Un Direttore donna per il Dipartimento, la prof.ssa Adele Caldarelli

È giovane, è un ordinario, è donna. E dal prossimo primo novembre assurgerà alle cariche di responsabile dell’ufficio Orientamento per la disabilità della Facoltà e di Direttore del Dipartimento di Economia Aziendale. Parliamo della prof.ssa Adele Caldarelli, docente di Ragioneria ed Economia Aziendale e di Programmazione e Controllo di Gestione. Incarichi prestigiosi affidati ad una donna:  “secondo me è una bella svolta. Questo è ancora un mondo di uomini, non tanto per quanto riguarda la didattica, ma nei centri di potere solo ora le donne si stanno affacciando a dei ruoli di rilievo”.
Uno degli obiettivi principali del nuovo Direttore è quello di fare crescere il Dipartimento, uno di più grandi dell’ateneo, per numero di iscritti. “Abbiamo una certa rilevanza, per numero di iscritti e di docenti, ma anche per il numero di progetti di ricerca finanziati a livello nazionale, con ben due PRIN finanziati, tra i pochissimi in Italia. Speriamo che, anche con il supporto dei colleghi, questo Dipartimento possa avere un ruolo importante”. Un direttore tutto sommato junior, in un dipartimento senior. “Mi fa piacere e mi riempie di orgoglio e spero di ripagare la fiducia che mi è stata accordata dai colleghi”. C’è preoccupazione sulla stretta “pazzesca” dei fondi destinati alla ricerca: “le risorse sono sempre minori rispetto alle aspettative e sempre più basse rispetto agli anni precedenti. La svolta, quindi, può essere rappresentata dall’individuazione di nuove tipologie di finanziatori esterni all’ateneo, attingendo risorse dal mercato e dalle aziende, entrando in convenzione con altri soggetti, cercando di restare in linea con quello che è la ricerca scientifica. Cercando di creare un circuito in cui i finanziamenti sostengono la ricerca la quale, a sua volta, attira finanziamenti”. 
Altro incarico delicato: seguire e pianificare progetti e servizi per gli studenti disabili. “Abbiamo la fortuna che qui a Monte Sant’Angelo si verrà a creare una struttura di Ateneo, con spazi adeguati, che centralizzerà tutti i servizi per la disabilità non solo motoria”. I ragazzi infatti saranno supportati anche per problemi legati alla vista e all’udito senza contare il sostegno psicologico per problemi di depressione e ansia, che ora si svolge presso il Policlinico. “La prima cosa da assicurare è che le persone siano messe in grado di seguire i corsi ed eventualmente seguire un programma ad hoc”. Il problema vero è che non sempre i disabili sono disponibili, a volte perché si vergognano. “Soprattutto quando l’handicap non è evidente, ma questo limita la possibilità di usufruire di questi servizi. Il nostro dovere sarà quello di attuare una comunicazione efficace e stanarli in modo che possano essere coinvolti. Adesso siamo chiamati ad intervenire solo quando qualcuno ci sollecita e i numeri non sono comunque molto elevati”. Tra i primi servizi da garantire, il funzionamento della scaletta trasportatrice alle aule T e la disponibilità dei posti auto riservati. Il Centro di Facoltà, che si trova al primo livello dell’edificio dei Centri Comuni, dispone di una serie di attrezzature informatiche di aiuto agli ipovedenti, oppure che permettono di trasferire gli appunti sul computer.
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