“L’ultima riforma ha fatto arrivare nuovi docenti, anche con nuove idee, che bisognerà coinvolgere in una discussione più ampia sul Corso”. Il prof. Riccardo Mercurio, Presidente del Corso di Laurea in Economia Aziendale, non ha dubbi sulle priorità del nuovo Corso di studi, prossimo al voto per eleggere una nuova guida: “sarà fondamentale ridefinire i criteri di valutazione e i contenuti dei programmi, rendendoli più integrati, così come sarà necessario riorganizzare le risorse per dare risposte più immediate agli studenti”. Tra le novità previste dal sistema di valutazione nazionale, un comitato di indirizzo, costituito da manager italiani e stranieri, imprenditori locali, rappresentanti delle istituzioni e docenti di università straniere. “Insieme ad altri docenti stiamo conducendo un’indagine sulle coorti di studenti per ricavare informazioni sui tempi di laurea, sugli studenti che non sostengono esami da più di otto mesi e sulle materie in cui i ragazzi incontrano maggiori difficoltà”. Un altro importante obiettivo: la ricerca di nuove opportunità di integrazione tra metodi d’insegnamento tradizionali e sistemi in rete. “La riflessione riguarda soprattutto i corsi che richiedono maggiore applicazione. Vorremmo mettere a punto strumenti telematici per integrare i corsi tradizionali”.
Economia Aziendale è il Corso di Laurea che ogni anno registra il maggior numero di iscritti della Facoltà. Attira gli studenti perché si tratta di un titolo di studi spendibile sia nelle professioni che in azienda, votato al management e improntato allo studio dei problemi reali. “Basta guardare i tempi di attesa dopo la laurea per trovare un lavoro, anche se non possiamo più parlare di posto fisso come in passato. Credo inoltre che dia anche una mentalità flessibile, utile in un mondo che cambia. Dobbiamo aumentare la conoscenza di specifici strumenti perché oggi le aziende non sono più disposte ad investire nella formazione dei neolaureati, soprattutto se triennali. Anche per uno stage le imprese tendono a scegliere qualcuno che sia già in possesso di uno strumento o che abbia una conoscenza specifica in un campo”. Bisogna però stare attenti a non incorrere in fraintendimenti, più applicativo non significa meno teorico: “siamo all’università, non facciamo solo applicazioni, o modellini pratici. Per rendere chiare tutte le applicazioni possibili di una data conoscenza, serve una forte base teorica, da integrare con molti elementi matematici ed economici. Il punto non è insegnare cose pratiche, ma insegnare delle teorie sapendo che queste devono essere applicate”.
Economia Aziendale è il Corso di Laurea che ogni anno registra il maggior numero di iscritti della Facoltà. Attira gli studenti perché si tratta di un titolo di studi spendibile sia nelle professioni che in azienda, votato al management e improntato allo studio dei problemi reali. “Basta guardare i tempi di attesa dopo la laurea per trovare un lavoro, anche se non possiamo più parlare di posto fisso come in passato. Credo inoltre che dia anche una mentalità flessibile, utile in un mondo che cambia. Dobbiamo aumentare la conoscenza di specifici strumenti perché oggi le aziende non sono più disposte ad investire nella formazione dei neolaureati, soprattutto se triennali. Anche per uno stage le imprese tendono a scegliere qualcuno che sia già in possesso di uno strumento o che abbia una conoscenza specifica in un campo”. Bisogna però stare attenti a non incorrere in fraintendimenti, più applicativo non significa meno teorico: “siamo all’università, non facciamo solo applicazioni, o modellini pratici. Per rendere chiare tutte le applicazioni possibili di una data conoscenza, serve una forte base teorica, da integrare con molti elementi matematici ed economici. Il punto non è insegnare cose pratiche, ma insegnare delle teorie sapendo che queste devono essere applicate”.







