Modifiche alla legge elettorale: il prof. Manfrellotti presidente del Comitato Scientifico di un intergruppo parlamentare

Il prof. Raffaele Manfrellotti, che insegna Diritto costituzionale e pubblico nel Dipartimento di Scienze Politiche della Federico II, è stato incaricato di formare e presiedere il Comitato scientifico di un intergruppo parlamentare per lo studio di modifiche alla legge elettorale.

Cinquanta anni, napoletano, laurea in Giurisprudenza conseguita nel 1999 in tre anni ed una sessione – “nell’occasione fui intervistato proprio da Ateneapoli come esempio di studente modello” -, Manfrellotti ha svolto già incarichi istituzionali extrauniversitari. Nel 2007, in particolare, come esperto del Governo italiano è andato in Marocco in varie missioni nell’ambito del programma comunitario MEDA, finalizzato all’adeguamento della normativa marocchina in materia ambientale ai parametri dell’Unione Europea.

“L’intergruppo – racconta – è in fase di composizione. Ne fanno parte deputati e senatori di varia estrazione, per esempio Luigi Nave e Gianmauro Dell’Olio. Il Comitato scientifico sarà composto da diversi studiosi. Sono stato contattato proprio dal senatore Nave, il quale mi ha prospettato la possibilità di impegnarmi e, poiché il tema mi interessa, ho accettato. Non credo che un giurista possa essere tale senza scendere nella concretezza dei problemi, perché il diritto serve a risolvere i problemi delle persone. Un buon sistema elettorale, a sua volta, può risolvere alcune criticità del Paese”.

Si è già tenuta una prima riunione costitutiva a Roma. Ne seguiranno altre: “Il lavoro terminerà con un documento che sottoporremo all’attenzione e alla valutazione dei parlamentari dell’intergruppo”. Manfrellotti anticipa: “Vorrei proporre di partecipare al Comitato scientifico a Lorenzo Chieffi, Alberto Lucarelli ed altri colleghi. Immaginavo anche di coinvolgere professionalità non accademiche. Ho preso qualche contatto”.

Ormai da molti anni in Italia si rafforza ad ogni elezione il partito del non voto. Nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Campania, che si sono svolte a fine novembre 2025, ha deposto la scheda elettorale nell’urna il 44% circa degli aventi diritto. Più della metà dei campani è rimasta a casa oppure ha fatto altro dal recarsi al seggio elettorale. Nelle elezioni politiche del 2022 ha votato circa il 64% degli aventi diritto, record negativo in Italia relativamente alle votazioni per il rinnovo del Parlamento. Una diversa legge elettorale potrebbe invertire la rotta? “Io credo – risponde il prof. Manfrellotti – che alla base del distacco degli elettori ci sia un problema di comunicazione politica. Dal 1993 ad oggi abbiamo assistito ad un decadimento della competizione politica.

Nonostante ci sia stata una sostanziale omologazione delle forze politiche, con programmi che per molti aspetti appaiono simili gli uni agli altri, i dibattiti e i confronti tra rappresentanti della classe politica sempre più hanno assunto le sembianze di discussioni tra tifoserie dello stadio. Manca, a mio modo di vedere, una riflessione razionale sul merito dei problemi, dalla quale l’opinione pubblica possa ricavare la consapevolezza delle visioni differenti in campo e delle soluzioni alternative proposte dall’uno o dall’altro”.

Cita un esempio molto chiaro “di questa situazione proprio in queste settimane: il dibattito relativo al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Si grida, ci si accapiglia ma poi, se entriamo nel merito della riforma e chiediamo cosa cambierebbe, pochissimi sanno rispondere. I toni sono tanto più sostenuti nei dibattiti politici ai quali assistiamo in televisione, quanto minore è la comprensione di quello che si dice”. Questo influisce sulla fuga dalle urne: “scoraggia certamente il voto dei cittadini i quali hanno l’impressione di assistere a un teatrino privo di contenuti e temo abbiano perso sempre di più la fiducia che la partecipazione politica possa essere uno strumento concreto di miglioramento delle proprie vite individuali e del Paese”.

Prosegue: “Tutto ciò è aggravato dalla circostanza che in linea di massima è da tempo venuta meno anche quella carica ideologica che portava i cittadini a votare per questo o per quel partito in nome delle grandi narrazioni politiche del Novecento”. Secondo il prof. Manfrellotti, “lo svuotamento delle urne è estremamente preoccupante e rischia di generare il collasso del sistema. La storia è un monito. Le ultime elezioni che si svolsero in Germania durante la Repubblica di Weimar ebbero un tasso di astensionismo altissimo. In quelle successive ci fu un nuovo picco di votanti, ma furono le elezioni che decretarono la vittoria del partito nazista”.

Torniamo all’incarico di presidente del Comitato scientifico dell’intergruppo parlamentare sulla riforma della legge elettorale. Il nuovo impegno non determinerà l’allontanamento dalle attività didattiche in Ateneo “perché non c’è alcuna incompatibilità.

Continuerò a svolgere lezioni e ricerca come sempre. Credo anzi che questo incarico mi sarà utile anche per arricchire di contenuti la mia attività propriamente accademica ed universitaria. In Ateneo non ne abbiamo parlato molto, ma i colleghi informati della novità mi hanno incoraggiato e sono stati contenti. Spero che anche i miei studenti possano esserne soddisfatti”.
Fabrizio Geremicca

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Ateneapoli – n.4 – 2026 – Pagina 8

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