Un modo di fare didattica alternativo, di forte impatto e con spunti di riflessione immediati. Il cineforum di Diritto Penale, organizzato dalla I, III e V cattedra, piace agli studenti che vi partecipano. Martedì 11 novembre, nell’aula 28 di Porta di Massa, un centinaio di ragazzi hanno assistito alla proiezione del film ‘L’era legale’ del regista Enrico Caria. Si parla della città di Napoli e delle sue mille contraddizioni. Con fare ironico, a tratti pungente ed amaro, il film racconta l’ascesa del personaggio di Nicola Amore, uomo del popolo che diventa sindaco di Napoli e che si ritrova a fare i conti con i problemi della città. Con i suoi modi grotteschi, con la sola forza di volontà e con l’amore per la sua terra, il protagonista riesce a debellare il territorio dai suoi mali più profondi: la malavita, la tossicodipendenza, il problema della spazzatura ‘educando’ le Istituzioni ed i cittadini alla legalità e al rispetto per il prossimo. In chiave futuristica, il film si conclude nel 2020, lasciando sullo sfondo una città nuova, piena di vita, di cose belle da mostrare e da far valere. “Un film serissimo, dai contenuti importanti, presentato in maniera semplice ma rispondente ad una logica disincantata”, ha detto il prof. Sergio Moccia dando vita ad una animata discussione post film. Poi continua: “Questa è un’occasione per ragionare, toccando argomenti come la salute, la legalità ed il proibizionismo. Il sindaco Amore nel film legalizza l’uso delle droghe e da così un forte contraccolpo alla criminalità organizzata e ai suoi affari. La barriera del diritto penale dove si colloca su questo tema?”. Anche per il prof. Antonio Cavaliere è importante soprattutto farsi un’opinione dal punto di vista penale: “L’obiettivo di mostrare il film non è quello di indicare come rapportarsi agli stupefacenti e ai traffici della criminalità organizzata. Il diritto penale non deve essere confuso con la morale, non deve insegnare come si fa ad essere buoni. Con la riflessione sul tema trattato dobbiamo capire come la disciplina debba intervenire in materia qualora ci fossero condotte offensive verso gli altri”. Perché ciò che occorre constatare è: “L’effettività, l’adeguatezza e lo scopo da perseguire in dottrina. Il discorso sul mercato illegale della droga deve trovare informazione e sostegno per tutelare la vita. Dal punto di vista penale, occorre infatti chiedersi a cosa porta, ad esempio, una politica proibizionista”. In quest’ottica s’inserisce la prospettiva del dott. Francesco Purificato, ricercatore di Economia Politica, il quale fornisce dati sul mercato della droga. “La criminalità organizzata ha un forte impatto sulla politica economica del Paese – commenta il dott. Purificato – La creazione di un mercato nero, dettato da scelte economiche dello Stato, non fa che amplificare soluzioni sbagliate. Ogni anno l’illegalità mangia il Pil del Paese favorendo la crisi economica dei nostri tempi”. Argomenti questi che scuotono la coscienza dei presenti. “Ci troviamo di fronte ad un’allegoria forte e ad un uso estremo del diritto penale che ci deve far riflettere – commenta il prof. Carlo Longobardo – Dovremmo muoverci seriamente in più direzioni, auspicando un avanzamento delle riforme nel settore, qualcosa che, oltre a smuovere gli animi, stravolga la realtà”.
Grande la partecipazione emotiva degli studenti presenti. “Mi chiedo come mai, in Italia, si aspetti ancora il salvatore della patria come la figura del sindaco Amore – dice Giuseppe, studente al III anno – Gli italiani amano ‘aggrapparsi’ a qualcuno che risolva i problemi al posto loro. Non sarebbe più semplice rimboccarsi le maniche prendendo coscienza della propria responsabilità civile?”. “Mi è piaciuto vedere la validità dell’intervento della legge penale – afferma Martina – Peccato che non esistano ancora riforme così forti e radicali. La politica della ‘proibizione’ dovrebbe lasciare il passo a quella dell’ascolto”. “Come può l’operato dei giudici attenersi alle sole norme senza coinvolgere la propria morale? – chiede Antonio, studente al IV anno – So che la legge mette davanti a tutto la presunzione d’innocenza, ma quando ci sono delle colpe gravi e palesi, quando i nostri politici sbagliano, come si può giudicare senza chiamare all’opera la propria coscienza?”.
Il prossimo appuntamento con il cineforum è previsto a dicembre. Presumibilmente il 16, sempre alle ore 15.00. Non è stato ancora scelto il film. “Scegliamo gli argomenti in divenire, valutando anche gli stimoli provenienti a lezione – informa il prof. Cavaliere – Questa è una didattica alternativa, che non sostituisce quella dei corsi, ma di sicuro integra aspetti importanti”. Il cineforum proseguirà anche nel II semestre: “da marzo ci occuperemo di Procedura Penale, proiettando film e documentari attinenti alla disciplina processuale”.
Susy Lubrano
Grande la partecipazione emotiva degli studenti presenti. “Mi chiedo come mai, in Italia, si aspetti ancora il salvatore della patria come la figura del sindaco Amore – dice Giuseppe, studente al III anno – Gli italiani amano ‘aggrapparsi’ a qualcuno che risolva i problemi al posto loro. Non sarebbe più semplice rimboccarsi le maniche prendendo coscienza della propria responsabilità civile?”. “Mi è piaciuto vedere la validità dell’intervento della legge penale – afferma Martina – Peccato che non esistano ancora riforme così forti e radicali. La politica della ‘proibizione’ dovrebbe lasciare il passo a quella dell’ascolto”. “Come può l’operato dei giudici attenersi alle sole norme senza coinvolgere la propria morale? – chiede Antonio, studente al IV anno – So che la legge mette davanti a tutto la presunzione d’innocenza, ma quando ci sono delle colpe gravi e palesi, quando i nostri politici sbagliano, come si può giudicare senza chiamare all’opera la propria coscienza?”.
Il prossimo appuntamento con il cineforum è previsto a dicembre. Presumibilmente il 16, sempre alle ore 15.00. Non è stato ancora scelto il film. “Scegliamo gli argomenti in divenire, valutando anche gli stimoli provenienti a lezione – informa il prof. Cavaliere – Questa è una didattica alternativa, che non sostituisce quella dei corsi, ma di sicuro integra aspetti importanti”. Il cineforum proseguirà anche nel II semestre: “da marzo ci occuperemo di Procedura Penale, proiettando film e documentari attinenti alla disciplina processuale”.
Susy Lubrano







