Un percorso di orientamento e formazione alla vita scientifica per gli allievi ordinari

Un corso che intende fornire le basi metodologiche e pratiche del lavoro scientifico, con particolare attenzione alla progettazione, alla gestione delle fonti e alla comunicazione dei risultati. È un primo passo nel percorso formativo dedicato allo sviluppo di uno sguardo grandangolare per un futuro nella ricerca.

Si tratta di ‘Introduzione alla ricerca’, insegnamento del primo semestre che inizierà a breve, durerà 32 ore, ed è destinato agli allievi ordinari di Genomics and Experimental Medicine (Gem) e Molecular sciences for earth and space (Moses). Il corso sarà svolto dai dottori Fulvio Perrella, ricercatore in tenure track, e Federico Coppola, assegnista di ricerca, entrambi chimici fisici che lavorano in ambito teorico computazionale. Ateneapoli li ha intervistati per capire meglio in cosa consisteranno le lezioni e quali sono gli obiettivi.

“L’insegnamento nasce dall’idea di offrire un’introduzione reale e concreta al mondo della ricerca – spiega Coppola – Non è stato pensato come un corso composto da classiche lezioni frontali, ma come un percorso di orientamento e formazione alla vita scientifica. Affronteremo diverse tematiche strettamente legate tra loro: la struttura dell’università, le figure del ricercatore, com’è fatto un programma di dottorato, come si scrive un articolo scientifico, la sua revisione; fino ad arrivare alla stesura di progetti europei.

Il tutto, senza dimenticare quelle lezioni che riserveremo all’etica del ricercatore”. In sostanza, lo scopo è “fornire non solo conoscenze ma anche degli strumenti critici e la consapevolezza operativa di come si costruisce una carriera nella ricerca, sia essa accademica o aziendale”. Il collega poi aggiunge sulle peculiarità dell’insegnamento: “la trasversalità è il carattere distintivo, a prescindere dalla specifica materia o dalla branca su cui un allievo si focalizzerà nel corso del tempo.

È come un andare nel dietro le quinte del lavoro del ricercatore”. E nel pieno rispetto tanto della trasversalità che del coinvolgimento degli allievi durante ogni lezione, come da impostazione strutturale della Meridionale, Perrella spiega: “buona parte del corso si basa su come viene diffusa la conoscenza scientifica. Dunque vedremo esempi concreti di articoli tratti da riviste di settore e metteremo alla prova i ragazzi – che, ricordiamo, fino allo scorso anno hanno frequentato la scuola superiore – proponendo loro di leggerne su argomenti che più gli piacciono, dalla biologia alla chimica, alla genetica. Con noi vedranno com’è strutturato un articolo, le parti di cui si compone – una sorta di journal club. Ci comporteremo un po’ da revisori, insomma”.

Non solo tecnicismi, però. Si parla anche di fiammelle da alimentare, barlumi di passione da indirizzare. Coppola consiglia di “affrontare il percorso facendosi guidare innanzitutto dalla curiosità, alla quale bisogna poi aggiungere rigore, scambio, collaborazione, senso etico. Credo che sia utile far emergere la scintilla personale, che può portare al raggiungimento di nuove conoscenze e a formarsi con competenza”.

Perrella allarga l’orizzonte inglobando nel discorso anche l’accettazione del fallimento come momento di crescita: “se il primo punto fondamentale in questo settore è acquisire delle basi concettuali solide, all’atto pratico il processo non è mai lineare. Gli intoppi e gli imprevisti sono una parte inevitabile. In quel caso bisogna prenderne il lato positivo: non sapere come andare avanti può portare a nuovi approfondimenti, a scavare ancora di più nella propria creatività e a percorrere strade alternative. Dietro l’angolo potrebbero nascondersi risultati inaspettati”.
Claudio Tranchino

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Ateneapoli – n.18 – 2025 – Pagina 42

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