“Sono convinta che ognuno di noi, a turno, dovrebbe assumersi questa responsabilità”: per la prof.ssa Giuseppina Castronuovo è un onore ed anche un gesto d’impegno istituzionale il ricoprire la carica di Presidente di Corso di Laurea. Da fine aprile è alla guida del Corso di Laurea in Chimica. Eletta con 42 voti su 57, la docente traghetterà il Corso verso la riforma del 270. Afferma che si muoverà in continuità con il suo predecessore, il prof. Marco D’Ischia, “anche perché in questi anni ho sempre collaborato con lui, anche come membro della Commissione che si è occupata della riforma del D.M.270”.
Laureata in Chimica Industriale negli anni Settanta, Castronuovo ha trascorso due anni negli Stati Uniti, tra New York e la California, come ricercatrice, per poi tornare in Italia ed iniziare la sua carriera accademica a Napoli. Dal 2004 è ordinario di Chimica Fisica Biologica, con il primato di essere l’unico professore ordinario donna del Dipartimento di Chimica. Numerosi gli impegni istituzionali durante la sua carriera: componente della Commissione Didattica del Polo delle Scienze e Tecnologie, della Giunta di Facoltà di Scienze e del Dipartimento di Chimica. Attiva anche nel coordinamento di Donne nella Scienza, l’associazione di donne scienziate nata da un’assemblea del 2006 a Monte Sant’Angelo e che porta avanti diverse iniziative per dare maggiore visibilità al ruolo delle donne all’interno della comunità scientifica.
Grazie alla sua esperienza, la prof.ssa Castronuovo si troverà, dunque, a guidare il Corso di Laurea in Chimica proprio durante il periodo di attuazione della 270, che dall’anno accademico 2008/09 vedrà coinvolto il primo anno del Corso di Laurea triennale, oltre al primo della Specialistica. “Io credo molto in questa riforma – aggiunge – Con la riduzione del numero di esami ad un massimo di 20, gli studenti avranno più tempo per assimilare i concetti, invece di essere infarciti come oche. Nella prima applicazione della riforma 509, infatti, non erano stati posti paletti e questo ha portato ad un proliferare di esami ed esamini che hanno sovraccaricato i ragazzi, anche se da noi si è sempre stati molto attenti a non inserire esami con meno di 4 crediti. In ogni caso, con questa nuova modifica si pongono i giusti limiti per far funzionare meglio tutta l’organizzazione didattica”.
Il Corso di Laurea triennale in Chimica avrà 19 esami, mentre verrà dato più spazio al lavoro di tesi -da 9 a 15 crediti tra le attività relative alla prova finale e le abilità informatiche e telematiche, con altri 5 crediti che lo studente può impegnare in attività di tirocinio volte alla compilazione della tesi. Una scelta che segue i rilievi “della Commissione europea venuta due anni fa ad esaminare il nostro Corso. La Commissione ci assegnò un riconoscimento per la qualità della nostra didattica, ma ci suggerì anche di aumentare i crediti assegnati alla prova finale. Inoltre, per noi Chimici il lavoro di tesi è molto importante perché rappresenta un momento di completamento ed unificazione di tutto il lavoro svolto nei singoli esami e si mettono in pratica le conoscenze acquisite. La tesi, soprattutto per gli studenti della Specialistica, rappresenta un momento fondamentale del percorso didattico, al quale si dedica quasi tutto il secondo anno”.
Inizia a farsi sentire l’esigenza di nuovi laboratori: “siamo abituati a svolgere attività di studio e di tirocinio sempre nei laboratori, che finora hanno funzionato benissimo. Negli ultimi anni, con l’aumento del numero di iscritti -quest’anno circa 120 studenti-, i laboratori iniziano ad essere insufficienti per le nostre necessità”. Ma questo sembra essere un problema ancora lontano dal diventare emergenza.
Valentina Orellana
Laureata in Chimica Industriale negli anni Settanta, Castronuovo ha trascorso due anni negli Stati Uniti, tra New York e la California, come ricercatrice, per poi tornare in Italia ed iniziare la sua carriera accademica a Napoli. Dal 2004 è ordinario di Chimica Fisica Biologica, con il primato di essere l’unico professore ordinario donna del Dipartimento di Chimica. Numerosi gli impegni istituzionali durante la sua carriera: componente della Commissione Didattica del Polo delle Scienze e Tecnologie, della Giunta di Facoltà di Scienze e del Dipartimento di Chimica. Attiva anche nel coordinamento di Donne nella Scienza, l’associazione di donne scienziate nata da un’assemblea del 2006 a Monte Sant’Angelo e che porta avanti diverse iniziative per dare maggiore visibilità al ruolo delle donne all’interno della comunità scientifica.
Grazie alla sua esperienza, la prof.ssa Castronuovo si troverà, dunque, a guidare il Corso di Laurea in Chimica proprio durante il periodo di attuazione della 270, che dall’anno accademico 2008/09 vedrà coinvolto il primo anno del Corso di Laurea triennale, oltre al primo della Specialistica. “Io credo molto in questa riforma – aggiunge – Con la riduzione del numero di esami ad un massimo di 20, gli studenti avranno più tempo per assimilare i concetti, invece di essere infarciti come oche. Nella prima applicazione della riforma 509, infatti, non erano stati posti paletti e questo ha portato ad un proliferare di esami ed esamini che hanno sovraccaricato i ragazzi, anche se da noi si è sempre stati molto attenti a non inserire esami con meno di 4 crediti. In ogni caso, con questa nuova modifica si pongono i giusti limiti per far funzionare meglio tutta l’organizzazione didattica”.
Il Corso di Laurea triennale in Chimica avrà 19 esami, mentre verrà dato più spazio al lavoro di tesi -da 9 a 15 crediti tra le attività relative alla prova finale e le abilità informatiche e telematiche, con altri 5 crediti che lo studente può impegnare in attività di tirocinio volte alla compilazione della tesi. Una scelta che segue i rilievi “della Commissione europea venuta due anni fa ad esaminare il nostro Corso. La Commissione ci assegnò un riconoscimento per la qualità della nostra didattica, ma ci suggerì anche di aumentare i crediti assegnati alla prova finale. Inoltre, per noi Chimici il lavoro di tesi è molto importante perché rappresenta un momento di completamento ed unificazione di tutto il lavoro svolto nei singoli esami e si mettono in pratica le conoscenze acquisite. La tesi, soprattutto per gli studenti della Specialistica, rappresenta un momento fondamentale del percorso didattico, al quale si dedica quasi tutto il secondo anno”.
Inizia a farsi sentire l’esigenza di nuovi laboratori: “siamo abituati a svolgere attività di studio e di tirocinio sempre nei laboratori, che finora hanno funzionato benissimo. Negli ultimi anni, con l’aumento del numero di iscritti -quest’anno circa 120 studenti-, i laboratori iniziano ad essere insufficienti per le nostre necessità”. Ma questo sembra essere un problema ancora lontano dal diventare emergenza.
Valentina Orellana







