Cominciano gli esami per gli studenti di Scienze Politiche. Un periodo intenso che si concluderà ai primi di febbraio. Due sembrano essere le regole dei futuri politologi: studiare a tempo pieno e ripetere molto, soprattutto in preparazione degli esami di Diritto. Si riempiono di studenti intenti a ripetere, quindi, gli spazi dell’edificio di via Rodinò. Una ventina in tutto i ragazzi che nell’aula Spinelli attendono di sostenere l’esame di Economia Politica con il prof. Marco Musella. “È una materia complicata da affrontare per chi non ha le basi – afferma Irene, iscritta al secondo anno del percorso triennale in Relazioni Internazionali – Ho studiato molto ma adesso l’ansia comincia a farsi sentire”. Eppure, i primi risultati non sembrano essere negativi. “Ho preso 28, è andata bene – racconta con fare soddisfatto Assunta, anche lei al secondo anno – mi ha chiesto macro e micro economia, poi la parte speciale. È la seconda volta che provo questo esame. La prima il professore mi aveva dato un voto troppo basso”. Non manca qualche lamentela: “Il corso non ti lascia molto – continua Assunta – Inoltre, mentre studiavo mi sono accorta che i grafici del libro erano tutti sbagliati. Ho dovuto cercare io su internet”.
Utile il ricorso
al web per
Economia Politica
al web per
Economia Politica
Un consiglio per chi vuole ottenere buoni risultati? “Non attenersi solo al manuale ma approfondire in rete, perché gli assistenti sono un po’ pignoli e chiedono alcune nozioni non presenti sul testo”. È 18 invece per Alessio, al terzo anno del Corso di Laurea in Scienze dell’Amministrazione e dell’Organizzazione. “Mi rendo conto che è andata discretamente – dichiara – ma non è colpa del professore. Lui cerca sempre di mettere gli studenti in condizione di poter rispondere: le prime domande sono molto generiche, poi, se capisce che hai studiato, scende nello specifico degli argomenti”. Alessio ha impiegato quasi due mesi a prepararsi per questa prova. “Il corso l’avevo seguito durante il mio primo anno – dice – ma non ho avuto problemi con il materiale didattico. I libri sono abbastanza chiari. Certo è che, se si vuole ottenere un buon risultato, bisogna andare a lezione o quantomeno al ricevimento. Importante è anche entrare nell’ottica che gli schemi vanno studiati, non sono un ornamento”. Nemmeno Camilla è molto soddisfatta dell’esito dell’esame.
“Avrei dovuto ripetere di più – afferma un po’ delusa – Inoltre, i libri non sono molto chiari. Io, venendo da un liceo scientifico, non ho avuto particolari difficoltà, ma per chi non ha basi è sicuramente diverso”. “Credo che si dia troppa importanza al risultato finale – asserisce Egidio, studente al terzo anno fuori corso del percorso in Statistica – mentre bisognerebbe notare la gentilezza dei modi del docente e dei suoi assistenti. Cercano sempre di smorzare l’ansia mettendoti a tuo agio, anche se non sei preparato”. Mentre sulla difficoltà dell’esame dichiara: “Alla fine si tratta di nozioni che si acquisiscono durante il liceo. Si parla di assi, dello studio di un piano. Basta rispolverare un vecchio manuale di matematica”.
“Avrei dovuto ripetere di più – afferma un po’ delusa – Inoltre, i libri non sono molto chiari. Io, venendo da un liceo scientifico, non ho avuto particolari difficoltà, ma per chi non ha basi è sicuramente diverso”. “Credo che si dia troppa importanza al risultato finale – asserisce Egidio, studente al terzo anno fuori corso del percorso in Statistica – mentre bisognerebbe notare la gentilezza dei modi del docente e dei suoi assistenti. Cercano sempre di smorzare l’ansia mettendoti a tuo agio, anche se non sei preparato”. Mentre sulla difficoltà dell’esame dichiara: “Alla fine si tratta di nozioni che si acquisiscono durante il liceo. Si parla di assi, dello studio di un piano. Basta rispolverare un vecchio manuale di matematica”.
Teoria dello
Sviluppo Umano,
la novità
Sviluppo Umano,
la novità
Sono presenti all’appello del prof. Musella anche i ragazzi della Magistrale che con lui devono sostenere la prova in Teoria dello Sviluppo Umano, materia neonata alla Federico II. “Siamo i primi a sostenere quest’esame”, affermano i ragazzi. “Abbiamo presentato una tesina al termine del corso, per poi affrontare il classico colloquio orale – spiega Stefano, al secondo anno della Specialistica in Relazioni Internazionali – l’argomento preso in esame è molto interessante: lo sviluppo umano e i diversi modi di declinarlo”. Sarà una cattedra di successo secondo Armando Aruta, studente ventiquattrenne sempre al secondo anno di Magistrale. “Il nostro è stato uno dei primi corsi in Italia – afferma – sarà sicuramente utile in futuro visto il difficile momento di crisi che stiamo vivendo. Prima o poi si dovrà capire che bisogna puntare più sullo sviluppo individuale inteso come ‘risorse umane’ che sui processi economici”. Sull’esame: “Non è facile ma fattibile. Il docente ci ha fornito durante il corso del materiale molto interessante”. “La frequenza e lo studio sono il primo passo per poter superare brillantemente questa prova”, afferma Dora, al primo anno della Magistrale in Relazioni Internazionali. “Inoltre le lezioni erano molto coinvolgenti visto che il metodo era quello di impostazione seminariale”. C’è anche chi sceglie di rifiutare e ritentarci. “25 è un voto troppo basso – dice Marta, specializzanda al secondo anno – Io, oltre a studiare, lavoro. Mi rendo conto di non aver dato il massimo, quindi vorrei riprovare”.
La black-list della
prof.ssa Vassalli
prof.ssa Vassalli
La tragedia si consuma, invece, durante l’esame di Diritto Internazionale della prof.ssa Talitha Vassalli. Sono molto forti le lamentele di un gruppo di studenti. “Ho studiato per due mesi – afferma una studentessa appena bocciata – La docente mi ha posto una sola domanda. Era il mio ultimo esame”. “Ho sostenuto quest’esame per tre volte. Adesso sono riuscita a prendere 20 e sono soddisfatta – continua una collega al terzo anno fuori corso dell’indirizzo internazionalista – La docente è molto preparata, ma se non riesci a rispondere correttamente ti umilia. Fino ad ora tutti i prenotati che hanno sostenuto il colloquio con lei sono stati bocciati”. Tra i rimandati c’è anche Mauro, studente ventiquattrenne iscritto all’indirizzo Politico-Giuridico. “Mi ha letteralmente ridicolizzato – racconta innervosito – Dopo la prima domanda ha chiamato un suo tesista per mostrargli ‘la scarsa preparazione dei ragazzi della Triennale”. Mauro ha avuto, inoltre, la sfortuna di finire sulla famosa “black list” della docente. “Ha scritto il mio nome su un foglio e mi ha invitato a ritornare tra 4 mesi – continua lo studente – Io ho molto rispetto nei confronti dei miei docenti e credo nel rapporto tra studente e professore, ma in questo caso mi sono trovato in una condizione disarmante. Credo che la mia risposta alla sua domanda fosse corretta, quantomeno non totalmente imprecisa come la docente sosteneva. Mentre cercavo di difendere la mia posizione, l’assistente mi faceva cenno di stare zitto per non peggiorare le cose. Mi domando: ma dove ci troviamo? Al termine dell’esame ho teso la mano alla docente e lei si è rifiutata”. Della “lista nera” ci parla anche un’altra studentessa, al secondo anno fuori corso, che ha superato l’esame con 28. “C’è proprio una persona addetta a segnare i nomi – racconta – Se commetti, durante l’interrogazione, un errore che la docente considera molto grave, vieni segnalato e potrai sostenere l’esame solo dopo quattro mesi. Io sto studiando da ottobre e sono riuscita ad ottenere un buon risultato perché sono capitata con l’assistente. Il solo pensiero di trovarmi di fronte alla docente mi dava ansia. I suoi modi non sono proprio cortesi”.
Penale,
esame intenso
esame intenso
Molto lunghi, invece, gli esami di Diritto Penale del prof. Francesco Forzati. Una decina in tutto i prenotati ma la trafila che ogni singolo studente deve affrontare rallenta di molto i lavori. “C’è un primo colloquio con l’assistente per poi passare con il professore – racconta Cristian, studente al terzo anno dell’indirizzo in Scienze dell’Amministrazione e dell’Organizzazione – Ho studiato tre mesi prima di sentirmi pronto. Il manuale è molto corposo”. L’ha sostenuto già una volta questo esame Angelo, collega di Cristian. “Sono andato in panico – ricorda – adesso speriamo vada meglio, ma non so proprio cosa aspettarmi. Le probabilità di successo sono al 50 per cento”. Ha preso 21 alla prima parte, invece, Veronica, studentessa al primo anno fuori corso. “Sono stata più di 30 minuti a colloquio con l’assistente – racconta – ma devo dire che è molto umano durante l’interrogazione. Non vuole metterti in difficoltà”. Consigli su come studiare: “Bisogna ripetere costantemente – dice – È un esame molto intenso e il libro non è chiaro”.
Marilena Passaretti
Marilena Passaretti







