Design per l’innovazione forma talenti ma rischia di scomparire

Funziona, garantisce importanti opportunità di lavoro, ma rischia di scomparire per mancanza di studenti. È il paradosso della Laurea Magistrale in Design per l’Innovazione della Seconda Università. “Fino a questo momento – dice infatti la professoressa Maria Antonietta Sbordone il 9 settembre – non abbiamo iscritti al primo anno per il curriculum Fashion Ecodesign. Abbiamo avuto solo qualche contatto di potenziali studenti per il curriculum Product Ecodesign”. Epilogo malinconico, ad oggi, di una storia iniziata sotto tutti altri auspici. Racconta Sbordone, che insegna Design per la moda: “L’attivazione della Laurea Triennale in Design alla Seconda Università risale al 2000. Nel 2003 arrivò anche la Magistrale in Design. Nel 2004 fu varata la Laurea Triennale in Design per la moda. Poco dopo fu varata la Specialistica, che era il naturale prosieguo della laurea di primo livello”. Una scelta indovinata, secondo il resoconto della docente: “Complessivamente oltre mille studenti hanno conseguito il titolo di primo livello e tutti hanno avuto buone opportunità di lavoro. I migliori sono andati in realtà di eccellenza lontano da Napoli o dall’Italia. Gli altri hanno comunque trovato una propria strada coerente con il percorso formativo che avevano scelto”. 
Tra gli “emigranti” c’è Gennaro Velotti, 23 anni, di Ottaviano. “Sono in partenza per Anversa – racconta – perché ho superato il test di ammissione alla Royal Academy of Fine Arts”, l’università che ha più di 350 anni e presso la quale c’è un prestigiosissimo dipartimento di moda. “Da cinquant’anni – scriveva tempo fa la rivista Vanity Fair in un servizio dedicato appunto all’Academy – sforna, ininterrottamente, talenti su talenti”. Alessandra Maglioli, 22 anni, sta per proseguire la sua formazione all’Istituto Marangoni di Milano, che è una scuola postgraduate ed è tra le più importanti istituzioni internazionali del settore. “Ho vinto una borsa di studio – dice – e mi appresto a questa nuova esperienza con ansia e speranza”. Alessandra quest’anno è stata, tra l’altro, una delle selezionate da Vogue, che dedica uno spazio alla valorizzazione dei lavori dei giovani talenti in circolazione. Insieme a lei, premiato anche un altro studente del Corso di Laurea in Moda della Sun: Davide Salvati, 23 anni, di Ottaviano. “Un traguardo importante – racconta – che spero possa aiutarmi a fare strada in questo settore. L’ho scelto per passione ed ho ricevuto una formazione di ottimo livello, durante il Corso di Laurea”. 
Cosa sta accadendo, dunque, e per quale motivo c’è il rischio che la Laurea Magistrale in Design per l’Innovazione si ritrovi senza studenti?
“Bisogna fare un passo indietro – dice la prof.ssa Sbordone – e risalire ad un paio di anni fa. All’epoca, come noto, furono soppresse le Facoltà e furono istituiti i Dipartimenti. È accaduto che noi docenti del gruppo disciplinare Icar 13 (Disegno Industriale) siamo confluiti tutti nel Dipartimento di Ingegneria Civile/Design/Edilizia/Ambiente. Le due Triennali in Design per l’Architettura e Design per la Moda afferiscono, invece, al Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale. Tutto ciò ha determinato una interruzione di continuità di un percorso formativo che aveva dato fino ad oggi ottimi risultati e problemi di comunicazione verso l’esterno. Accade, dunque, che i laureati della Triennale, i quali potrebbero proseguire con la Specialistica presso di noi, perché offriamo una formazione di alto profilo, neppure siano a conoscenza di questa possibilità”. Sottolinea: “Corriamo il rischio di perdere una specificità che arricchisce non solo la Sun, ma la Campania tutta”. Cita un esempio a sostegno: “Presso il Dipartimento abbiamo il laboratorio FA.RE., che si occupa appunto di ricerca sulla moda. Ebbene, proprio il laboratorio ha creato una Capsule Collection (collezione in edizione limitata e con un tema dominante, n.d.r.) che è stata presentata nello showroom di Mario Valentino durante la Vogue Fashion Night Out lo scorso 16 settembre. I protagonisti del progetto sono stati gli studenti del I anno del Corso di Laurea Magistrale in Design per l’Innovazione, che sono stati seguiti dai professori Patrizia Ranzo, Ornella Cirillo, Roberto Liberti e da me, con l’ausilio dei dottori di ricerca Giulia Scalera e Mara Rossi e dell’esperto di modellazione Luigi La Rocca”. 
Fabrizio Geremicca
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