Lezioni-spettacolo a ‘Lo scrittore e la città’

La letteratura torna a farsi voce, gesto, incontro. È questa la sfida che il Dipartimento di Scienze Umanistiche ha deciso di lanciare con il ciclo di incontri ‘Lo scrittore e la città’, coordinato dal prof. Nunzio Ruggiero. L’iniziativa, inaugurata con una coinvolgente lezione-spettacolo dello scrittore triestino Mauro Covacich dedicata a Umberto Saba, ha animato il complesso di Santa Caterina da Siena trasformando l’aula universitaria in un piccolo teatro delle parole.

“L’idea nasce da una proposta della Direttrice del Dipartimento, la prof.ssa Paola Villani – racconta il docente – per aprire gli incontri non solo al pubblico degli studenti, ma a chiunque sia interessato, a qualunque cittadino”. L’obiettivo è chiaro: restituire alla letteratura la sua funzione più autentica, quella di dialogare con la società. Ma attenzione: non si tratta di spettacolarizzare la cultura. “Non vogliamo banalizzare la letteratura per renderla spettacolare – precisa il prof. Ruggiero – ma renderla comunicabile a un pubblico sempre più lontano dal testo scritto”. Una dichiarazione che suona come una sfida ai ritmi del presente, dove i nuovi media hanno abbassato drasticamente la soglia di attenzione dei giovani.

“Ci siamo chiesti: cosa può fare oggi un letterato? Forse trovare nuove forme di comunicazione e tornare all’oralità. La parola agita, la letteratura parlata, permette un contatto più empatico con il pubblico”. Ed è proprio questa empatia che lo scrittore Covacich ha messo in scena, scrivendo versi di Saba su fogli attaccati ad una lavagna, staccandoli uno ad uno e affidandoli agli studenti, trasformando il testo in gesto, il verso in oggetto vivo.

“Gli spettacoli si costruiscono, non si improvvisano – sottolinea il docente – ma l’interazione è fondamentale: serve a tenere viva l’attenzione, a far sentire gli studenti parte del processo”. L’idea di lezione-spettacolo non è una semplice trovata formale. È un modo per ripensare la didattica stessa. Il docente di Letteratura italiana contemporanea lo dice con convinzione: “Insegnanti e studenti dovrebbero imparare di nuovo a leggere. Leggere significa eseguire un testo, usare le pause, la voce, i toni giusti. Entrare nella dimensione orale è una delle chiavi per una didattica efficace”.

Non è un caso che il progetto voglia intrecciare anche la Travel Literature, la letteratura di viaggio, con la dimensione urbana e simbolica delle città. “Il viaggio non è solo spostamento materiale ma anche un percorso nell’immaginario, nei sentimenti e nell’arte. Viaggiamo nelle città attraverso le parole che gli scrittori hanno dedicato ai luoghi in cui hanno vissuto”. E di città si parlerà ancora: dopo Trieste e Saba, ‘La Napoli di Salvatore Di Giacomo’ (fine marzo) in forma di lezione-concerto. Il prof. Ruggiero, che è anche musicista, promette un’esperienza in cui “la voce e la musica si incontrano per raccontare la città cantata”.

In primavera un nuovo incontro sulla cultura popolare napoletana con il folksinger Massimo Ferrante (metà maggio): “Vogliamo mescolare le carte – anticipa – non un concerto, ma un dialogo tra artista e accademico. Nessuna separazione, ma una conversazione viva”. Il prossimo ottobre ‘La Napoli di Leopardi’.

Il primo incontro, intanto, ha già lasciato il segno. “L’attenzione degli studenti è stata davvero alta, sono tornati con un senso di coinvolgimento e di chiarezza”. E forse è proprio questo il risultato più importante: riportare la letteratura al suo luogo naturale, la voce che incontra la città, l’autore che incontra il lettore. “Non vogliamo raccontini banali – conclude – ma restituire la complessità delle biografie intellettuali, dei fenomeni culturali, del rapporto tra un uomo o una donna e la città in cui vivono. La sfida è tutta qui: trovare una forma orale e performativa che sappia raccontare la complessità. Solo così la letteratura può tornare a farsi esperienza viva”.
Lucia Esposito

Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli

Ateneapoli – n.18 – 2025 – Pagina 46

- Advertisement -




Articoli Correlati