Dalla macroeconomia alle politiche del lavoro, dalla fiscalità d’impresa alle grandi piattaforme di e-commerce: i progetti di ricerca del dott. Riccardo Silvestrini si muovono lungo direttrici centrali del dibattito economico contemporaneo, con un’attenzione particolare all’impatto delle politiche pubbliche sulle imprese e sui mercati.
“Il mio ambito di ricerca è la macroeconomia – spiega Silvestrini, al secondo anno a Napoli dopo un percorso tra Milano e Paesi Bassi – Prima lavoravo a Rotterdam, in Olanda, dove ho svolto il dottorato”. Tra i progetti attualmente in corso, uno – sviluppato insieme alla dott.ssa Chiara Lacava – analizza gli effetti delle riforme del mercato del lavoro in Italia: “L’idea è unire le nostre competenze per capire quale sia stato l’effetto di politiche come le modifiche all’articolo 18, prima con la riforma Fornero e poi il Jobs Act. Vogliamo studiare se, attraverso le imprese, queste riforme abbiano inciso sulla digitalizzazione del lavoro”.
L’obiettivo è duplice: “Capire se sia variata la richiesta di lavoratori con competenze più digitali e moderne e, se questo effetto c’è stato, quale sia stato l’impatto su investimenti e crescita delle imprese”. L’analisi si basa su un elemento chiave: “Utilizziamo dati amministrativi italiani, che permettono di valutare in modo molto preciso questi fenomeni”.
Un altro filone di ricerca, sviluppato con una studentessa di dottorato in Olanda, guarda invece alle politiche fiscali per le imprese: “Studiamo una riforma fiscale introdotta nei primi anni Duemila nei Paesi Bassi, che ha modificato il rateo della tassa sulle imprese ma anche la quota di investimenti che poteva essere messa in deduzione – spiega – L’intento era aiutare le imprese a investire attraverso uno sgravio fiscale: noi valutiamo l’efficacia di quella politica”. Particolarmente innovativo è poi il progetto che gli è valso il Premio Modigliani, promosso da UniCredit. “Ogni anno viene finanziato un progetto di ricerca sui Paesi europei in cui opera UniCredit: si presenta una proposta, si ottiene un primo finanziamento e, dopo un anno, si sottopone un report con i risultati. Se la valutazione è positiva, viene confermato il grant per un secondo anno”.
Il lavoro premiato, intitolato ‘Market Power Increase and Sectoral Heterogeneity: the Role of e-Commerce’, si concentra sulle piattaforme digitali. “Studiamo un processo particolare: le imprese che utilizzano piattaforme di e-commerce come Amazon per acquistare beni intermedi da impiegare nella produzione”. Secondo il dott. Silvestrini, queste piattaforme non si limitano a facilitare gli scambi: “Offrono anche servizi in abbonamento, simili a quelli destinati ai consumatori, che garantiscono condizioni speciali ma sono costosi e non accessibili a tutte le imprese”.
Il risultato può essere ambivalente: “Alcune imprese riescono ad acquistare beni a prezzi molto scontati e ad operare in mercati più efficienti; altre, che non hanno le stesse risorse, rischiano di restare indietro. Si può creare un’ulteriore divisione tra imprese”.
La rilevanza del tema va oltre il dibattito accademico. “Abbiamo già presentato questo progetto alla Competition and Markets Authority britannica”, sottolinea il ricercatore, evidenziando il crescente interesse delle autorità antitrust verso le grandi piattaforme come Amazon o Alibaba e i possibili effetti sulla concorrenza. “Spero che la nostra ricerca abbia un impatto non solo accademico, ma anche nel dibattito sulla regolamentazione europea e sull’antitrust”. Un percorso che unisce rigore quantitativo, attenzione ai dati e forte connessione con le politiche pubbliche, con l’obiettivo di comprendere come trasformazioni normative e digitali stiano ridefinendo struttura e dinamiche dei mercati contemporanei.
El.Me.
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Ateneapoli – n.4 – 2026 – Pagina 6-7







