Non solo ospitalità: la International Week come prima palestra di responsabilità studentesca

L’Università Suor Orsola Benincasa ha indetto una selezione per due collaborazioni studentesche part-time destinate all’internazionalizzazione, una mossa che la prof.ssa Francesca Russo, Delegata di Ateneo al settore, inquadra come una scelta strategica per ‘fare sinergia’ tra il programma Erasmus e le attività di apertura dell’Ateneo.

Il bando prevede due profili distinti: uno dedicato al supporto della segreteria organizzativa per la quinta International Week e l’altro focalizzato sul servizio di accoglienza e tutorato per gli studenti incoming. La scelta di ricorrere a figure interne nasce dalla volontà di “dare un piccolo contributo ai nostri studenti e dare loro anche la possibilità di vivere questa prima piccola esperienza lavorativa”.

Al centro della programmazione si pone la International Week, prevista dal 25 al 28 maggio, evento che la prof.ssa Russo definisce “un’occasione di autopromozione dell’Ateneo nel mondo”, utile a consolidare rapporti con partner storici e ad ampliare la rete accademica. L’organizzazione di quest’anno si attesta su circa cinquanta partecipanti internazionali, una cifra contenuta per garantire l’efficienza logistica in una sede che, per quanto prestigiosa, presenta vincoli di capienza.

“Se si vuole far funzionare un evento, non si può neanche esagerare con i numeri”, osserva la prof.ssa Russo. Gli studenti selezionati per la segreteria dovranno gestire un carico di lavoro che spazia dalla raccolta delle domande alla redazione dei materiali, mentre il profilo dedicato all’accoglienza avrà il compito di “accompagnare i docenti nelle varie attività interne”, fungendo da collante tra la comunità locale e quella internazionale.

Un punto di rottura rispetto alle politiche passate riguarda la partecipazione studentesca agli eventi: l’Ateneo ha scelto di non erogare crediti formativi per incentivare la presenza, poiché “la partecipazione non era attiva – riferisce la docente – Era più un obbligo”.

Questa decisione punta a una frequentazione basata sul reale interesse scientifico e sulla ‘divina libertà’ di scelta, sebbene resti da valutare l’impatto di tale autonomia sull’affluenza effettiva in un periodo, come quello di fine maggio, dedicato alla preparazione degli esami. La docente sottolinea inoltre l’importanza dei corsi linguistici gratuiti offerti tra gennaio e febbraio, considerandoli lo strumento primario per rendere gli studenti “operativi praticamente in un contesto stimolante”.

In definitiva, l’iniziativa si configura come un tentativo di professionalizzazione degli studenti in un ambito, quello dell’internazionalizzazione, che la prof.ssa Russo segue da quindici anni, puntando a trasformare la collaborazione burocratica in un’opportunità di “misurarsi in un primo contesto lavorativo di responsabilità”, pur mantenendo una struttura organizzativa centralizzata.
Lucia Esposito

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Ateneapoli – n.2 – 2026 – Pagina 34

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