“Pensate al futuro come qualcosa che si costruisce nel presente”

Inizia l’anno e L’Orientale si proietta già in avanti. A febbraio, infatti, precisamente dal 10 al 12, a Palazzo del Mediterraneo, torna l’Open Week, la tre giorni di orientamento rivolta agli studenti delle scuole superiori. Un evento ricco di presentazioni, laboratori interattivi, lezioni demo e tour delle sedi – ogni giornata prevede anche un simpatico momento conviviale, intitolato ‘Buffet e chiacchiere in tutte le lingue del mondo!’. Insomma, l’Open Week è uno spazio di ampio respiro che va sfruttato per reperire più informazioni possibili e porre domande (a docenti, studenti, amministrativi) al fine di schiarire eventuali nubi sul futuro da vivere nel mondo universitario come conferma la prof.ssa Katherine Russo, Delegata all’Orientamento e Tutorato.

“Quest’anno – spiega – ripeteremo il format della passata edizione, a partire dalla presentazione dei Corsi di Laurea (sei in totale), dalle quattro sessioni parallele di lezioni demo, ma a questo proposito ci sarà ancora più varietà, soprattutto per esaltare le specificità dei nostri percorsi”.

E infatti, giusto citarne qualcuna di queste lezioni: ‘Primi passi nella lingua coreana’ del prof. Andrea De Benedittis, docente di Lingua coreana; ‘Tomba di Virgilio e Crypta neapolitana, tra mito e realtà archeologica’ del prof. Marco Giglio, docente di Archeologia e storia dell’arte romana; ‘Parlare globale, pensare libero. Perché studiare Hindi e Bangla nel mondo di oggi?’, delle prof.sse Stefania Cavaliere, docente di Lingua hindi, e Daniela Cappello, docente di Lingua bangla. Sarà dato ancora molto spazio anche ai laboratori, che hanno un taglio molto interessante.

Certamente interattivi ma soprattutto incentrati sugli sbocchi occupazionali. Fatto che spinge la prof.ssa Russo a una riflessione sulla contingenza: “oltre a essere ovviamente uno dei pensieri principali per i nostri studenti (il futuro professionale), possono essere un’occasione per sfatare anche alcuni miti relativi all’Intelligenza Artificiale che, secondo alcune narrazioni, sarebbe capace di sostituire i laureati in Lingue. Vorremmo far capire ai ragazzi che spesso, dietro queste innovazioni tecnologiche, ci sono proprio i linguisti, che lavorano fianco a fianco con gli informatici. Dunque c’è lo spazio, e non è poco. Abbiamo visto nel tempo come questa categoria sia riuscita ad aiutare in branche come l’analisi dei dati attraverso l’analisi dei corpora e dei grandi dati, i sentiment analysis, cioè una branca dell’analisi delle opinioni”.

Naturalmente, durate i laboratori saranno raccontati tutti i campi in cui poter lavorare. Accanto a quelli appena elencati dalla docente, infatti, ci sono pure i più tradizionali: “mediazione linguistica e culturale, turismo, organizzazione di eventi, social media, content creation, import ed export”. Menzione a parte per Scienze Politiche, che “ha conosciuto un incremento di iscritti per il buon lavoro del coordinamento e pure per la situazione geopolitica che viviamo, che sta destando molto interesse nelle nuove generazioni”. Ad ogni modo, sul fronte degli sbocchi lavorativi, Russo sottolinea: “vogliamo essere trasparenti, siamo in un momento di grande transizione”.

Durante la tre giorni, inoltre, si punterà anche sull’orientamento personalizzato – “ci saranno una serie di stand e chi vorrà riceverà consigli utili per scegliere il percorso di studi più adatto” – sull’esplorazione dei percorsi internazionali, raccontando delle opportunità di studio e stage all’estero, e sulle visite guidate prenotabili delle sedi storiche dell’Ateneo, nel cuore di Napoli. Infine, la docente lancia un messaggio in vista della manifestazione: “pensate al futuro come qualcosa che si costruisce oggi, nel presente, che è un momento in cui bisogna individuare i propri talenti e scoprire il piacere in ciò che si fa. La felicità è data soprattutto da come si spende il tempo di cui si dispone”.

Poi un suggerimento: “consiglio di non ascoltare voci esterne – che rischiano di diventare dei condizionamenti – e i falsi miti su tecnologie che potrebbero rubarci il lavoro. Non vanno demonizzate, ma comprese e utilizzate”.
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.2 – 2026 – Pagina 33

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