Etica e Bioetica: “non ho mai chiesto firme di frequenza”

Il corso di Etica e Bioetica della Facoltà di Sociologia, dopo le prime lezioni presso l’aula M3 in via Mezzocannone, si è trasferito presso l’aula Cinema Astra. Data la difficoltà di svolgimento delle lezioni in un’aula troppo piccola per contenere gli studenti frequentanti, il Preside Gianfranco Pecchinenda ha concesso che il corso avesse luogo in una sede più adeguata. Lo ribadisce la prof.ssa Emilia D’Antuono, titolare del corso. Riferendosi all’articolo pubblicato sullo scorso numero di Ateneapoli, nel quale si riportava il parere di uno studente in merito alla ‘registrazione delle presenze’, la docente precisa:  “non ho mai chiesto firme di frequenza, in omaggio alla più radicata delle mie convinzioni: libertà e responsabilità di ognuno rispetto al proprio percorso di formazione. Altra cosa è la frequenza richiesta agli studenti che intendono sostenere la prova intercorso. Secondo una disposizione della Facoltà, chi intende fruire di questa ulteriore possibilità è tenuto alla frequenza per il seguente motivo: la prova intercorso è un momento di verifica del lavoro comune svolto in aula, ma resta comunque un’opzione”. La professoressa tranquillizza, dunque, i suoi allievi: ai fini dell’esame e del voto finale, non esiste differenza alcuna tra chi segue, chi non lo fa e chi decide o meno di affrontare la prova intercorso. “L’esercizio della libertà da parte degli studenti è cosa che io voglio, promuovo e rispetto profondamente. Magari imparando a scegliere e a decidere essi imparano qualcosa di fondamentale, non per l’esame che è un piccolo frammento del loro percorso, ma per se stessi”.
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