Open Day Scuola di Medicina. Il biotecnologo di area medica, una figura che conosce “i meccanismi molecolari coinvolti nel funzionamento di cellule, tessuti e organismi”

“Le biotecnologie sono una branca della biologia che si serve degli organismi viventi o di loro derivati, per la produzione di beni e servizi utili al soddisfacimento dei bisogni della società”. Più specificamente, quelle di area medica “generano tecnologie e servizi utili nell’ambito della salute umana e animale: sviluppo e produzione di principi attivi da organismi viventi, terapie basate sull’ingegneria genetica, terapie che utilizzano organismi modificati, tecniche analitiche e diagnostica strumentale”.

Il prof. Massimo Mallardo, Coordinatore della Triennale in Biotecnologie per la Salute, ha presentato così le Biotecnologie di area medica alle possibili matricole del Corso. Una definizione di base che gli ha consentito di spaziare attraverso riferimenti a tutte le possibili applicazioni del campo, facendo anche esempi molto pratici, diretti ed efficaci.

Quanto all’aspetto didattico e accademico, il Corso, ha spiegato Mallardo, mira a formare “una figura che conosca i meccanismi molecolari coinvolti nel funzionamento di cellule, tessuti e organismi”. Questo e molto altro, ovviamente. Tutto finalizzato a un approdo nel mondo del lavoro che può significare entrare nella ricerca, in un laboratorio, nel sistema sanitario nazionale, nelle aziende farmaceutiche, nella medicina forense. Sulle modalità di accesso il docente chiarisce che i posti sono 450 e che non c’è alcun test di ingresso: “bisogna essere tempestivi nel presentare la domanda e avere un buon voto di diploma”.

A quel punto si è dato spazio alle curiosità dei partecipanti, che non sono state poche. La prima proprio sulle modalità di ingresso: “dobbiamo sostenere un Tolc per entrare?”. Il docente, naturalmente, ha smentito, ribadendo quanto detto poco prima. A proposito degli sbocchi, Mariaemma Prisco ha chiesto informazioni sulla medicina forense. “Usa presidi biotecnologici per identificare le prove di un delitto (in senso legale), noi lasciamo cellule ovunque”, ha detto il docente. Francesca Aprea si sofferma sugli esami e chiede se siano tutti scritti o solo orali.

“Dipende – spiega il Coordinatore – il mio insegnamento, per esempio, Biologia, alla Triennale, è solo orale, nella stessa materia, alla Magistrale, ci sono sia lo scritto che l’orale; anche la Genetica prevede entrambi i momenti, infatti ci sono insegnamenti che prevedono solo lo scritto”.

Una studentessa si interroga successivamente sulla necessità di avere basi scientifiche solide per affrontare il percorso. Mallardo: “con una preparazione discreta in partenza non ci saranno obblighi formativi aggiuntivi chiaramente, ma è comunque un’opportunità. Una buona preparazione ricevuta a scuola può essere importante, ma non un must assoluto. Da qui alla fine dell’anno metteteci tutto l’impegno per assorbire più concetti possibili”.

Arianna Staiano chiede come si stabiliranno gli Ofa se non c’è un test di ingresso. Il professore risponde che questo avviene dopo essersi iscritti, sostenendo un test che non è di ingresso. Sugli orari delle lezioni: “le lezioni si terranno tre volte a settimana e mai per più di sei ore al giorno. C’è la pausa pranzo e ogni lezione dura due ore”. Davide Prodomo cambia registro e domanda, prescindendo dal singolo Corso, se l’Ateneo offra supporto psicologico. “C’è il Centro Sinapsi che si occupa di questo e non solo. Aggiungo che, se dovessero esserci difficoltà a superare un singolo esame, c’è anche il tutorato, con i vostri colleghi più grandi che offrirebbero delle ripetizioni”.

Lo stesso studente chiede anche degli sbocchi lavorativi per la Triennale. Su questo il docente ha detto: “ci sono state persone che non hanno proseguito con la Magistrale, è possibile entrare in aziende farmaceutiche nel ruolo di informatori scientifici, ma anche in aziende che vendono prodotti a cliniche, ospedali”.

L’ultimo è Gaetano Falcone, che chiede se per iscriversi alla Magistrale di Biotecnologie mediche bisogna passare per forza dalla Triennale di Biotecnologie per la Salute. La risposta: “non necessariamente, per esempio Biologia è perfettamente in linea”. In chiusura, si riportano alcuni consigli pratici del docente: “conoscenza dell’inglese, impegno durante i corsi frequentando l’università, approfittare delle borse Erasmus e di altre esperienze formative”.

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Ateneapoli – n.4 – 2026 – Pagina 18

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