le esercitazioni con i Cel continueranno. Devo dire che il primo anno è molto semplice per me, gli studenti vengono dalle scuole superiori e cerco sempre di integrare gli argomenti più tecnici con contenuti giornalistici e social che riguardano la quotidianità.
Inoltre, aiuta molto anche il fatto che, al primo anno, gli iscritti seguono anche Linguistica generale italiana, quindi molti concetti dei due corsi si sovrappongono. Spesso i ragazzi mi dicono che le mie lezioni li aiutano a superare l’altro esame e viceversa, credo sia molto utile”.
Per tenere alti concentrazione e interesse in aula, il docente adotta un metodo molto interattivo: “la prima parte della lezione è di input, la seconda di esercitazioni, per coinvolgerli di più e fissare meglio gli argomenti”.
Sugli esami della coorte di studenti dello scorso anno che si stanno svolgendo in questo periodo, non c’è molto da dire in quanto la prima data di gennaio risulta sempre quella meno frequentata: “gli studenti preferiscono prepararsi meglio per febbraio o marzo, che non è più riservata ai soli fuoricorso”.
Le difficoltà da affrontare durante le verifiche sono le solite: “Gli esercizi sono tre, uno dei quali è più challenging, dove si richiede di trasformare una frase senza alterarne il significato. Abbiamo tanti strumenti attraverso i quali potersi esercitare: la piattaforma moodle, la pagina dei Cel, dove ci sono esercizi redatti dai madrelingua stessi; senza dimenticare il tutorato online svolto da studenti delle Magistrali”.
Lo spagnolo e i ‘falsi amici’
La prof.ssa Valeria Cavazzino è docente di Spagnolo I, invece, per le Triennali di Mediazione linguistica e culturale e Scienze Politiche e Relazioni internazionali. Il punto di partenza è il medesimo del collega: un bilancio delle lezioni che si sono concluse di recente. “Innanzitutto devo dire che sono molto contenta di avere il primo anno”.
E prosegue: “di quest’anno sono abbastanza soddisfatta, il corso ha avuto un picco di frequenza, numeri molto più importanti degli anni passati, e pure la qualità degli studenti dal punto di vista relazionale e di attenzione è stata buona”. E lo è stata anche per l’approccio della stessa docente, forse: “per me le lezioni sono comunicazione e relazione”.
Poi aggiunge: “pongo domande mai a persona diretta per evitare imbarazzi e disagi, non voglio provocarlo assolutamente. Provo a creare collegamenti con cose di vita quotidiana – Netflix, cinema, focus culturali, narrativa – e chiedo loro di esprimere preferenze. C’è un aggiornamento costante e una ripianificazione settimana per settimana, tant’è che ho tenuto in vita il gruppo teams per continuare a scambiare messaggi, stimoli”.
Sulle pietre d’inciampo che gli studenti incontrano lungo il cammino per superare Spagnolo I, la risposta è ‘un ever green’, che Cavazzino definisce “i falsi amici”. Nel caso di questo idioma “si creano un po’ di ostacoli dovuti alla somiglianza con l’italiano, che determina una sottovalutazione”; tuttavia, ci sarebbe anche una parte “cosciente di voler correggere quegli errori accumulati in precedenza”. La sorpresa nelle ultime sessioni è arrivata da coloro che invece non avevano studiato lo spagnolo in precedenza: “mi ha meravigliato il rendimento di diverse persone, segno della costruzione di un’ottima struttura in poco tempo”. Ad ogni modo, la raccomandazione è sempre la stessa: “consiglio sempre di frequentare le esercitazioni dei Cel, perché è lì che emerge davvero il problema”.
Il prof. Sergio Piscopo, che insegna Francese I nelle stesse Triennali della collega, sulla stessa falsariga racconta: “la maggior parte degli studenti ha competenze pregresse, ragion per cui c’è una buona porzione molto motivata e che partecipa attivamente a tutte le attività, anche extra. C’è un’altra parte invece che magari lavora o ha un pregresso di conoscenza ancora maggiore, e che si ritrova nella condizione di non seguire il corso ma solo il lettorato o entrambi in modo discontinuo. Insomma c’è eterogeneità, posso confermare però che negli ultimi anni ho constatato molta partecipazione e affiatamento”.
Sugli esami che si stanno svolgendo: “per gli insegnamenti annuali questa sessione è un po’ la parte finale, dunque un momento in cui ci provano coloro che hanno avuto difficoltà all’inizio e hanno rimandato più volte l’esame. La sessione estiva è stata quella molto più numerosa, al contrario: la media devo dire che è stata elevata, la classe aveva ottime competenze e l’ha confermato all’esame”. Il docente ci tiene a spendere qualche parola anche sul tutorato, definendolo “uno strumento molto valido”. Un giudizio che porta poi direttamente alle lacune principali che Piscopo riscontra tra gli studenti: oltre “a quelle grammaticali” ne emergerebbero di importanti “nei dettati”, dunque nella fase di ascolto e scrittura.
Chiude la prof.ssa Silvia Palermo, che insegna Tedesco II (quindi secondo anno) nei trienni di Mediazione, Europa e Americhe e Culture comparate. “Durante le lezioni ho riscontrato un livello davvero buono, i miei corsi sono molto seguiti e interattivi, perché li stimolo di continuo con domande di Lingua e Linguistica”. Quanto agli esami: “il primo appello di inizio anno come sempre è abbastanza vuoto, parliamo di pochissimi prenotati, e vale anche per altri insegnamenti, ed è un peccato. Per quello di febbraio il numero di prenotati è considerevolmente più alto”.
Palermo poi ribadisce alcuni consigli: “il primo, mai ascoltato abbastanza, è di frequentare i lettorati. Non si rendono conto a volte che l’esame è molto articolato, ha tante piccole isole che si collegano l’una all’altra – grammatica, conversazione, i moduli di Linguistica, l’ascolto. Trovo folle che nei giorni precedenti alla verifica non si vada alle esercitazioni dei Cel per studiare a casa. È paradossale, perché è proprio quello che bisognerebbe fare per ripetere”. Infine, la docente suggerisce di “approfittare degli strumenti messi a disposizione dell’Ateneo, tra cui il lettorato, quando l’esame non va bene”.
Claudio Tranchino
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Ateneapoli – n.2 – 2026 – Pagina 32







