A Storia del diritto romano tre nuove docenti

Storia del diritto romano si tinge di rosa. In cattedra, da questo semestre, tre nuove docenti. “Sono stata chiamata a sostituire la prof.ssa Carla Masi Doria per tutto l’anno accademico – spiega la prof.ssa Giovanna Daniela Merola, II cattedra (B-C) – Terrò le lezioni e svolgerò gli esami anche per gli anni successivi al primo. Per ora le mie energie sono profuse nel corso frequentato da tanti studenti partecipi ed interessati ai quali cerco di trasmettere il valore della scienza giuridica del diritto romano. Spesso questi studi sono bistrattati, invece il loro significato va giudicato a lungo termine. La prospettiva storica fornisce anche una metodologia di studio”. Non bisogna “farsi spaventare dalle date o dalle parole in latino. All’esame è importante saper dimostrare di avere una coscienza del succedersi degli eventi”. Consiglio utile: “Studiare tutte e tre gli esami del primo semestre contemporaneamente. All’inizio non si ha ancora coscienza degli studi giuridici, meglio affrontare le discipline insieme e dare Istituzioni e Storia in un lasso di tempo breve”. Gli studenti “sono spaventati, pongono domande molto ingenue, spesso sul programma di studio. Le incertezze iniziali sono normali, ma bisogna imparare a chiedere aiuto senza affidarsi alle voci di corridoio. I dubbi si superano insieme ai vostri maestri”. Disponibile e aperta al dialogo, la prof.ssa Merola invita gli studenti “a ricevimento” ed a “sfruttare tutte le possibilità che offre l’Ateneo”. Conclude: “credo di essere una persona che ha rispetto dei ragazzi e delle loro difficoltà, però pretendo lo stesso tipo di rispetto per la materia. In sede di valutazione terrò conto anche di questo aspetto”.
Una lectio magistralis ha dato inizio al corso della IV cattedra (G-M) della prof.ssa Francesca Galgano. L’ha tenuta il prof. Francesco Paolo Casavola il quale, “in un affresco perfetto, è partito dal diritto romano, passando per il ’68, per finire ai giorni nostri. Ci siamo soffermati sulla storiografia, il diritto va calato nel suo tempo e nella cultura che l’ha prodotto, per questo le discipline storiche vanno rilanciate. Aiutano a capire l’evolversi della nostra storia”. In supplenza annuale – “ma sono in attesa di essere chiamata, in quanto abilitata e vincitrice di concorso, come professore associato del Dipartimento” – la prof.ssa Galgano ha già iniziato a coinvolgere attivamente le matricole. “Lavoro molto in aula con i ragazzi. In primis, cerco di far utilizzare internet non solo per divertimento. Sul mio profilo docenti-unina ci sono strumenti da sfruttare, informazioni utili, fonti del diritto e lezioni registrate. Tengo molto a questo tipo di contatto, il sito deve essere un’ulteriore opportunità di scambio”. Gli studenti hanno adottato con successo il progetto ‘Liberi Libri’ che sta molto a cuore alla docente: “Insieme raccogliamo testi giuridici e film da donare alla biblioteca del carcere di Secondigliano, un modo utile per sensibilizzare non solo i ragazzi, ma anche le persone in carcere, alla legalità”. Rendendo partecipi gli studenti, l’inizio è meno traumatico. “Lo studio si fa ‘tosto’ fin dai primi momenti, per questo non si può perdere tempo. Appena finisce il corso, bisogna dare l’esame. Ci vuole molta concentrazione, buona volontà e frequenza, per acquisire le competenze richieste”. La professoressa consiglia di iniziare dall’esame di Istituzioni. “Comincerei dal più difficile dei due storici. Istituzioni, studiato con Storia, arricchisce e completa lo studio”. A proposito della prova d’esame: “Occorre saper dimostrare la capacità critica e di aver svolto uno studio ragionato sul senso della storia. Imparare a memoria non serve, per riuscire bene bisogna presentare il giurista nell’epoca storica, inquadrarlo ed esporre le sue opere in italiano. Citarne la fonte in latino è necessario, ma capisco che ci sono studenti che non hanno mai studiato questa lingua e non possono essere penalizzati”. Nel breve futuro: “Mi piacerebbe riproporre una tradizione del prof. Giuseppe Amarilli – ex titolare di cattedra – di fare lezione fuori l’aula, portando i ragazzi a Baia, Pompei, Ercolano, per mostrare loro le pietre che ci raccontano la storia romana. Spero che gli intoppi burocratici e i tempi ristretti non fermino l’iniziativa”.
In supplenza annuale – nell’attesa di essere chiamata quale vincitrice di concorso, come professore associato – anche la prof.ssa Chiara Corbo V cattedra (N/R). Oggetto dell’esame: “la ricostruzione della storia dell’esperienza giuridica romana dalle origini all’età di Giustiniano, ponendo particolare attenzione alle fonti del diritto, allo svolgimento istituzionale e all’evoluzione del pensiero giuridico. Questi tre parametri dovranno essere chiari a tutte le matricole. Svolgo il corso in quest’ottica, i ragazzi devono essere consapevoli di ciò che studiano e in che modo esporlo”. Per questo, ai fini della prova, è importante: “Contestualizzare storicamente: l’ordine cronologico degli avvenimenti è fondamentale. Poi occorre approfondire la giurisdizione romana e le sue fonti. In via generale, tutto ciò lo si impara a lezione. Acquisire il metodo durante il corso e sfruttarlo poi a casa è la prima cosa utile”. Perché dalla sua esperienza pregressa, quando la prof.ssa Galgano teneva lezione su singoli moduli curriculari di Storia, si intuisce che “le difficoltà maggiori non sono dettate dagli argomenti ma dall’acquisizione del metodo di studio e dalla rielaborazione critica di quello che si è appreso. L’esame non si esaurisce in una singola data da ricordare ma rappresenta una questione complessa di avvenimenti, che deve essere riferita con una chiara esposizione. So che il primo impatto è duro, ma insisto molto sulla frequenza perché è in quella sede che si chiarisce perfettamente il rapporto che c’è fra diritto e storia”. Il diritto è una realtà che si incarna nella storia e un buon giurista, sottolinea la docente, deve saperlo. “Per questo cerco di trasmettere la passione per la disciplina. Approfondendo l’aspetto giuridico calato nella realtà sociale del momento che studiamo, vorrei suscitare l’interesse delle matricole, un po’ come si fa con il diritto vigente. All’esame, infatti, mi piacerebbe vedere ragazzi motivati e che abbiano acquisito una preparazione non sterile, resa interessante dallo studio stesso. Ma per questo occorrono serietà, amore e passione”. 
Su.Lu.
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