Inaugurate 2 aule studio trasparenti: le pergole bioclimatiche

L’Università Suor Orsola Benincasa prosegue nel suo percorso di innovazione infrastrutturale coniugando la tutela del patrimonio storico con le più moderne esigenze di sostenibilità e vivibilità degli spazi. L’inaugurazione delle nuove pergole bioclimatiche, avvenuta lo scorso 20 marzo, segna un passo concreto in questa direzione, rispondendo a una visione che la prof.ssa Natascia Villani definisce come una sintesi necessaria tra funzionalità e rispetto ambientale. L’idea, spiega la docente, “nasce da due esigenze: da un lato facilitare la frequenza degli studenti alla vita universitaria e dall’altro creare dei luoghi che potessero essere anche sostenibili”.

Non si tratta di una scelta puramente estetica, ma di una coerenza accademica, dato che l’Ateneo ospita il Corso di Laurea in Green Economy: “la sostenibilità non è solo un punto di riferimento ma anche una guida nelle nostre scelte”, sottolinea la Manager didattica dell’ateneo. Le due strutture, ciascuna con una capienza di 24 posti, sono posizionate strategicamente sulle terrazze del quarto piano, accanto all’Aula G, e del quinto piano, recentemente ristrutturato. Dunque, nuovi spazi per lo studio immersi nel silenzio e nel massimo comfort climatico. Il taglio del nastro ha visto protagonisti i rappresentanti della comunità studentesca insieme al Rettore Lucio d’Alessandro, a conferma di un modello educativo che mette al centro l’autonomia dei giovani.

Sono stati gli studenti stessi, infatti, a redigere il codice di condotta per questi nuovi spazi: “è bello sottolinearlo perché il regolamento è stato sviluppato da loro, sono stati i primi a volere che questo fosse un luogo di silenzio dove poter studiare; io l’ho soltanto supervisionato”. Questo regolamento, definito “veloce e asciutto”, punta tutto sulla cura dell’ambiente e sulla responsabilità individuale, trasformando le pergole in aule studio all’aperto che a breve saranno potenziate con Wi-Fi e prese di ricarica.

Questa partecipazione attiva riflette la filosofia dell’Ateneo, dove i rappresentanti sono descritti come “molto partecipi” e supportati in iniziative autonome, come il cineforum su tematiche d’attualità. Nonostante l’introduzione di queste moderne strutture, l’Ateneo mantiene un equilibrio rigoroso con il contesto monumentale. Rispondendo alla sfida di inserire elementi contemporanei in un complesso storico, la docente chiarisce che: “il progetto è stato finanziato perché aveva un impatto non forte all’interno del complesso monumentale della Cittadella Monastica, che avesse un’armonia e che chiaramente fosse green”.

Le pergole si aggiungono così all’ampia offerta di spazi comuni già esistenti, come i giardini, il chiostro e la rampa storica con le sue panche, ma con una destinazione specifica per lo studio individuale. Le novità per la comunità accademica non finiscono qui: la docente anticipa che sono in corso i lavori di ristrutturazione per restituire agli studenti la sala studio al sesto piano e che, sul fronte della riduzione della plastica, l’Ateneo sta installando erogatori d’acqua per consentire ai ragazzi di ricaricare le proprie borracce.

È una strategia di piccoli ma costanti passi che trasforma il campus in un modello di gestione responsabile, dove la modernità non sovrasta la storia, ma ne abilita una nuova, più sostenibile, fruizione.
Lucia Esposito

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Ateneapoli – n.6 – 2026 – Pagina 41

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