Non solo promozione, ma narrazione. Non solo mete note, ma territori da riscoprire. È attorno a questo cambio di prospettiva che si è sviluppato l’incontro del ciclo ‘M.i.t. the culture: intermittences culturelles’, promosso dalla prof.ssa Maria Giovanna Petrillo, ospitato dall’Università Parthenope lo scorso 26 marzo nella sede di Palazzo Pacanowski e dedicato al rapporto tra turismo, territorio e nuove visioni. Ospiti Anna Parlato, CEO e founder di Discover Italia, e Isabella Marino, editor in chief, che hanno raccontato agli studenti un modello imprenditoriale fondato sullo storytelling del territorio. “Ad Avellino chiesi cosa vedere e mi dissero di spostarmi a Salerno”.
Da questo episodio, racconta Parlato, nasce la consapevolezza di un vuoto: l’assenza di una narrazione diffusa dei territori meno conosciuti. Dopo esperienze tra turismo ed editoria (tra cui un magazine dedicato a Ischia, pensato per offrire ai visitatori esperienze mirate e diventato persino oggetto da collezione) prende forma Discover Italia. Il primo progetto è Discover Campania, con l’obiettivo di raccontare borghi e luoghi poco noti, i cosiddetti “non sai che” della regione. La scelta di costituire una Srl segna fin da subito una direzione chiara: crescita strutturata e sostenibile.
“Prendere tutti i contenuti, trasformarli in un formato fruibile e renderli vendibili. Mentre gli altri fanno promozione, noi facciamo storytelling del territorio, lo raccontiamo come experience”. Il cuore del progetto è un cambio di target e di linguaggio. “Si puntava a raccontare i luoghi dal punto di vista emozionale, il più possibile distaccandosi dalle mete più conosciute e tradizionali”, spiega Marino. Non il turista ‘mordi e fuggi’, ma un viaggiatore attento, interessato a esperienze autentiche. “Lo slow tourism è ormai un settore consolidato che riguarda un po’ tutte le classi d’età, questo è un pubblico che necessita di un contenuto di qualità”.
Fondata nel 2019, la società attraversa subito la crisi pandemica. La risposta arriva attraverso la partecipazione a bandi pubblici, come ‘Cultura Crea’, che consentono all’azienda di consolidarsi e riorientarsi. Da qui la svolta: non solo produzione di contenuti, ma progettazione per enti pubblici e territori, accompagnandoli nell’accesso ai finanziamenti. Durante la pandemia Covid nasce anche il portale Discover Campania, pensato come una banca dati integrata del territorio. “Mettere in evidenza tutti i fattori che possono rendere forte e di richiamo una realtà territoriale, come l’elemento paesaggistico, culturale, archeologico o enogastronomico”.
Un lavoro che passa anche attraverso le comunità locali: i territori, sottolinea Marino, vivono grazie alle persone che li raccontano. Dai progetti per il Parco Nazionale del Cilento, con eventi, press tour e documentari, fino alle iniziative per le aree marine, dove la pesca diventa risorsa turistica: “è importante il coinvolgimento di tutti i soggetti operativi in un certo settore… Bisogna informare non solo i viaggiatori, ma anche i residenti”. Esperienze come quella del borgo di Sanza mostrano come il turismo possa diventare leva di sviluppo locale, attraverso format che uniscono narrazione, esperienza e rete territoriale.
Particolare attenzione è stata dedicata al turismo dei cammini, sempre più diffuso anche in Campania: “Lì bisogna andare con lo spirito del viaggiatore, non con quello del turista”.
Una forma di turismo che intercetta le aree interne e può contrastare lo spopolamento: “Un settore, un’offerta nuova che sta interessando anche le zone interne, che erano rimaste estranee alle correnti turistiche”.
Tra i progetti più recenti c’è lo spot ufficiale realizzato per la Regione Campania, attualmente in onda sui canali Rai. Una sfida complessa, anche alla luce delle criticità delle campagne precedenti.
L’idea è stata quella di superare il classico video promozionale: “Abbiamo proposto uno spot diverso”, che integra contenuti generati dagli utenti e coinvolge direttamente il pubblico. Con Sergio Assisi come testimonial, lo spot parte da Capri per raccontare l’intero territorio regionale, includendo anche le aree meno note. Il direttore artistico Francesco Cioffi ha sottolineato le difficoltà produttive, realizzate in tempi molto rapidi, ma anche il buon riscontro ottenuto.
Sono stati poi gli studenti a spostare l’attenzione su un nodo centrale: quali sono le esperienze più sottovalutate in Campania? Dalle risposte emerge una geografia alternativa della regione. Si parla delle Basiliche paleocristiane di Cimitile, delle montagne del Sannio, del Battistero di San Giovanni in Fonte, ma anche di piccoli borghi come Zungoli e di siti archeologici meno noti dell’area napoletana.
Un punto condiviso è emerso in seguito agli interventi: spesso sono proprio i residenti a non riconoscere il valore dei luoghi in cui vivono. “A volte è necessario imparare a non guardare le cose con gli occhi della persona del posto che si abitua a vedere ciò che ha, senza riconoscerne il valore”.
Il confronto si chiude con un invito rivolto agli studenti: contribuire attivamente alla narrazione del territorio, anche attraverso il portale Discover Campania, proponendo storie, luoghi e tradizioni da valorizzare.
Daniela Francesca De Luca
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Ateneapoli – n.6 – 2026 – Pagina 35








