Sensibilità verso l’organizzazione della vita sociale ed economica, desiderio di sviluppare il proprio senso civico e precisione nel linguaggio. Questi i requisiti caratterizzanti dello studente di Giurisprudenza. A nulla importa, dunque, il tipo di scuola superiore dal quale si proviene, piuttosto, come dice il prof. Giuseppe Limone, docente di Filosofia del Diritto e della Politica, “occorrono passione e volontà di studiare” e che “se fatta bene, Giurisprudenza è un corso di studi che forma anche il senso civico”.
Due i Corsi di Laurea attivi presso la Facoltà, con sede a S. Maria Capua Vetere: la laurea magistrale in Giurisprudenza (di durata quinquennale) e il Corso di Laurea triennale in Operatori per l’attività giuridica delle imprese e della pubblica amministrazione in ambito europeo ed internazionale. Coloro che scelgono la laurea quinquennale in Giurisprudenza, dopo un primo anno durante il quale affronteranno discipline di base – Filosofia del Diritto, Istituzioni di Diritto romano, Economia politica tra gli altri – possono optare per uno dei quattro indirizzi tra: giurista d’impresa, pubblica amministrazione, internazionale-comunitario, processuale-forense. E’ questo il percorso di studi che permette l’accesso alle professioni giuridiche più classiche: quelle di avvocato, magistrato, notaio, dirigente nelle pubbliche amministrazioni; il corso triennale, invece, se seguito dal biennio specialistico in Relazioni internazionali, apre le porte alla carriera diplomatica e presso gli organi europei. “Spesso, i diplomati, ancora indecisi sul percorso di studi da intraprendere, scelgono Giurisprudenza –spiega il prof. Andrea Patroni Griffi, delegato all’orientamento della Facoltà – E’ a questa larga fetta di studenti che consiglio di confrontarsi con le materie che andranno a studiare, sfogliare libri di testo di Diritto privato e pubblico, dare uno sguardo ai programmi degli esami, anche frequentare qualche lezione per rendersi conto di quello che dovranno affrontare”. Chi immagina il proprio futuro nelle professioni giuridiche deve sapere che dovrà svolgere un corso di studi che il prof. Limone definisce “duro e selettivo”. “Purtroppo, ogni anno, arrivano matricole sempre più impreparate e disattente – continua Limone – Devono capire che, all’università, è importante acquisire una mentalità accademica e soprattutto che l’idea della laurea come ‘pezzo di carta’ è antica e balorda. Ciò che conta è formarsi bene”. Con la logica dei crediti formativi, però, la formazione ne risente. “L’Università sta inventando la figura dell’analfabeta laureato, quello che fa la corsa all’accaparramento dei crediti…”. E allora come dovrebbe muoversi uno studente di Giurisprudenza nell’ottica di un percorso e di una formazione ottimale? “Deve essere parte attiva. A lezione, vedo tanti ragazzi spaesati, sono presenti in aula solo per guadagnare crediti, non sono attenti, non seguono la lezione. In secondo luogo, dovrebbero stabilire un rapporto personalizzato col docente: seguire i seminari liberi (anche quelli che non prevedono l’assegnazione di crediti), recarsi a ricevimento dai professori o dagli assistenti, partecipare alle lezioni, al fine di ricavarne una formazione intesa nel senso più ampio possibile del termine. Nella nostra Facoltà, grazie anche ai numeri, riusciamo ad instaurare un contatto diretto tra docenti e allievi, in un clima di comunità e questo è un grosso vantaggio. Io amo gli studenti che studiano e vogliono crescere, quelli che credono di fare i furbi percorrono solo una strada sbagliata”.
Solitamente, lo studente di Giurisprudenza opta per uno studio individuale, pensando che, per passare gli esami, occorra uno studio mnemonico. Non c’è cosa più sbagliata. Secondo il prof. Fabrizio Amatucci, docente di Diritto tributario, la difficoltà iniziale delle matricole, premessa la loro carente preparazione ereditata dalle superiori, è l’acquisizione della terminologia giuridica. “Frequentare aiuta molto – consiglia Amatucci – chiedere agli assistenti, recarsi a ricevimento. Lo studio di tipo mnemonico non serve assolutamente a nulla, piuttosto occorre una metodologia di studio, basata sul ragionamento dei principi. Memorizzare la singola norma può servire solo a dare l’impressione, in seduta d’esame, di aver studiato e di conoscere la legislazione del momento”. In effetti, le norme cambiano e neanche l’avvocato o il professore più esperto conoscono l’intero ordinamento giuridico.
Ogni anno, i docenti organizzano corsi di recupero per specifiche discipline, quelle per cui gli studenti incontrano difficoltà maggiori, come Diritto amministrativo e Diritto commerciale. Difficoltà che si superano con una buona dose di volontà e passione per lo studio, potendo contare su un corpo docente – molto giovane, tra l’altro, la cui età va dai quaranta ai cinquant’anni – che si dedica alle attività di ricerca a tempo pieno con energia e disponibilità.
Gli studenti, trovano, a S. Maria, ottime strutture. “Palazzo Melzi – spiega Patroni Griffi – è diventato sede di convegni e incontri, master, scuole post-lauream, include la segreteria, un’ampia biblioteca; i ragazzi seguono le lezioni nel nuovo aulario che hanno in comune con la Facoltà di Lettere e Filosofia, nei pressi della villa comunale. E’ una struttura nuova creata dall’Ateneo, che dispone di tutti gli spazi utili ad accogliere le immatricolazioni in aumento”.
Maddalena Esposito
Due i Corsi di Laurea attivi presso la Facoltà, con sede a S. Maria Capua Vetere: la laurea magistrale in Giurisprudenza (di durata quinquennale) e il Corso di Laurea triennale in Operatori per l’attività giuridica delle imprese e della pubblica amministrazione in ambito europeo ed internazionale. Coloro che scelgono la laurea quinquennale in Giurisprudenza, dopo un primo anno durante il quale affronteranno discipline di base – Filosofia del Diritto, Istituzioni di Diritto romano, Economia politica tra gli altri – possono optare per uno dei quattro indirizzi tra: giurista d’impresa, pubblica amministrazione, internazionale-comunitario, processuale-forense. E’ questo il percorso di studi che permette l’accesso alle professioni giuridiche più classiche: quelle di avvocato, magistrato, notaio, dirigente nelle pubbliche amministrazioni; il corso triennale, invece, se seguito dal biennio specialistico in Relazioni internazionali, apre le porte alla carriera diplomatica e presso gli organi europei. “Spesso, i diplomati, ancora indecisi sul percorso di studi da intraprendere, scelgono Giurisprudenza –spiega il prof. Andrea Patroni Griffi, delegato all’orientamento della Facoltà – E’ a questa larga fetta di studenti che consiglio di confrontarsi con le materie che andranno a studiare, sfogliare libri di testo di Diritto privato e pubblico, dare uno sguardo ai programmi degli esami, anche frequentare qualche lezione per rendersi conto di quello che dovranno affrontare”. Chi immagina il proprio futuro nelle professioni giuridiche deve sapere che dovrà svolgere un corso di studi che il prof. Limone definisce “duro e selettivo”. “Purtroppo, ogni anno, arrivano matricole sempre più impreparate e disattente – continua Limone – Devono capire che, all’università, è importante acquisire una mentalità accademica e soprattutto che l’idea della laurea come ‘pezzo di carta’ è antica e balorda. Ciò che conta è formarsi bene”. Con la logica dei crediti formativi, però, la formazione ne risente. “L’Università sta inventando la figura dell’analfabeta laureato, quello che fa la corsa all’accaparramento dei crediti…”. E allora come dovrebbe muoversi uno studente di Giurisprudenza nell’ottica di un percorso e di una formazione ottimale? “Deve essere parte attiva. A lezione, vedo tanti ragazzi spaesati, sono presenti in aula solo per guadagnare crediti, non sono attenti, non seguono la lezione. In secondo luogo, dovrebbero stabilire un rapporto personalizzato col docente: seguire i seminari liberi (anche quelli che non prevedono l’assegnazione di crediti), recarsi a ricevimento dai professori o dagli assistenti, partecipare alle lezioni, al fine di ricavarne una formazione intesa nel senso più ampio possibile del termine. Nella nostra Facoltà, grazie anche ai numeri, riusciamo ad instaurare un contatto diretto tra docenti e allievi, in un clima di comunità e questo è un grosso vantaggio. Io amo gli studenti che studiano e vogliono crescere, quelli che credono di fare i furbi percorrono solo una strada sbagliata”.
Solitamente, lo studente di Giurisprudenza opta per uno studio individuale, pensando che, per passare gli esami, occorra uno studio mnemonico. Non c’è cosa più sbagliata. Secondo il prof. Fabrizio Amatucci, docente di Diritto tributario, la difficoltà iniziale delle matricole, premessa la loro carente preparazione ereditata dalle superiori, è l’acquisizione della terminologia giuridica. “Frequentare aiuta molto – consiglia Amatucci – chiedere agli assistenti, recarsi a ricevimento. Lo studio di tipo mnemonico non serve assolutamente a nulla, piuttosto occorre una metodologia di studio, basata sul ragionamento dei principi. Memorizzare la singola norma può servire solo a dare l’impressione, in seduta d’esame, di aver studiato e di conoscere la legislazione del momento”. In effetti, le norme cambiano e neanche l’avvocato o il professore più esperto conoscono l’intero ordinamento giuridico.
Ogni anno, i docenti organizzano corsi di recupero per specifiche discipline, quelle per cui gli studenti incontrano difficoltà maggiori, come Diritto amministrativo e Diritto commerciale. Difficoltà che si superano con una buona dose di volontà e passione per lo studio, potendo contare su un corpo docente – molto giovane, tra l’altro, la cui età va dai quaranta ai cinquant’anni – che si dedica alle attività di ricerca a tempo pieno con energia e disponibilità.
Gli studenti, trovano, a S. Maria, ottime strutture. “Palazzo Melzi – spiega Patroni Griffi – è diventato sede di convegni e incontri, master, scuole post-lauream, include la segreteria, un’ampia biblioteca; i ragazzi seguono le lezioni nel nuovo aulario che hanno in comune con la Facoltà di Lettere e Filosofia, nei pressi della villa comunale. E’ una struttura nuova creata dall’Ateneo, che dispone di tutti gli spazi utili ad accogliere le immatricolazioni in aumento”.
Maddalena Esposito







