Bocciati con 30!

“Ho perso un 29 e un 30 solo perché non sono riuscito a passare il modulo di Statistica Medica. Adesso mi toccherà ripetere tutto a giugno”. Da un’aula dell’ultimo piano dell’edificio di Biotecnologie per la salute esce sconsolato un giovane studente, aspirante fisioterapista. È appena caduto sotto la dura legge dell’esame finale del Corso Integrato di Scienze Propedeutiche Fisiche e Statistiche, previsto ai Corsi di Fisioterapia, Logopedia e Ortottica. In sostanza, o si supera tutto o niente. Al Corso di Ortottica, i moduli da affrontare sono tre: Fisica Applicata, il cui insegnamento è tenuto dalla prof.ssa Adele Lauria, Statistica Medica, con corso affidato ai professori Umberto Giani e Dario Bruzzese, e Informatica, che porta la firma della prof.ssa Antonella Serra. Per Fisioterapia e Logopedia, invece, le sezioni salgono a quattro con l’aggiunta di Statistica per la ricerca sperimentale, corso della prof.ssa Carmela Rosa Borino. Il problema, sottolineato da un gruppetto di ragazzi, è che basta che solo uno di questi moduli non venga superato per compromettere l’esito dell’intera prova. Non pochi, quindi, gli esaminati arresisi principalmente a Statistica medica e a Fisica. Naturalmente non sono mancati i sorrisi. Ne è un esempio quello di Claudia, fisioterapista iscritta al secondo anno, che, dopo un primo tentativo fallito, è riuscita, durante l’appello del primo marzo, a tornare a casa con 27: “l’esame è andato bene. Gli esercizi erano fattibili. I professori ti mettono in condizione di avere buoni risultati perché con le domande del test abbracciano tanti argomenti differenti, così da toccare tutti i punti del programma”. In merito ai due moduli ritenuti più ostici dai suoi colleghi, dice la sua: “non sono d’accordo su Fisica, perché non l’ho trovata particolarmente complessa. Discorso diverso per Statistica Medica che è un po’ più ragionata, quindi è meno immediata rispetto ad altre materie dove ti basta applicare le formule giuste. Questo modulo ha bloccato anche me l’anno scorso”. Si sofferma sulle modalità d’esame Giusy, al secondo anno di Ortottica e Assistenza Oftalmologica: “bisogna raggiungere la sufficienza in tutte le materie per poter superare l’esame. Si hanno a disposizione tre ore. Per ognuna viene trattata una materia. Io ho sostenuto separatamente i vari moduli. A febbraio ho affrontato Statistica e Informatica e adesso Fisica”. Soddisfatta per il risultato: “l’anno scorso sono stata fermata da Fisica. Per fortuna adesso è andata bene. Ho avuto 24. Hanno un po’ abbassato i voti, perfino di due punti. Qualcuno si è lamentato, ma i professori ci hanno comunque dato la possibilità di sostenere un piccolo orale per rimediare”. In aula con lei c’era una sua collega, Paola, che sul carico di studi aggiunge: “la preparazione è dura. Per l’esame, poi, la suddivisione in più moduli complica la situazione”. A suo avviso, a creare un po’ di confusione è pure una tipologia di esame che varia in base alle circostanze: “dipende dal numero degli iscritti alla prova. A febbraio, ad esempio, Fisica è stata a risposta multipla. A marzo, poiché ne eravamo solo in venti, il test era composto di domande a risposta aperta. In definitiva, conosciamo la modalità d’esame solo in aula”. È andata bene al primo colpo a Serena, matricola di Fisioterapia: “dalla media dei moduli è uscito un bel 24”. Tallone d’Achille: “il 18 in Fisica a cui si sono sommati 29 di Fisica e 28 e 27 delle due parti di Statistica. La prova era fattibile. Ho studiato tutto in un paio di settimane”. Tra chi è riuscito a mettersi l’esame alle spalle figura pure Federica Noviello, matricola di Ortottica e Assistenza Oftalmologica: “ho sostenuto con la prof.ssa Lauria il modulo di Fisica che mi mancava. Il compito prevedeva otto domande a risposta aperta. Era abbastanza difficile, ma alla fine ce l’ho fatta, anche se con 18. Sommando gli altri moduli ho passato l’esame con 20. Non credo siano materie che mi torneranno utili per la professione, ma va bene così”.
Ciro Baldini
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