Non solo lezioni ed esami. L’Università Parthenope fa anche da spazio di ascolto, relazione e crescita personale con i nuovi laboratori del progetto Proben 2, in partenza dal prossimo 17 marzo. Tre i percorsi che si svolgeranno tutti nella cornice di Palazzo Pacanowski.
Si comincia con L’apprendimento e la formazione per il benessere, articolato in sei incontri in programma il 17 e 24 marzo, poi il primo, 9, 13 e 20 aprile, sempre dalle 14.30 alle 17.30. A seguire Formare alla cura e alla relazione di cura, concentrato in tre appuntamenti: il 27 aprile dalle 14.30 alle 17.30 e, il giorno successivo, 28 aprile, con una doppia sessione dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 17.30. Chiude il ciclo Il disagio del corpo e il disagio della mente, previsto il 6, 18 e 25 maggio, anche in questo caso dalle 14.30 alle 17.30.
Il filo rosso che li unisce è il miglioramento della relazione educativa, come chiarisce la prof.ssa Antonia Cunti, docente di Pedagogia e referente scientifico dell’iniziativa. “Vogliamo contribuire a creare una relazione più proficua tra docenti e discenti. I laboratori sono rivolti innanzitutto agli studenti, perché Proben nasce per loro, ma in un’ottica sistemica abbiamo coinvolto anche una rappresentanza di docenti”, racconta ad Ateneapoli.
Si cerca così di “offrire conoscenze e strumenti interpretativi utili a leggere le esperienze che maturano nel contesto formativo, soprattutto quando emergono criticità”.
Il primo laboratorio entra nel cuore della dinamica d’aula. “È quello più direttamente legato alla relazione formativa e didattica – spiega Cunti – e prende in considerazione i momenti in cui gli studenti si trovano in difficoltà”. Un esempio? La partecipazione.
“Spesso mostrano un atteggiamento trattenuto e una scarsa propensione a mettersi in gioco”. Ma il nodo emerge anche negli esami: “Possono comparire risposte emotive molto intense, legate alla pressione, al carico di studio o al timore di non sentirsi abbastanza preparati. Sono situazioni che incidono sul percorso formativo e su cui è possibile intervenire”. Il secondo laboratorio cambia prospettiva e mette al centro la cura. “È pensato per promuovere relazioni di cura e sostenere l’altro nella ricerca di senso delle proprie esperienze, accompagnandolo nella valorizzazione delle risorse personali e dei legami”.
Un percorso che guarda anche alle competenze professionali: “Può essere particolarmente utile per chi si orienta verso l’insegnamento o i lavori educativi. Non riguarda solo l’autocura, ma anche come prendersi cura degli altri in modo consapevole e competente”. Il terzo laboratorio nasce invece da una richiesta precisa del corpo docente: “Negli anni molti colleghi mi hanno chiesto come comportarsi di fronte a risposte emotive o comportamenti degli studenti rispetto ai quali si sentivano disorientati”.
Da qui il focus su corpo e mente: “Il laboratorio intende aiutare a riconoscere i segnali di disagio e a capire come affrontarli”. Centrale anche il raccordo con i servizi già attivi: “Vogliamo rafforzare la conoscenza del supporto psicologico offerto dall’Ateneo, perché può capitare che chi ne avrebbe bisogno non ne sia pienamente consapevole o non trovi il coraggio di chiedere aiuto”.
I tre percorsi saranno guidati da professionisti dell’area psicopedagogica, psicoterapeutica e clinica. E il pubblico potenziale è ampio.
“I laboratori sono aperti a tutti gli studenti dell’Ateneo, ma anche a quelli degli altri Atenei e delle istituzioni AFAM della Campania, perché PROBEN è un progetto interateneo”. Per partecipare è necessario iscriversi qualche giorno prima dell’avvio attraverso il sito staichill.it. “Se dovessimo superare i 30 partecipanti valuteremo una replica: finora non è mai successo, ma siamo pronti”, annuncia la docente.
La risposta degli interessati, però, si è già fatta sentire. “La prima annualità ha contribuito a sdoganare l’idea che l’università possa proporre attività non strettamente legate allo studio e occuparsi del benessere della persona”. Non sono mancate differenze tra le iniziative: “Alcuni eventi hanno avuto una partecipazione più contenuta, altri decisamente soddisfacente”.
Decisivo il confronto diretto con gli studenti: “Abbiamo realizzato focus group con opinion leader per capire cosa li coinvolgesse di più e quali fossero le loro aspettative. Anche da lì nasce la progettazione di PROBEN 2”. Il progetto, partito lo scorso ottobre, proseguirà fino a ottobre 2026, quando prenderà il via la terza annualità.
Agli studenti, infine, l’invito della docente: “Partecipare può essere un’occasione per tessere legami, costruire amicizie e vivere l’università come uno spazio di appartenenza e di benessere, non solo come luogo di lezioni ed esami”.
Giovanna Forino
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Ateneapoli – n.4 – 2026 – Pagina 34







