Il futuro delle professioni nell’era dell’Intelligenza Artificiale

Sono accorsi numerosi studenti all’evento Next Generation Professions: il futuro delle professioni nell’era dell’Intelligenza Artificiale. “L’iniziativa deriva dall’esigenza di creare un luogo dove confrontarsi su una tematica che sta modificando lo spazio lavorativo”, ha affermato Alessandro Cola, il quale, con Swamy Barbarulo – entrambi rappresentanti dell’Associazione Parthenope Unita e studenti del Corso di Laurea di Amministrazione, Finanza e Consulenza Aziendale (AFCA) – ha promosso il seminario che si è svolto il 24 febbraio presso Palazzo Pacanowski.

Obiettivo dell’evento: analizzare le implicazioni, le sfide e le opportunità della digitalizzazione, alla luce delle trasformazioni in atto. Gli studenti hanno offerto un momento di riflessione sulle professioni del domani, proponendo al contempo soluzioni concrete e possibili chiavi di lettura per affrontare i timori che sempre più frequentemente accompagnano le nuove generazioni alle prese con le trasformazioni del mondo del lavoro.

“I ragazzi si sono cimentati in un’iniziativa essenziale dal punto di vista didattico e professionale” perché comprendono “che non si può più parlare di consulenza aziendale senza parlare di nuove tecnologie”, ha detto la prof.ssa Rita Lamboglia, Coordinatrice del Corso di Studi. Consapevolezza che emerge dalle parole dei partecipanti, per esempio di Ciro Messina, studente di AFCA: “Ritengo che tutte le rivoluzioni, compresa quella tecnologica, siano essenziali per cambiare il sistema universitario e lavorativo. Seminari come questo sono importanti, in quanto si prefiggono l’obiettivo di informare e preparare noi studenti, ovvero i futuri fautori di questa rivoluzione tecnologica”.

La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali, oltre che della prof.ssa Lamboglia, del Prorettore Francesco Calza e del Direttore del Dipartimento di Studi Aziendali ed Economici Raffaele Fiorentino. Nel suo intervento, il Prorettore Calza ha posto l’accento sul tema della digitalizzazione come leva di evoluzione del lavoro, e non come un fattore di impoverimento. Dunque, un’innovazione – se ben governata – è capace di generare nuove competenze. A seguire, il prof. Fiorentino ha approfondito il concetto di “cambiamento” e invitato a superare una visione che lo associa esclusivamente a difficoltà e criticità: “L’IA è tra le tecnologie maggiormente pervasive e potrebbe impattare in modo rilevante sulle professioni aziendali.

I nativi digitali possono guardare all’Intelligenza Artificiale attraverso una nuova prospettiva, imparando a gestire e ad avvalersi di questa grande opportunità che è il cambiamento”. Un messaggio chiaro, quello emerso dagli interventi introduttivi: l’innovazione tecnologica, se dominata, rappresenta uno strumento strategico per la crescita e l’evoluzione delle professioni. Terminati i saluti istituzionali, viene lasciata la parola ai relatori della mattinata, articolata in momenti distinti.

Una prima fase è stata dedicata all’impatto della digitalizzazione nel mondo della professione contabile. Ad intervenire il prof. Gianluca Risaliti e la dott.ssa Ermelinda Simona De Angelis, dottore commercialista e Revisore Legale e dei Conti la quale, attraverso esempi pratici, si è soffermata su come l’IA sta ridefinendo competenze, strumenti e prospettive del settore.

Tra i temi affrontati, particolare attenzione all’automazione e alle criticità che essa comporta. La dott.ssa De Angelis ha affermato: “con questo seminario si intende illustrare come la digitalizzazione possa aumentare il corretto svolgimento della professione mantenendo un aspetto critico nel professionista, il quale deve considerarla una risorsa”. Sono stati illustrati i vantaggi quanto i limiti di queste tecnologie: il loro impatto risulta dirompente se non se ne possiede una piena padronanza. Per questo motivo è essenziale garantire un utilizzo consapevole, accompagnato da un’attenta supervisione e da un controllo costante.

La fase successiva è stata volta ad analizzare lo strumento dell’IA nell’ambito della valutazione e della revisione aziendale. Tra i principali timori dei giovani emerge quella di essere completamente sostituiti dallo strumento informatico. Anna della Monica, rappresentante degli studenti del Corso di Laurea di Studi Aziendali ed Economici, studentessa di Management delle Imprese Internazionali, ha sottolineato come “il seminario possa aiutare a comprendere come l’IA non sia una nemica ma un’alleata”.

Il prof. Loris Landriani ha ribadito il concetto: l’IA rappresenta sicuramente un valore aggiunto, ma “basso”, può essere un valido supporto ma non potrà mai sostituire un professionista. La tematica ha suscitato vivo interesse tra gli studenti, che hanno partecipato con attenzione e curiosità. Antonio Notorio, studente del Corso di Laurea in Economia Aziendale: “Trovo questo seminario importantissimo. La tematica è centrale nel nostro presente e protagonista del nostro futuro. Ritengo essenziale il concetto espresso dal prof. Landriani: i professionisti non devono dipendere dall’intelligenza artificiale e i valori tradizionali non possono essere sostituiti, ma tramandati e supportati al meglio dalle nuove risorse”.

Del medesimo avviso è il dott. Daniele D’Ambrosio, revisore dell’Ordine dei dottori commercialisti di Napoli: “La sfida è essere capaci di utilizzare in maniera consapevole gli strumenti della digitalizzazione al fine di anticipare e di contribuire a scrivere le regole di ingaggio di quello che ormai non è più un nuovo mercato ma un mercato con nuove regole”. Alla domanda ‘Cosa possiamo fare con gli strumenti di oggi?’, la risposta fornita è “migliorarci”: il professionista diventa più veloce e preciso, ma non viene mai sostituito. “Questo strumento consente di aggregare le informazioni per agevolare la consulenza ma non diventa mai tale. Per questo l’intelligenza artificiale è un grande strumento se custodito in mani consapevoli”. Occorre adeguarsi al cambiamento e imparare a gestirlo: “Serve riscrivere le regole del gioco e trovare il modo di tirare fuori il dato artigianale, il guizzo strategico che ci permette di migliorare l’azione”, ha ribadito D’Ambrosio.

Con l’avanzare sempre più dirompente dell’IA, le nozioni di base vengono poste al servizio di tutti e al professionista non sarà consentito sbagliare. Una consapevolezza che emerge dalle parole degli studenti, tra questi Giovanni Bernardo, iscritto al Corso AFCA: “L’intelligenza artificiale è un ottimo ausilio per il lavoro che ci attende, in quanto agevola il professionista risolvendo le mansioni marginali, velocizzando i processi della professione in sé. Dal mio punto di vista bisogna accorpare l’IA con una buona sicurezza informatica al fine di proteggere i dati sensibili”.

La componente più tecnica dell’incontro è stata affidata alla dott.ssa Flavia Napoletano, AI Engineer ed esperta in Data Science, che ha illustrato le varie fasi evolutive dell’intelligenza artificiale e mostrato i principali modelli generativi oggi in uso. La fase conclusiva della mattinata (il seminario è proseguito nel pomeriggio) è stata affidata al prof. Luigi Moschera il cui intervento è stato dedicato al tema della fiducia nella tecnologia, intesa come elemento per accompagnare l’innovazione in modo consapevole e responsabile.

Il prof. Moschera si è concentrato sulla necessità di sviluppare nuove competenze; ulteriore tema è stato l’algorithmic management e quanto sarà necessario fare per indirizzare gli interventi tesi a ottimizzare la gestione delle risorse umane. Quest’ultimo momento ha favorito l’emergere di nuovi punti di vista, tra cui quello di Antonio Nappa, studente del Corso di Laurea di Economia Aziendale. La sua riflessione ha evidenziato come l’IA possa rappresentare una risorsa efficace nel lavoro di gruppo, consentendo di ottenere “risposte più rapide e di agevolare l’interazione tra colleghi”, con ricadute positive sull’organizzazione.
Carolina Ferraro

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