Adesione massiccia in termini numerici e coinvolgimento significativo per Medicina e Odontoiatria nelle due stanze virtuali dell’Open Day. A farla da padrone la madre delle questioni di questo anno accademico, così come del prossimo, salvo cambiamenti: il semestre filtro. Tantissime le domande, i dubbi, la ricerca di informazioni certe da parte di studentesse e studenti.
Dall’altro lato dello schermo, pronti a rispondere a ogni sollecitazione, ci sono stati i professori Biagio Pinchera e Anna Pannaccione per Medicina e la prof.ssa Rosaria Bucci per Odontoiatria. Dritta al sodo ci va la giovane Camilla Russo, stanza di Medicina, che chiede ai due docenti di entrare nel merito dell’accesso al Corso (che vale anche per Medicina a indirizzo tecnologico e Odontoiatria): “come funzionano il semestre, i relativi esami, le graduatorie? Come dobbiamo prepararci?”.
Insomma, un paio di domande che ne contengono tante altre, frutto della confusione generata dalla riforma stessa. Pannaccione ritiene opportuno fare una premessa: “noi non sappiamo se per il prossimo anno varrà la medesima modalità di accesso o si tornerà al test, lo deciderà il ministro Bernini”. Sulla fattispecie del funzionamento del semestre filtro, ha aggiunto: “la prima cosa da fare è iscriversi e scegliere il percorso affine o salvagente, qualora non si dovessero superare gli esami.
Da ricordare che ci sono solo tre possibilità per tentare il semestre filtro”. Sulle graduatorie i due professori dicono in coro: “seguite le lezioni da ottobre a dicembre di Chimica, Fisica e Biologia, dovrete sostenere i relativi esami – ci sono due sessioni a disposizione – e il punteggio finale sarà una media ponderata dei voti ottenuti da tutti e tre, da questo emerge la graduatoria”. A proposito di come questa incida sulla scelta della sede, ancora Pannaccione: “Se io totalizzassi 49 e il mio collega 50 e la prima scelta di entrambi fosse la Federico II, io dovrei accontentarmi della seconda scelta, a lui toccherebbe il nostro Ateneo per il maggior punteggio”.
Ad ogni modo per restare sempre aggiornati “bisogna consultare il sito del Ministero dell’Università”. Chiariti questi punti dirimenti, il prof. Pinchera ha raccontato le peculiarità dei sei anni di Medicina: “i primi tre anni sono definiti preclinici, più teorici, gli ultimi tre anni sono i cosiddetti clinici, più pratici”. Naturalmente non finisce lì, pur potendo effettuare attività lavorativa come guardie mediche, per esempio, perché i futuri camici bianchi “sono attesi da altri quattro anni di specializzazione in una determinata area, regolata da un test di ingresso nazionale.
Di sicuro posso dirvi che c’è grande carenza di medici, quindi problemi lavorativi non ne avrete”. Alla fine della fiera, ancora il docente ci tiene a salutare gli studenti con un consiglio: “in attesa della definizione delle procedure di accesso, sappiamo che Biologia, Chimica e Fisica sono le materie prescelte. Iniziate a studiarle, a esercitarvi, indipendentemente dagli scenari”. Passando all’altra stanza, quella dedicata a Odontoiatria, Magistrale della durata di 6 anni, le domande vertono allo stesso modo sul semestre filtro. Una, per esempio, è sul mancato superamento di un esame su tre: “che succede in quel caso?”, chiede uno studente tramite chat. La docente ha detto: “c’è una sessione (che prevede due date) per tentare e, in più, in corso d’opera è stata aggiunta anche una sorta di ulteriore sessione di recupero”.
Una domanda molto interessante arriva da Alessandra sulla sostenibilità del Corso: “il numero di iscritti previsti da Odontoiatria consente un’esperienza clinica davvero formativa per tutti?”. Contenta del quesito, Bucci ha spiegato che “attualmente il corpo docente è abbastanza numeroso, accanto ai professori strutturati esiste inoltre un folto gruppo di tutor, istruttori clinici, specializzandi stessi, che supportano. Da noi ogni reparto ha le sue poltrone per i pazienti, che sono tanti, l’esperienza quindi può essere vasta.
Stiamo lavorando sull’implementazione del lavoro dello studente come primo operatore”. Qualcuno chiede invece delucidazioni sul Corso di Igiene Dentale, Triennale che rientra nelle Professioni sanitarie: “è un percorso completamente a sé rispetto a Odontoiatria, ha un proprio test di ingresso e bandisce un certo numero di posti. Le due figure che emergono dai due Corsi sono certamente complementari, ma seguono binari paralleli, soprattutto a livello di insegnamenti”. Andando oltre, alcuni chiedono a proposito dell’Erasmus dove poterlo fare in inglese.
Bucci ha risposto così: “in Polonia sicuramente, in Spagna invece è espressamente richiesto lo spagnolo. Insomma, dipende, ma in generale la lingua prescelta è quella del Paese ospitante”. A proposito di idiomi, uno studente domanda se ci sia modo di studiare l’inglese all’interno del Corso: “la Federico II ha il Centro Linguistico di Ateneo che organizza dei corsi di lingua inglese e non solo e offre una serie di agevolazioni per gli iscritti”. Infine, la docente invita i partecipanti a seguire le pagine social degli studenti di Odontoiatria e augura “buona fortuna per qualunque sarà la vostra scelta, purché consapevole”.
I servizi sull’Open Day sono di Claudio Tranchino
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Ateneapoli – n.4 – 2026 – Pagina 16







