Eventi fino a giugno nell’ambito della campagna promossa dalla cattedra Unesco. Scienze del mare e sviluppo sostenibile: la primavera degli oceani

Divulgazione, sostenibilità e orientamento: sono questi i cardini di ‘Onde di Rinascita: la primavera degli oceani per lo sviluppo sostenibile’, la campagna promossa dalla Cattedra Unesco ‘Ambiente, Risorse e Sviluppo Sostenibile’ dell’Università Parthenope, lanciata il 21 marzo e in programma fino al 21 giugno. Un’iniziativa patrocinata da realtà del settore come la Società Italiana di Biologia Marina e il CoNISMa (Consorzio Interuniversitario per le Scienze del Mare) che coniuga comunicazione scientifica e orientamento, in linea con il Decennio ONU delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile (2021-2030). Le attività interessano non solo gli studenti, ma la comunità accademica nel suo complesso e i cittadini.

Lo spiega il prof. Pier Paolo Franzese, Coordinatore della Cattedra e docente di Ecologia: “Si tratta di un’attività di Terza missione, cioè quelle attività dell’università che, accanto a didattica e ricerca, mirano ad avere un impatto sulla società nel suo complesso”. Al centro, la sensibilizzazione su un tema sempre più rilevante: “Vogliamo informare studenti, colleghi e cittadini sull’importanza delle scienze del mare”. Il percorso si inserisce nel quadro dell’ocean literacy, l’alfabetizzazione oceanica promossa dall’organismo dell’Onu: “Mira a rafforzare la comprensione dell’influenza dell’oceano sugli esseri umani e viceversa, educando l’opinione pubblica e promuovendo comportamenti sostenibili”. Il titolo richiama volutamente l’idea del cambiamento: le onde come metafora di trasformazione, la primavera come simbolo di rinascita.

“Abbiamo voluto utilizzare questi concetti per stimolare una maggiore sensibilità ambientale e una comprensione più profonda del ruolo degli oceani – prosegue Franzese – un messaggio che si inserisce nella visione ‘One Planet – One Ocean – One Health’, che sottolinea l’interconnessione tra salute degli ecosistemi, degli animali e dell’uomo”.

Nel concreto, la campagna si articola in diverse attività. “Presso la sede del Centro Direzionale dell’Ateneo sono stati allestiti roll-up informativi e pannelli con immagini e dati sullo stato degli oceani, pensati per catturare l’attenzione e favorire la riflessione”, informa il docente. A questi si affiancherà un ciclo di seminari, in via di pubblicazione: “Saranno incontri accessibili anche ai non addetti ai lavori, perché l’obiettivo è ampliare la partecipazione”.

Il calendario verrà diffuso progressivamente. “Pubblicheremo a breve gli appuntamenti di aprile e poi, via via, quelli di maggio e giugno”, precisa il docente, lasciando aperta la possibilità di proporre ulteriori contributi. Il percorso si concluderà con un workshop finale dedicato alle scienze del mare per lo sviluppo sostenibile nel mese di giugno.

Il Sustainability manager nella top five delle professioni più ricercate

Accanto alla comunicazione scientifica, spazio anche all’orientamento. La campagna valorizza l’offerta formativa dell’Ateneo nel campo delle scienze biologiche e della sostenibilità ambientale, articolata in un percorso integrato che accompagna gli studenti dalla Laurea Triennale fino al Dottorato di ricerca.

“Esiste un filo conduttore che lega questi percorsi formativi ed è rappresentato dalla biologia ambientale e dalla sostenibilità ambientale”, evidenzia il prof. Franzese, Coordinatore della Triennale in Scienze Biologiche (Dipartimento di Scienze e Tecnologie), Corso che già prevede la possibilità di scegliere un indirizzo specifico in Biologia Ambientale.

In continuità la Laurea Magistrale in Biologia per la Sostenibilità, poi il Master in Sustainability Manager per la transizione ecologica e il Dottorato di ricerca internazionale in Ambiente, Risorse e Sviluppo Sostenibile. Un campo di grande interesse anche per il mondo del lavoro: “Da una recente statistica risulta che la figura del sustainability manager è oggi la quinta professione più ricercata in Italia”.

È una domanda in crescita sia per “la maggiore attenzione verso le tematiche ambientali sia per gli obblighi normativi, come la redazione del bilancio di sostenibilità da parte delle aziende”. Si apre così un mercato del lavoro ampio, in cui “la figura del biologo ambientale trova notevoli opportunità occupazionali in ambito sia pubblico che privato”.

Franzese conclude: “Vogliamo interagire durante tutta la primavera con chiunque sia interessato alle scienze del mare e allo sviluppo sostenibile, offrire occasioni per informarsi e confrontarsi. Il mio invito è quello di monitorare i canali social della Cattedra Unesco per aggiornarsi sui prossimi appuntamenti”.
Giovanna Forino

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Ateneapoli – n.6 – 2026 – Pagina 36

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