Teatro: esperti a confronto “sulla sfida che lo studio della recitazione comporta”

“Studiare la recitazione oggi”. Da un lato è il nome di un convegno che si è tenuto dall’11 al 13 febbraio, nella sede dell’Orientale di via Duomo, per i 15 anni di vita della rivista Acting Archives Review, diretta dai professori Lorenzo Mango e Claudio Vicentini; dall’altro, con l’aggiunta di un punto interrogativo, l’espressione diventa una domanda in senso lato per entrare nel merito di ciò che avviene in quelle aule dove, appunto, si prova a trasmettere lo studio della recitazione alle nuove generazioni. Per quanto riguarda l’evento avvenuto a metà mese, proprio il prof. Mango spiega che ha voluto essere “un momento di riflessione in cui studiosi provenienti da diverse università italiane e straniere e istituzioni teatrali si sono confrontati sulla sfida che lo studio della recitazione comporta”.

Una tre giorni per “celebrare e festeggiare” una rivista che è “un unicum sul piano internazionale, perché è specificamente dedicata allo studio della recitazione”. Durante il convegno ci sono stati interventi su diversi aspetti: “Commedia dell’Arte e memorialistica degli attori dell’Ottocento, la recitazione nella performance digitale, la presenza recitativa di figure che non sono attori come i giornalisti che fanno spettacolo, l’opera lirica, la danza, il cinema.

C’è stato spazio anche per dei focus sull’identità nazionale di Francia, Inghilterra e Russia”. Quanto allo studio della recitazione e del teatro da parte delle nuove generazioni, al costante tentativo dei docenti di far sì che il seme germogli, Mango ha detto: “lo studio della recitazione, che è sempre al centro dei nostri corsi, nel teatro è una componente fondamentale. E devo dire che interessa molto, c’è un riscontro significativo, anche perché riguarda la componente umana della presenza in scena”. Come noto, a Studi Letterari il docente insegna Teatro moderno e contemporaneo alla Magistrale (primo semestre) e Storia del teatro moderno e contemporaneo alla Triennale (secondo semestre).

Sul primo insegnamento ha detto: “ho svolto lezioni sul tema della regia contemporanea, esaminandola attraverso figure diverse, in particolare quella di Federico Tieffi, su cui ho scritto un libro e ho lavorato molto. Gli studenti sono stati molto partecipi. Il regista ha svolto un seminario in aula. Una cosa del tutto simile l’abbiamo organizzata anche con Gabriele Russo del Bellini, mentre preparava ‘Finale di partita’ (di Samuel Beckett), realizzando una revisione del testo. Inoltre, prima dello spettacolo è venuto a raccontarci come lo stava preparando.

Successivamente, qualche studente è andato a teatro e ha scritto una recensione, pubblicata poi sul sito del teatro”. Per la Triennale, il discorso è diverso: “in questo caso parliamo di un corso di base, cioè la storia del teatro dall’antichità fino all’epoca moderna. Di solito lo porto avanti concentrandomi su alcuni testi drammatici – ‘Aspettando Godot’ di Samuel Beckett per esempio – collegandoli alla stagione storica relativa e al contesto teatrale del tempo”. Nel frattempo, da non molto, con il prof. Salvatore Margiotta, Mango condivide il corso in inglese ‘Contemporary theatre and drama’, sempre incardinato in una Magistrale. “Io mi occupo della prima metà del Novecento, il collega della seconda. È un esperimento e sta avendo buoni riscontri”.

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Ateneapoli – n.3 – 2026 – Pagina 40

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