Incentivare lo studio universitario, sostenere gli studenti in condizioni di difficoltà economica e promuovere carriere regolari e consapevoli. È questo l’obiettivo delle 820 borse di studio bandite dall’Università Parthenope per l’anno accademico 2025/2026, nell’ambito delle politiche di supporto al benessere della popolazione studentesca.
L’iniziativa si inserisce nella programmazione triennale 2024–2026 dell’Ateneo e nasce da una revisione mirata delle priorità strategiche. Ad illustrarne il significato è il prof. Enrico Marchetti, Prorettore alla Didattica e responsabile della programmazione: “Questa misura è il risultato di un processo di ricalibrazione delle linee d’azione previste nella programmazione triennale. Abbiamo scelto di concentrare le risorse su interventi che riflettano pienamente la mission del nostro Ateneo, mettendo al centro lo studente e il suo percorso formativo”. Il progetto rientra nella Pro3 2026, il quadro di riferimento che guida investimenti e azioni strategiche dell’Ateneo.
“L’idea è stata quella di intervenire in modo diretto e immediato – spiega Marchetti – Abbiamo destinato una parte rilevante delle risorse ad un sostegno economico concreto rivolto a studenti capaci, meritevoli e bisognosi. L’importo della singola borsa non è elevato – 500 euro – ma la scelta è stata quella di ampliare il più possibile la platea dei beneficiari”.
La distribuzione sarà infatti proporzionale tra Corsi di Laurea Triennali, Magistrali e Magistrali a ciclo unico. “Particolare attenzione è riservata agli studenti del primo anno, una fascia particolarmente sensibile agli incentivi economici. Intervenire nelle fasi iniziali del percorso universitario è fondamentale – sottolinea il Prorettore – È lì che si gioca gran parte della tenuta delle carriere”.
Il criterio principale per l’assegnazione delle borse è rappresentato dal numero di crediti formativi universitari conseguiti nel corso dell’anno accademico 2025/2026, fino al 30 luglio 2026, con una soglia minima fissata a 15 crediti. “Vogliamo premiare la regolarità – chiarisce Marchetti – Rispettare il ritmo degli studi aumenta in modo concreto le possibilità di accesso alla borsa”.
In caso di parità, la graduatoria terrà conto di ulteriori parametri, tra cui la media ponderata, il voto di diploma, l’età e la data di immatricolazione. Accanto alla regolarità del percorso, il bando valorizza anche il merito e la condizione economica, sulla base di criteri reddituali e indicatori specifici dettagliati nel bando ufficiale. “L’obiettivo è coniugare bisogno e merito senza trasformare la borsa in uno strumento punitivo per chi incontra difficoltà. Non si tratta di penalizzare chi è in ritardo o fatica di più – ribadisce Marchetti – ma di creare un meccanismo virtuoso che incentivi l’impegno e renda più consapevole la gestione del percorso universitario”.
In questa prospettiva, le borse diventano anche uno strumento di politica accademica. “Dal punto di vista economico, gli incentivi funzionano: anche un contributo contenuto può incidere sulla motivazione e sulla produttività degli studenti, intesa come efficacia dell’apprendimento”.
Le domande dovranno essere presentate entro il 27 febbraio, esclusivamente tramite procedura online sul portale dell’Ateneo. Le graduatorie saranno pubblicate entro il 30 settembre; eventuali rinunce consentiranno lo scorrimento, garantendo il pieno utilizzo delle risorse disponibili. Un’iniziativa che mira a produrre effetti concreti nel medio periodo.
“Ci aspettiamo già da subito risultati positivi per poter assicurare questi incentivi anche negli anni a venire. Invitiamo tutti gli studenti interessati a prendere visione del bando sul sito d’Ateneo”, conclude Marchetti.
Giovanna Forino
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Ateneapoli – n.1 – 2026 – Pagina 36







