Mandato rinnovabile per i Rettori (anche per quelli in carica): doppio emendamento alla Commissione Bilancio

Il mandato dei Rettori degli Atenei statali potrebbe essere allineato a quello già previsto nelle Università private, con una durata complessiva potenziale di dieci anni: cinque anni più un eventuale rinnovo di altri cinque. I Rettori in scadenza potranno essere ricandidati per un nuovo mandato di quattro anni.
Dopo diversi tentativi di riforma non andati a buon fine, sono stati presentati due emendamenti identici al decreto PNRR, attualmente all’esame della Commissione Bilancio della Camera. I firmatari sono Giovanna Miele e Salvatore Di Mattina (Lega) e Francesco Cannizzaro (Forza Italia).

La proposta, se approvata senza modifiche, prevede di ridurre da sei a cinque anni la durata del mandato rettorale, introducendo però la possibilità di un rinnovo per un ulteriore quinquennio. Il secondo mandato sarebbe comunque subordinato a una nuova elezione da parte dell’elettorato accademico.
L’emendamento stabilisce inoltre che le elezioni dovranno essere indette almeno 120 giorni prima della scadenza naturale del mandato e concludersi non oltre 45 giorni prima della stessa.

Per i Rettori attualmente in carica e in scadenza nel 2026 – in Campania: Matteo Lorito (Università Federico II), Giovanni Francesco Nicoletti (Università Vanvitelli) e Roberto Tottoli (Università L’Orientale) – qualora la proposta venisse approvata, la cui decisione è attesa nei prossimi giorni, sarebbe prevista una permanenza in carica limitata al tempo necessario per adeguare gli Statuti degli Atenei alle nuove disposizioni e per avviare le procedure elettorali.
Tali procedure dovrebbero essere avviate entro il 1° settembre 2026, così da consentire l’insediamento dei nuovi Rettori entro il 31 dicembre 2026.

La permanenza temporanea in carica non costituirebbe rinnovo del mandato né verrebbe conteggiata ai fini del nuovo limite massimo di dieci anni. I Rettori in scadenza potrebbero candidarsi per un nuovo mandato della durata di quattro anni, mentre per i nuovi candidati sarebbe previsto un mandato quinquennale rinnovabile.

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