I Corsi di Laurea Magistrale del dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati

Si sono tenute nella prima decade di settembre le presentazioni dei quattro Corsi di secondo livello del Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati. Molti studenti già in possesso di Laurea Triennale (o che prevedono di laurearsi entro il 28 febbraio prossimo) hanno sostenuto una prova di accesso per testare le proprie competenze generali, quali una solida padronanza dell’italiano nell’espressione scritta e di almeno una lingua straniera (livello C1 per la lingua inglese, livello B2 per tutte le altre) in contesti culturali più elaborati. È il caso del corso di laurea in letterature e Culture Comparate, che richiede un voto di laurea minimo di 105/110 per poter accedere al test d’ingresso. Soltanto i laureati con 110/110 e lode saranno ammessi tramite la sola verifica di requisiti curriculari in conformità con gli esami sostenuti, la denominazione degli insegnamenti, il numero di crediti acquisiti e i settori scientifico-disciplinari corrispondenti,oltre ad eventuali altre attività formative svolte in precedenza. Invece, il nuovo corso in Lingua e Cultura Italiana per stranieri sottopone gli studenti a una prova di verifica che consiste nella produzione di un breve testo scritto nella lingua straniera prescelta (di livello B2/C1) per i discenti italiani e in lingua italiana (di livello B2) per gli stranieri. altri Corsi di Studi, come Traduzione Specialistica e Lingue e Letterature Europee e Americane, non prevedono nessun test in entrata, perché l’ammissione dei laureandi si verifica sulla base di prerequisiti in termini linguistici e qualitativi prendendo in considerazione le medie ponderate, riportate nella laurea triennale, degli esami per le lingue (pari o superiore a 24/30) e le letterature (almeno 25/30) che si intendono studiare. in seconda battuta, nel caso in cui le medie dovessero risultare inferiori, verrà considerato il voto di laurea minimo di 100/110.
LETTERATurE E CUlTURE COMPARATE Un Corso esigente “in cui vi sfidiamo ad andare sempre più in alto”
Il corso “si pone l’obiettivo di formare esperti dotati di competenze avanzate sulle lingue e le letterature di diverse aree culturali del mondo: Europa, Americhe, Asia o Africa. Siamo esigenti, perché queste competenze devono essere in parte già presenti come prerequisiti. Vogliamo che i nostri studenti appartengano a una fascia
di eccellenza. I corsi sono impegnativi e il tipo di studio deve essere a livello”, comunica la prof.ssa Valeria Micillo, coordinatrice e docente di Filologia Germanica. dopo la laurea, “una buona percentuale di persone lavorano (circa il 25% nelle aziende), alcune all’estero, altre sono impiegate nell’ambito della ricerca. In effetti, la ricerca è lo sbocco naturale di questo percorso formativo, che offre la preparazione adeguata per partecipare anche a concorsi di tipo accademico”. I tre curricula (Occidente- Oriente; Europeo; Europeo-Italianistico) condividono una solida impostazione interculturale e criticometodologica che sottolinea continuamente lo scambio “tra due lingue che si approfondiscono. In generale, non consentiamo di inserire lingue ex novo all’interno del proprio piano di studi, fatta qualche eccezione per casi di lingue molto poco frequentate”. Approfondisce la conoscenza di lingue straniere ma anche la comparazione dei patrimoni socio-culturali complessi di Paesi europei ed extraeuropei: “l’apprendimento della lingua non si accontenta di un approccio meramente strumentale, ma affonda le proprie radici nelle letterature, filologie e storie di interrelazione tra popoli e civiltà a confronto”. Nel primo curriculum, è possibile abbinare una lingua dell’europa o delle americhe (francese, spagnolo, portoghese, inglese, tedesco, romeno,
albanese, finlandese, ungherese, ceco, russo, serbo-croato) con una dell’Europa Orientale, dell’Asia o dell’Africa (hausa, swahili, somalo, arabo, turco, persiano, tibetano, hindi, cinese, indonesiano, giapponese, coreano), laddove nel secondo curriculum è possibile l’accoppiamento di due lingue europee. Tra questi, il terzo curriculum spicca perché si apre al confronto con la cultura italiana, permettendo la formazione di una figura professionale “esperta di cultura europea, ma che nello stesso tempo possa proporsi come interprete o lettore della lingua italiana all’estero o nelle relazioni internazionali”. Oltre al diffuso abbinamento Inglese-Cinese o Inglese-Giapponese, “non bisogna perdere di vista i vantaggi che derivano dal rapporto diretto con il docente nel caso di lingue minori poco affollate. Lingue come il Bulgaro o il Serbo-croato incontrano sicuramente meno concorrenza dal punto di vista lavorativo rispetto al numero di laureati in inglese che sforniamo ogni anno”, conclude la docente.
TRADUZIONE SPECIALISTICA “studiare il lessico specialistico, una delle ambizioni”
“Esplorare a fondo lo studio di due tra le sei lingue straniere offerte (inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo e arabo) con particolare attenzione alla competenza di livello elevato nei lessici disciplinari e nei linguaggi speciali”, lo scopo del corso coordinato dalla prof.ssa Lucia di Pace, docente di Linguistica Generale e Modelli Descrittivi delle lingue. la traduzione specialistica, “cioè la traduzione in settori specifici delle lingue, ha delle peculiarità lessicali. Studiare il lessico specialistico è una delle ambizioni di questo Corso: non solo per l’italiano settoriale, ma anche per le altre lingue” (in particolare, per il Francese, lo spagnolo, l’inglese e il tedesco). a tal proposito, non è  effettuare l’accostamento di arabo e russo, “perché bisogna sostenere obbligatoriamente l’esame di Traduzione
specialistica applicato a una delle due lingue scelte e questo insegnamento non è stato ancora introdotto per nessuna delle due”. In effetti, “non esiste un traduttore generico, per cui lo sbocco occupazionale ideale che si prospetta è quello di un traduttore specializzato, esperto in un determinato ambito settoriale, insieme a quello di assistente e consulente linguistico, capace di redigere testi di ambito tecnico con obiettivi comunicativiprecisi. Si pensi al mondo dell’editoria libraria e giornalistica o della scrittura professionale”. Per questo motivo, il percorso di studio non può prescindere dall’acquisizione di conoscenze nell’ambito della Linguistica teorica e applicata con esami quali Modelli descrittivi delle Lingue, Italiano per Usi Speciali, Approcci Cognitivi al Lessico. Uno degli strumenti del traduttore specializzato è, inoltre, la rete: non a caso, è previsto al primo anno un esame di Informatica umanistica (oltre che un Laboratorio di Lessicologia informatica al secondo anno) allo scopo di “sviluppare la capacità di usare i mezzi informatici – in primo luogo, i corpora – nelle traduzioni, poiché oggi i dizionari on line offrono una marcia in più rispetto a quelli cartacei grazie a un continuo aggiornamento”. In sintesi, si tratta di un corso molto coeso in cui, “sebbene non ci sia più spazio per lo studio della letteratura, della storia e della storia dell’arte, resta preminente l’interazione tra lingue e culture”. Ciononostante, “in futuro potrete giocarvi ugualmente la carta dell’insegnamento delle lingue e civiltà straniere, perché l’accesso alle classi di concorso previste dalla normativa per la selezione del personale docente viene considerato sulla base di tutto il percorso quinquennale. Avrete sicuramente i crediti necessari per la Lingua e vi consiglio di sfruttare la possibilità dell’esame a scelta o degli esami soprannumerari – fino a un massimo di 24 crediti – per ottenere i crediti
necessari anche per la letteratura”, raccomanda infine la prof.ssa Di Pace.
LINGUA E CULTURA ITALIANA PER STRANIERI “offriamo la formazione necessaria per diffondere l’italiano all’estero”
Da quest’anno,  “L’Orientale è il primo Ateneo meridionale che forma esperti di insegnamento e apprendimento della lingua italiana all’estero”, afferma in apertura della presentazione il Coordinatore del Corso prof. Riccardo Palmisciano, docente di Storia della Lingua Greca. Il progetto nasce dall’idea della prof.ssa rita librandi, docente di Lingua e Linguistica Italiana, alla quale ha aderito una commissione di docenti che ne ha condiviso la filosofia fondo: “non bisogna dimenticare che questa non è solo l’Università in cui si studiano le lingue e le culture straniere, ma soprattutto il rapporto e la mediazione tra loro. Mi sembrava strano che di fronte a questo vuoto palese che c’è in Italia, e in particolare al Sud, L’Orientale non pensasse di dare il proprio contributo tenendo ben presente che oggi la conoscenza dell’italiano è molto richiesta per l’ingresso di altre popolazioni sulla scena economica mondiale”, sottolinea l’italianista. Il corso si pone l’obiettivo di “creare una figura professionale che nel panorama universitario attuale non è ancora formata a livello avanzato”, sottolinea il prof. Palmisciano. che continua: “oggi molti studenti si riciclano come lettori di lingua italiana in istituzioni straniere senza, però, avere alla base alcuna formazione e si devono così improvvisare docenti in un modo un po’ artigianale. Noi, invece, siamo certi di poter fornire una formazione di livello universitario – oltre che nei settori linguistici, letterari, artistici, storici – nel campo della didattica delle lingue offrendo gli strumenti necessari per la didattica dell’italiano come lingua seconda in modo efficace, aggiornato e professionale”. Il Corso non è rivolto esclusivamente a stranieri, “anzi prevediamo una buona presenza di studenti italiani, i quali avranno la funzione di trasmettere i valori e i contenuti della cultura e
storia italiane ai futuri discenti”. Sono previsti due percorsi, lievemente differenti tra loro: Lingua, arte e cultura italiana “si concentra sugli aspetti storico-artistici e può rivelarsi più interessante per studenti che hanno alle spalle lo studio della storia dell’arte o dell’archeologia”; Lingua, letteratura e cultura italiana, invece, “pone l’accento sugli aspetti linguistici e letterari ed è più appropriato per studenti con una formazione di lingue, letterature e filologie. In ogni caso, non ci sono differenze cospicue tra i due, per cui il passaggio da un curriculum all’altro è possibile in un secondo momento”. Tra gli insegnamenti previsti: Letteratura italiana, Linguistica e Storia della lingua italiana, Civiltà letterarie classiche, Didattica dell’italiano a stranieri, Storia dell’arte italiana, Geografia regionale d’italia, Storia dell'Italia moderna e ulteriori esami a scelta. Gli sbocchi occupazionali: “in primis, questo professionista potrà lavorare presso istituzioni universitarie o di formazione superiore in paesi stranieri. Pertanto, abbiamo previsto come prerequisito per gli studenti italiani la buona conoscenza di una lingua straniera, dal momento che pensiamo che questa lingua vi orienti verso un paese specifico”. Il profilo ideale dello studente di questo corso “è quello di uno che innanzitutto conosce già bene una lingua ed è incentivato a frequentare realtà non solo italiane. Il contatto con gli studenti stranieri durante i corsi sarà sin da subito un veicolo di informazione molto utile”. Altre figure professionali: lettore di italiano a stranieri, collaboratore esperto nei centri linguistici d’Ateneo o nelle istituzioni culturali in Italia e all’estero. In realtà, “pur non essendo confrontabile con altre in termini di diffusione, l’italiano è la prima lingua di cultura nel mondo. Le persone che vogliono apprendere una lingua – non per una necessità pratica – scelgono infatti l’italiano, che è tra le prime cinque lingue più studiate al mondo, quindi c’è una platea potenziale di milioni di studenti innamorati della nostra storia, arte e cultura”. Un ulteriore profilo è quello di esperto nella promozione, diffusione e fruizione della cultura e della civiltà italiane all’estero: “una figura poliedrica da non sottovalutare per il ruolo che potrebbe svolgere in quanto collaboratore presso aziende, agenzie ed enti che hanno interesse a valorizzare, tutelare e promuovere il patrimonio storico- artistico nonché il turismo in Italia. Infatti, “ci hanno già chiamato aziende che si occupano di promozione di prodotti italiani, che hanno bisogno di persone abili a comunicare il background culturale di queste creazioni nei campi del design, della moda o della gastronomia. In Italia ci si mostra tanto orgogliosi del proprio patrimonio letterario e artistico, però poi nel concreto poco si fa perché questo non sia soltanto uno slogan retorico. Bisogna pensare che oggi la grande bellezza italiana, di cui tanto si parla, in parte la stiamo svilendo: abbiamo bisogno di paladini che sappiano raccontare bene le nostre tradizioni e farle apprezzare al pubblico straniero. È un aspetto che potrebbe rappresentare il futuro dell’economia italiana se avrà degli imprenditori illuminati in grado di capire che non si tratta solo di vendere cose, ma di raccontare le nostre storie e far vivere anche ad altri le esperienze del nostro territorio”, conclude il prof. Palmisciano.
LINGUE E LETTERATURE EUROPEE E AMERICANE
L’obiettivo formativo del Corso è il perfezionamento di una o due tra le lingue, letterature e civiltà dell’Europa e delle Americhe. coordinato dalla prof.ssa Elisabeth Galvan, docente di letteratura tedesca, il Corso si suddivide in due curricula piuttosto ramificati: il primo, Lingue, letterature e culture, prevede lo studio di una sola Lingua e Letteratura (a scelta tra: francese, inglese, tedesco, svedese, spagnolo, portoghese, anglo-americano e ispano-americano) con approfondimenti relativi alle discipline storiche, antropologiche, filosofiche, artistiche e geografiche. Durante i corsi saranno affrontate tematiche attuali legate all’interculturalità: i fenomeni dell’immigrazione, la storia della  colonizzazione, le questioni di genere e di etnia, i processi della globalizzazione legati a determinate aree geografiche di pertinenza per le singole lingue scelte (territori angloamericani, francofoni e latinoamericani). Contemporaneamente, si intende consolidare la riflessione filologica su generi e testi letterari e la metodologia critico- comparatistica in un connubio interdisciplinare con l’estetica, il teatro moderno e contemporaneo e i nuovi media. Il secondo curriculum, Traduzione letteraria, muove da un forte interesse verso le teorie, le tecniche e i commenti critici della traduzione di testi letterari prodotti in italiano e nella lingua straniera appresa. In effetti, un insieme di discipline caratterizzanti l’intero Corso di Laurea sono quelle che appartengono alla matrice italianistica,
laddove il secondo curriculum si differenzia dal primo per esami nell’ambito traduttivo (Analisi del testo e Traduzione letteraria) e informatico (Informatica umanistica). Questo curriculum si dirama, a sua volta, in due indirizzi: Europa Occidentale e Orientale. Nello specifico, Europa Occidentale propone due percorsi: da un lato, si può optare per una sola lingua (tra: francese, inglese, spagnolo, tedesco); dall’altro, si può associare a una delle lingue citate poc’anzi lo studio del portoghese o dello svedese. Europa Orientale, invece, consente di affiancare a una prima lingua (albanese, ungherese o russo) una seconda opzione, scelta tra quelle europee occidentali (se studiata nel triennio) o orientali (le possibili alternative sono: romeno, albanese, ungherese, finlandese, russo, ceco, francese, spagnolo, inglese, tedesco).
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