Il calcio oggi è molto più di uno sport: è innovazione, tecnologia, comunicazione e nuove professioni. E partendo proprio da questa visione, il 14 maggio l’Ateneo ha ospitato a Caserta, presso il rettorato, la prima tappa dell’Innovation Tour 2026 di Social Football Summit e Theorema, un appuntamento che ha reso l’università un laboratorio di idee rivolto al futuro della football industry.
L’iniziativa, promossa nell’ambito del progetto Extra Time 2026, ha coinvolto studenti, docenti, startup e professionisti del settore sportivo con un obiettivo preciso: avvicinare il mondo della formazione universitaria alle nuove professioni del calcio. Ad aprire l’evento è stato il prof. Roberto Marcone, delegato all’orientamento, che ha sottolineato l’importanza di promuovere occasioni concrete per gli studenti: “Questo è un evento che dà la possibilità a tutte e tutti voi di pensarvi nel prossimo futuro come operatori di un settore che in Italia è straordinariamente interessante”.
Un messaggio chiaro: il calcio contemporaneo non riguarda più soltanto atleti e allenatori. “Servono economisti, esperti di big data, comunicatori, designer, psicologi sportivi, giuristi e professionisti capaci di muoversi in contesti interdisciplinari”.
Proprio sull’interdisciplinarità si è concentrata anche la prof.ssa Nadia Barrella, delegata al placement, che ha definito l’iniziativa come un’occasione concreta di orientamento professionale: “Quello che noi cerchiamo di fare è aiutarvi a costruirvi come professionisti. Questa è una sfida che vi consente di immaginarvi in un mondo in cui ogni parte dei nostri percorsi formativi può trovare una collocazione”.
Tra gli interventi più attesi quello di Fulvio Gennari, game designer di Fantacalcio, che ha raccontato l’evoluzione di un gioco diventato ormai parte della cultura popolare italiana. “Fantacalcio è un ecosistema basato sulla gamification: abbiamo preso un’esperienza passiva – seguire il calcio – e l’abbiamo trasformata in partecipazione attiva”.
Dalla digitalizzazione dei voti live fino alle sponsorship integrate nel gioco, ogni crescita dell’azienda è passata attraverso un concetto chiave: innovare continuamente. “Anche se l’idea è buona e parte, non sedetevi mai. Innovate e ascoltate sempre i bisogni di mercato”.
Spazio poi all’innovazione tecnologica applicata allo sport con Americo Cacciapuoti di Authentica Wovlabs, vincitore della startup competition Extra Time dello scorso anno: “Verifichiamo la veridicità di merchandising e oggetti da collezione, un problema molto grosso, soprattutto nel mondo dello sport”.
Lo fanno applicando chip NFC e creando un passaporto digitale in grado di certificare informazioni e caratteristiche del prodotto. Un progetto nato quattro anni fa e già adottato da realtà come Empoli FC e dal brand Betano per certificare l’autenticità di maglie nel primo caso e nel secondo di palloni utilizzati durante le partite, poi venduti all’asta o regalati ai tifosi attraverso dinamiche di gamification.
“Noi creiamo del prodotto fisico il gemello digitale”, ha raccontato Cacciapuoti, spiegando come il sistema permetta non solo di verificare l’autenticità degli oggetti, ma anche di creare esperienze interattive per i tifosi. “Le squadre di calcio possono attivare delle campagne per comunicare messaggi o sbloccare esperienze speciali. L’altra cosa interessante è che, in questo modo, le squadre vengono a conoscere chi sono i loro acquirenti”.
A raccontare la nascita del Social Football Summit è stata invece Margherita Romaniello di Go Project, la società ideatrice dell’evento. Nato da un’intuizione di Gian Filippo Valentini, founder di Social Media Soccer, il Summit è oggi uno dei principali punti di incontro della football industry italiana e internazionale. “Non è una semplice conferenza, ma uno spazio dove si crea una rete di connessioni e scambio di conoscenze”.
Un contesto dove tecnologia, salute, sostenibilità, media e sport si incontrano per immaginare il calcio del futuro.
Il cuore dell’incontro, però, è stata la presentazione della challenge Extra Time 2026, illustrata da Vincenzo Filetti di Theorema Srl SB. Per la prima volta, oltre alle startup, la competizione sarà aperta anche a studenti universitari, dottorandi e assegnisti di ricerca provenienti da tutta Italia. I team, composti da 2 a 6 membri, dovranno presentare un progetto innovativo legato al mondo dello sport.
Quattro gli ambiti tematici previsti: gamification applicata allo sport; tecnologie e performance; sport e futuro della società; fan della nuova era. Per candidarsi sarà necessario descrivere il progetto, il problema affrontato e le competenze del team, elemento ritenuto fondamentale dagli organizzatori. “Dev’essere un team forte in grado di realizzare il progetto ma soprattutto gestirlo”, ha sottolineato Filetti. Le candidature resteranno aperte fino al 20 ottobre.
I team selezionati parteciperanno poi a sessioni di training online dedicate alla preparazione del pitch finale, che si esporrà il 10 e 11 novembre all’Allianz Stadium di Torino davanti a professionisti ed esperti del settore.
L’Innovation Tour alla Vanvitelli ha mostrato come università e football industry possano dialogare in modo sempre più stretto. E soprattutto ha lasciato agli studenti un messaggio preciso: il futuro dello sport non si costruisce soltanto sul campo da gioco, ma anche attraverso idee, competenze e innovazione.
Angelica Cioffo
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Ateneapoli – n.9-10 – 2026 – Pagina 18








