A Sociologia tante matricole, poche aule

In coda per assicurarsi i posti in aula, o di corsa da un palazzo a un altro, per non arrivare tardi alle lezioni che si svolgono in sedi diverse. Gli studenti iscritti al primo anno di Sociologia della Federico II seguono i corsi tra l’aula T 1, l’aula M 3 di via Mezzocannone 8 e il Cinema Astra. Il gran numero di iscritti, quest’anno in ulteriore aumento rispetto a quelli precedenti, non consente di tenere tutte le lezioni nella sede propria della Facoltà, in via Monte di Pietà. La stessa aula M 3 risulta insufficiente ad accogliere tutti coloro che seguono alcuni dei corsi più importanti. Un caso di particolare sovraffollamento riguarda il corso di Etica e Bioetica, tenuto dalla prof.ssa Emilia D’Antuono. In tutto circa duecento allievi, molti dei quali fino alla settimana scorsa sono stati costretti a seguire le lezioni in piedi o seduti per terra nell’aula M 3. Qui i posti a sedere sono al massimo centocinquanta. Di conseguenza, durante le prime settimane, alcuni sono rimasti addirittura fuori dall’aula, chiedendosi se fosse meglio rimanere o meno: “L’unico motivo per cui non sono mai andato via, fermandomi per due ore fuori dall’aula, è perché a fine lezione prendono le presenze – ha detto Massimo, studente al primo anno di Sociologia – Se non fosse stato così, me ne sarei rimasto a casa. Stare fuori durante una lezione non ha senso, perché c’è solo chiasso e non si capisce nulla. Per di più, le condizioni della struttura di Mezzocannone 8 non sono delle migliori: con tutta la gente accalcata e senza un’uscita di sicurezza decente”. Si è dovuto così cambiare sede; le lezioni ora si svolgono all’Astra. Soddisfatta del cambiamento la prof.ssa D’Antuono, che più volte aveva fatto presente il disagio nel tenere lezione in un’aula tanto angusta. “Gli studenti sono sempre di più e, nei limiti del possibile, dobbiamo assicurare loro di essere seguiti bene, andando incontro alle esigenze di ognuno – dichiara – Abbiamo chiesto e ottenuto dal Preside Gianfranco Pecchinenda di spostare il corso al cinema Astra. Sicuramente, almeno per quanto riguarda gli spazi, è una sede molto più adeguata. Per questo, bisognerebbe averne maggiore rispetto”. La professoressa si è detta molto preoccupata rispetto agli atteggiamenti incivili di alcuni studenti: “Mi è dispiaciuto dover constatare che alcune poltroncine del cinema sono state rovinate con delle scritte”. Purtroppo, in una situazione del genere non è facile mantenere sempre l’ordine e soprattutto la concentrazione. Durante le lezioni, c’è un viavai di persone che escono ed entrano dall’aula di Mezzocannone: si esce a prendere un caffè o a fumare una sigaretta sull’uscio, e nel frattempo ci si scambia consigli su come risparmiare sui libri e sulle fotocopie; due ragazzi distribuiscono indisturbati volantini per una festa di halloween ai loro colleghi, che tentano di concentrarsi sulla spiegazione del docente. Alla fine della prima lezione della giornata, l’aria è già irrespirabile: in aula ci sono due finestre sempre aperte, ma sono troppo piccole perché ci possa essere un buon ricambio di ossigeno. 
“Al cinema Astra almeno riusciamo a sederci quasi sempre – commenta Dafne, studentessa al secondo anno di Sociologia – Per seguire i corsi a Mezzocannone 8, se vogliamo sederci dobbiamo arrivare molto prima che inizi la lezione. Le prime file sono sempre occupate e se si va in fondo all’aula diventa più difficoltoso seguire. Qui al cinema, quando i microfoni funzionano, si segue molto meglio; è un po’ più complicato quando si proiettano le diapositive, ma siamo tanti e non credo si possa fare diversamente. Purtroppo, c’è da dire anche che i docenti a volte arrivano in ritardo e questo non è giusto nei confronti di chi, come me, fa i salti mortali per spostarsi da un palazzo all’altro”. Lamentele anche da uno studente trasferitosi dall’Università di Salerno per iscriversi alla triennale in Culture Digitali e della Comunicazione. Domenico, nonostante una scelta ponderata, rimpiange il campus di Fisciano: “Sono venuto a Napoli per seguire un corso di studi che mi interessa enormemente, ma mi trovo di fronte a un caos al quale non ero abituato. Non è possibile aspettare un professore che alla fine non arriva, perdendo ore preziose per lo studio. Questa città offre sicuramente molte possibilità in più rispetto a una realtà più piccola, ma è necessario che si   migliori la qualità dei servizi offerti a noi studenti”.
Anna Maria Possidente
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