A Beni Culturali docenti sovraccarichi, problemi per i tesisti

Da qualche anno, presso il Corso di Laurea in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali, la scelta del tutor per la tesi (anche se in realtà si tratta di un elaborato finale) è diventata una questione spinosa. Snervante. Il problema è rappresentato dai reiterati “no”, in certi casi divenuti quasi storici, da parte di alcuni professori del Corso di Laurea. Alla base di questo problema c’è soprattutto la palese preferenza da parte degli studenti, per alcuni professori (e/o relativi insegnamenti) i quali, di conseguenza, finiscono per avere un numero troppo alto di tesisti e sono costretti a negare l’assegnazione dei lavori.
Tra i professori più gettonati Paola D’Alconzo (Museologia e Critica artistica, Restauro), Stefano Consiglio (Organizzazione aziendale), Vinni Lucherini (Storia dell’Arte medievale), Mariantonietta Picone (Storia dell’Arte contemporanea). Ma perché nonostante i numerosi insegnamenti, sia del nuovo sia del nuovissimo ordinamento, gli studenti finiscono per operare sempre le stesse scelte? Susi, fuoricorso e ancora con un punto interrogativo a proposito della scelta del tutor per la tesi, spiega che difficilmente uno studente di Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali sceglierà spontaneamente di redigere una tesi in Letteratura o in discipline scientifiche come Scienze e Tecnologie dei materiali polimerici oppure Antropologia (a Beni Culturali si studia quella evoluzionistica, non culturale). “Questo Corso di Laurea ha un’impostazione generalista – precisa ancora Susi – Chi si iscrive a Beni Culturali ha prevalentemente una passione per l’arte e la sua valorizzazione e quindi tende a scegliere insegnamenti affini”. Il Dipartimento con la più alta concentrazione di studi di professori afferenti al Corso in Beni Culturali è quello di Discipline storiche (via Marina 33, ottavo piano). C’è, quindi, sempre qualche tesista in attesa di parlare con il proprio tutor. Monica Di Gangi, 22 anni, iscritta al primo anno fuoricorso e a pochissimi esami dalla laurea, è lì per prenotare un esame. Ci racconta la sua odissea per trovare un tutor. Ha cominciato la sua ricerca due anni fa: il primo rifiuto arriva dalla prof.ssa Paola D’Alconzo, lo stesso accade con il prof. Mauro De Nardis (Storia romana) che, a malincuore, le dice che potrebbe seguirla solo facendole ritardare la laurea di un anno. La prof.ssa Elena Scuotto (Letteratura latina) più che un rifiuto netto le dà un consiglio, sa di avere già troppi tesisti e di non poterli seguire adeguatamente tutti. Monica allora prova anche con la prof.ssa Mariantonietta Picone ma riceve un altro rifiuto. La vicenda si è chiusa solo qualche mese fa, quando Monica chiede la tesi alla prof.ssa Antonietta Iacono (Letteratura latina medievale e umanistica), che non solo accetta la sua richiesta ma la segue attentamente. La storia di Monica purtroppo non è un caso isolato. Anche C., dopo vari rifiuti (ancora Paola D’Alconzo, Mariantonietta Picone, Annamaria Negrospina, docente di Storia dell’Arte moderna, attualmente in pensione), ha deciso di preparare la tesi in un insegnamento che non le interessa. 
Oltre al disinteresse per alcuni insegnamenti emerge anche un ostacolo oggettivo: la competenza nel trattare determinati argomenti. Anche qui è interessante la testimonianza di Susi che non ha potuto lavorare ad una tesi in Papirologia poiché il prof. Giovanni Indelli, al fine di evitare perdite di tempo o comunque la realizzazione di lavori piuttosto scadenti, sconsiglia vivamente di avvicinarsi ad argomenti più specifici della Papirologia agli studenti privi di una buona preparazione nel campo del Greco antico.
Stefano Fusco, iscritto al primo anno fuoricorso e tutor non ufficiale del Corso di Laurea, spiega che il problema del sovraccarico per l’assegnazione delle tesi è stato segnalato più volte alla prof.ssa Mariantonietta Picone, Presidente del Corso di Laurea, la quale ha cercato di risolverlo provando a monitorare l’effettivo carico di tesi per ogni professore. Il tentativo della prof.ssa Picone si è concretizzato nell’aver reso obbligatorio per i laureandi un nuovo step burocratico, la ‘domanda richiesta tesi’, ovvero un modulo (scaricabile dal sito www.archeo.unina.it) che lo studente deve far firmare al tutor prescelto e consegnare poi alla prof.ssa Picone. Una volta accertato l’effettivo impedimento di certi professori, però, la situazione resta comunque bloccata. Simona, terzo anno e ancora alla ricerca del tutor per la tesi, riflette: “A Giurisprudenza ci sono molti più iscritti ma questo problema non c’è, o comunque non è così evidente”. Forse servirebbe l’aiuto di dottorandi, cultori della materia. Insomma, risorse umane. 
Nadia de Lutio
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