“È un messaggio di accoglienza e responsabilità istituzionale. Comunica agli studenti che sono parte di una comunità attenta, organizzata e pronta ad accompagnarli nel loro percorso”. A parlare è la prof.ssa Valeria Costantino, Delegata ai Progetti Erasmus della Federico II, che, tramite le pagine di Ateneapoli, annuncia la nascita di ‘Safe Unina’, una guida – anzi, “molto di più”, aggiunge – per tutti gli stranieri che l’Ateneo accoglie – gli Erasmus sono oltre mille ogni anno, mentre gli studenti internazionali immatricolati sui 1200, senza dimenticare la schiera di visiting professor.
Il nuovo dispositivo è emerso dal lavoro della Task force di Ateneo ‘Emergency’, nata lo scorso luglio e coordinata dalla Prorettrice, prof.ssa Angela Zampella, e di cui la stessa Costantino fa parte. “Certo, parliamo di una guida informativa, un documento di facile lettura che sarà digitale e fruibile tramite un QR Code – continua quest’ultima – ma dal nostro punto di vista è un vero e proprio strumento di accompagnamento pensato per garantire la sicurezza dei nostri studenti, l’inclusione, il benessere e lo stare bene nella nostra comunità”.
È centrale la comunicazione: “invitiamo ad attivare la mail istituzionale e a fruire dell’app MyUnina, così gli studenti possono ricevere notifiche in tempo reale, un po’ come succede con l’altra app, Emergency, utile per la prevenzione sismica. Il tutto è finalizzato a consentire agli studenti internazionali a non avere momenti di difficoltà e incertezza. Vogliamo rafforzare il senso di comunità e di appartenenza per coloro che sono ospiti nel nostro Ateneo”.
Non manca lo spazio dedicato all’inclusione e al benessere psicologico, garantito da un contatto diretto con il Centro Sinapsi: “chiedere aiuto non è debolezza, ma forza. Il nostro è un centro di eccellenza che sa cogliere difficoltà e migliorare la permanenza dei nostri studenti da noi”.
Accanto a questo servizio ne va di pari passo un altro, forse meno conosciuto, contro la discriminazione, offerto dal Comitato Unico di Garanzia: “è stato attivato un po’ di tempo fa e consente di entrare subito in contatto con persone che possono essere di supporto. L’Ateneo non vuole limitarsi all’eccellenza didattica e di ricerca, ma prendersi cura della persona nel suo complesso. È per questo che Safe Unina è molto più di una guida”.
Un esempio pratico: come agire in caso di emergenza medica? “Gli studenti avranno a disposizione un punto di contatto a cui rivolgersi e un luogo dove andare (al Policlinico) con un documento che attesti la propria appartenenza alla comunità federiciana. Lì saranno accolti in base al tipo di esigenza dal medico specialistico adatto. È un punto fondamentale, perché durante un periodo di permanenza all’estero è probabile che si possa avere bisogno di una consulenza medica, che il problema sia piccolo o più grande”.
La docente riflette infine sulla bontà del progetto anche alla luce dell’esperienza personale come Delegata: “durante questi anni da delegata, così come accade anche al Sinapsi, ho ricevuto tante mail di studenti che esprimevano un bisogno: di un medico, di supporto dopo aver avuto esperienze non piacevoli in un ufficio o con un docente. Insomma, cose che capitano e che necessitano di risposte”. Il primo contatto per chiunque utilizzerà la guida sarà un professore che farà da filtro in base al tipo di richiesta: “è per dire che noi siamo qui e che c’è un canale diretto di comunicazione”.
Claudio Tranchino
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Ateneapoli – n.4 – 2026 – Pagina 9







