Ricerca in forte espansione, nuovi assetti strategici e uno sguardo rivolto alle prossime valutazioni nazionali: il Dipartimento di Scienze e Tecnologie (DIST) attraversa una fase di particolare intensità. Ad evidenziarlo è il Direttore, prof. Gerardo Pappone, docente di Geologia. “Mi trovo a guidare il DIST in una fase molto delicata – spiega – anche in vista della prossima valutazione ANVUR.
In questo contesto stiamo lavorando alla definizione e alla formalizzazione delle linee di ricerca, un passaggio fondamentale per rafforzare i gruppi di lavoro e rendere ancora più visibile l’attività scientifica del Dipartimento”. Un indicatore chiave di questa vitalità progettuale è rappresentato dai finanziamenti ottenuti nel più recente triennio attraverso bandi a cascata del PNRR e Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN).
“Il volume complessivo dei fondi assegnati al Dipartimento supera i 10-12 milioni di euro – afferma il prof. Pappone – Si tratta di risorse che non riguardano solo pochi docenti strutturati, ma che coinvolgono tutte le fasce della carriera accademica, dai ricercatori più giovani ai professori con maggiore esperienza, favorendo la crescita di gruppi di lavoro interdisciplinari e l’attivazione di nuove linee di ricerca”.
Una delle direttrici di sviluppo più significative riguarda l’integrazione sempre più stretta tra informatica, intelligenza artificiale e scienze del mare, ambito in cui il DIST si sta affermando come spazio di sperimentazione avanzata. “L’informatica oggi si intreccia in modo strutturale con l’oceanografia, la geologia e la biologia marina”, osserva Pappone e sottolinea il ruolo centrale dell’analisi dei dati, della modellazione e degli strumenti di intelligenza artificiale nello studio degli ecosistemi marini.
In questo quadro si collocano anche “applicazioni tecnologiche di frontiera, come l’impiego di droni per la ricerca oceanografica, la geo-archeologia e la valorizzazione del patrimonio archeologico subacqueo, attività che hanno ampliato l’accesso a nuovi finanziamenti ministeriali e rafforzato le collaborazioni scientifiche”. Accanto alle scienze del mare, il Dipartimento sta consolidando anche settori meno tradizionali ma strategici, come la ricerca spaziale: “Abbiamo progetti importanti dedicati allo studio delle problematiche cosmiche, coordinati dalla prof.ssa Alessandra Rotondi, che è anche delegata alla ricerca del Dipartimento”.
Novità imminenti riguardano anche l’offerta formativa. Pur non essendo ancora ufficiali, sono in fase di valutazione aggiornamenti e potenziamenti nei settori dell’oceanografia, della meteorologia e del monitoraggio dei sistemi marini, con l’obiettivo di ampliare la platea degli studenti.
“Stiamo lavorando a un aggiornamento dell’offerta didattica che tenga conto delle trasformazioni in atto nelle scienze del mare e delle nuove competenze richieste dal mondo della ricerca e del lavoro”, spiega il Direttore, sottolineando come l’attenzione sia rivolta anche alla capacità dei Corsi di dialogare con contesti internazionali.
“Registriamo un interesse sempre più concreto da parte di realtà straniere, anche extraeuropee come la Cina, per collaborazioni didattiche strutturate”, afferma Pappone. Un orientamento che si traduce anche nella partecipazione a programmi di mobilità formativa. Nell’arco del 2025, nell’ambito del Blended Intensive Programme (BIP), docenti e studenti hanno preso parte a due percorsi internazionali presso l’Università di Spalato e presso l’Università dell’Algarve, in Portogallo.
“Sono esperienze che mettono gli studenti a confronto con contesti internazionali e multidisciplinari”, sottolinea il Direttore, “e che permettono di sviluppare competenze che vanno oltre la preparazione strettamente disciplinare”. Nella stessa direzione si colloca la partecipazione del DIST al progetto SEA-EU, consorzio che riunisce nove università europee impegnate sui temi delle scienze del mare e della blue economy. “SEA-EU è uno strumento fondamentale per consolidare il profilo internazionale del Dipartimento e ampliare le opportunità formative offerte agli studenti”.
Sul fronte della didattica e della vita studentesca, una delle novità più rilevanti riguarda il rafforzamento delle attività promosse direttamente dagli studenti e dai Corsi di studio, in stretta connessione con la terza missione e con l’orientamento. “C’è una partecipazione molto attiva degli studenti – sottolinea Pappone – che non sono semplici destinatari dell’offerta formativa, ma soggetti propositivi nella costruzione delle iniziative del Dipartimento”.
Negli ultimi mesi sono stati organizzati eventi ed incontri di divulgazione scientifica e tecnologica, “come ‘Powering the Future. Innovative Applications in the Studies of Intelligence’, iniziativa ideata dagli studenti e dedicata alle applicazioni innovative dell’intelligenza artificiale, accanto a convegni su temi apparentemente ludici, come il mondo dei videogiochi, ma in realtà fortemente connessi alle competenze informatiche e tecnologiche avanzate”.
Proseguono con particolare successo le esperienze didattiche sul campo, considerate un tratto distintivo del DIST. Tra queste rientrano i corsi di Biologia marina svolti direttamente in mare, nelle aree protette di Punta Campanella e del Golfo di Napoli, dove gli studenti hanno l’opportunità di confrontarsi in modo diretto con le problematiche legate alla conservazione degli ecosistemi e alla tutela della biodiversità marina.
“Sono attività molto amate dagli studenti – conclude Pappone – e rappresentano uno dei fiori all’occhiello della didattica del nostro Dipartimento, perché coniugano formazione, ricerca e partecipazione attiva”.
Giovanna Forino
Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli
Ateneapoli – n.2 – 2026 – Pagina 29







