Sbocchi occupazionali dopo la laurea. Ad aprire la tavola rotonda cui hanno partecipato importanti nomi del mondo industriale e della formazione, le testimonianza di tre giovani laureati: Diego De Cristofaro, laureando in Economia, che ha già trovato occupazione presso un’azienda di San Pietroburgo: “grazie ad Aiesec (l’associazione studentesca internazionale degli studenti di economia attiva in oltre 100 Paesi e che ha tra i suoi obiettivi la promozione di progetti e scambi per la realizzazione di stage lavorativi, n.d.r.) ho avuto la possibilità di vivere una delle esperienze più belle della mia vita. Da un anno lavoro per una piccola azienda in Russia che si occupa di motociclismo. Il lavoro che svolgo è gratificante e formativo”; dei due ingegneri Mario Lepone (“sono un ingegnere biomedico, ma adesso lavoro nel settore spazio-difesa. Grazie ai miei studi di ingegneria ho ricevuto una preparazione trasversale che mi ha consentito di lavorare anche in un settore diverso. Quando sono entrato ad Altran ho iniziato con un contratto a progetto, ma oggi ho un lavoro a tempo indeterminato: naturalmente questo avviene solo se c’è serietà da parte dell’azienda”) e Giuseppina Aurilio, che hanno illustrato il loro lavoro in un’azienda di consulenza e innovazione tecnologica, l’Altran, presentata dall’ing. Paolo Vetrano (“cerchiamo laureati brillanti disponibili alla mobilità internazionale”, ha detto il manager).
Ma qual è il vero segreto per avere una così brillante riuscita negli studi e nel lavoro? Quali sono le lauree più richieste ed è sempre importante seguire i propri sogni? “Uno dei settori più richiesti è sicuramente quello dell’innovazione e delle biotecnologie- spiega il prof. Ettore Novellino, già Preside della Facoltà di Farmacia Federico II, membro del CUN (Consiglio Universitario Nazionale) e Consulente del Ministero per le Politiche Agricole – Purtroppo questi sistemi sono in continua evoluzione e bisogna essere sempre più competitivi. Un recente studio del Ministero del Lavoro mostra in forte crescita i settori economico- commerciali e scientifici, in particolare c’è molta difficoltà a trovare laureati in matematica, fisica e chimica”.
“La domanda non è più quella di 20-30 anni fa, quando c’erano pochi laureati- interviene il dott. Alessandro Cugini di Unimpiego-Confindustria- L’industria italiana si sta aprendo a settori diversi, non solo economico-scientifico, ma anche di servizi, in particolare la salute”. A questo proposito conferma il prof. Novellino: “negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento della vita media di circa 15 anni, questo significa sempre più anziani e di conseguenza un boom dell’assistenza sanitaria in senso lato”. “Il mercato del lavoro non è solo diplomi e lauree ma anche Master e Corsi Ifts post diploma. Di qui l’impegno della Regione”, ha detto il dott. Giuseppe Pagliarulo, Dirigente Alta Formazione e Politiche Giovanili della Regione.
Ma quale spazio c’è per i laureati in Giurisprudenza o in Lingue?, chiedono due giovani dal pubblico. “Non servono le lingue, ma la conoscenza della cultura degli altri Paesi- risponde Cugini- Oggi il laureato in Lingue è un tramite in un processo di delocalizzazione globalizzazione delle imprese, quindi è essenziale il suo ruolo di conoscitore di culture. Sicuramente molto richiesto è lo spagnolo, la lingua più parlata al mondo, e le lingue orientali”. Diverso destino per i laureati in Giurisprudenza costretti a scegliere tra la Pubblica Amministrazione e la libera professione. “Nelle industrie- spiega Cugini- la laurea in Giurisprudenza non è richiesta perché solo le grandi aziende hanno bisogno di giuristi d’impresa”.
E in un mercato in continua evoluzione e con una serrata competizione, hanno sempre meno spazio le aspirazioni personali, che devono lasciare il posto a più freddi calcoli di mercato. Va contro corrente Novellino: “iscriversi a ciò che piace è sbagliato. Bisogna cercare di proiettarsi in quelle che saranno le richieste del mercato negli anni in cui ci si sarà laureati, quindi da qui a tre o cinque anni. E nell’ambito delle varie tendenze scegliere quella più congeniale”. Di diverso avviso Cugini il quale, invece, sostiene l’importanza delle esperienze personali e degli hobby, essenziali nella preparazione complessiva di un giovane laureato: “nel mondo del lavoro tutte le esperienze valgono, anche l’avere fatto l’animatore in un villaggio turistico perché implica capacità di problem solving e di lavoro di gruppo”. Aspetto sottolineato anche dall’ing. Vincenzo Greco, Vice Presidente dell’Unione Industriali di Napoli, il quale ha evidenziato l’indispensabilità di vivere esperienze e stage durante la carriera universitaria. Ingegneria, Economia, Fisica e Chimica Industriale: le lauree più richieste dal mercato del lavoro, secondo l’ing. Greco.
Ha invitato a discernere tra le tante opportunità formative post-laurea il dott. Enrico Esposito, direttore di Unicampania, centro interuniversitario di orientamento: “Unicampania si occupa proprio di stabilire quali Master siano veramente utili. Abbiamo messo in piedi un osservatorio che attraverso indagini di mercato verifica gli sbocchi occupazionali dei Master. Noi diamo un bollino blu a quelli che effettivamente servono per trovare lavoro”.
In questo clima, allora, sembra davvero sempre più importante una stretta sinergia tra università ed imprese, che non possono camminare separati ma devono seguire strade complementari se vogliono svilupparsi nel Paese.
“Il nostro auspicio è – dice Novellino- che si crei una collaborazione mondo del lavoro-università, perché finché non si creerà comunicazione tra quello che la società richiede e quello che il laureato sa fare non ci sarà sviluppo economico”. “Il ruolo dell’Università- conclude dunque l’assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Napoli Maria Falbo- è di coniugare la formazione interna dei giovani con una ampia visione verso l’esterno”.
Valentina Orellana
Ma qual è il vero segreto per avere una così brillante riuscita negli studi e nel lavoro? Quali sono le lauree più richieste ed è sempre importante seguire i propri sogni? “Uno dei settori più richiesti è sicuramente quello dell’innovazione e delle biotecnologie- spiega il prof. Ettore Novellino, già Preside della Facoltà di Farmacia Federico II, membro del CUN (Consiglio Universitario Nazionale) e Consulente del Ministero per le Politiche Agricole – Purtroppo questi sistemi sono in continua evoluzione e bisogna essere sempre più competitivi. Un recente studio del Ministero del Lavoro mostra in forte crescita i settori economico- commerciali e scientifici, in particolare c’è molta difficoltà a trovare laureati in matematica, fisica e chimica”.
“La domanda non è più quella di 20-30 anni fa, quando c’erano pochi laureati- interviene il dott. Alessandro Cugini di Unimpiego-Confindustria- L’industria italiana si sta aprendo a settori diversi, non solo economico-scientifico, ma anche di servizi, in particolare la salute”. A questo proposito conferma il prof. Novellino: “negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento della vita media di circa 15 anni, questo significa sempre più anziani e di conseguenza un boom dell’assistenza sanitaria in senso lato”. “Il mercato del lavoro non è solo diplomi e lauree ma anche Master e Corsi Ifts post diploma. Di qui l’impegno della Regione”, ha detto il dott. Giuseppe Pagliarulo, Dirigente Alta Formazione e Politiche Giovanili della Regione.
Ma quale spazio c’è per i laureati in Giurisprudenza o in Lingue?, chiedono due giovani dal pubblico. “Non servono le lingue, ma la conoscenza della cultura degli altri Paesi- risponde Cugini- Oggi il laureato in Lingue è un tramite in un processo di delocalizzazione globalizzazione delle imprese, quindi è essenziale il suo ruolo di conoscitore di culture. Sicuramente molto richiesto è lo spagnolo, la lingua più parlata al mondo, e le lingue orientali”. Diverso destino per i laureati in Giurisprudenza costretti a scegliere tra la Pubblica Amministrazione e la libera professione. “Nelle industrie- spiega Cugini- la laurea in Giurisprudenza non è richiesta perché solo le grandi aziende hanno bisogno di giuristi d’impresa”.
E in un mercato in continua evoluzione e con una serrata competizione, hanno sempre meno spazio le aspirazioni personali, che devono lasciare il posto a più freddi calcoli di mercato. Va contro corrente Novellino: “iscriversi a ciò che piace è sbagliato. Bisogna cercare di proiettarsi in quelle che saranno le richieste del mercato negli anni in cui ci si sarà laureati, quindi da qui a tre o cinque anni. E nell’ambito delle varie tendenze scegliere quella più congeniale”. Di diverso avviso Cugini il quale, invece, sostiene l’importanza delle esperienze personali e degli hobby, essenziali nella preparazione complessiva di un giovane laureato: “nel mondo del lavoro tutte le esperienze valgono, anche l’avere fatto l’animatore in un villaggio turistico perché implica capacità di problem solving e di lavoro di gruppo”. Aspetto sottolineato anche dall’ing. Vincenzo Greco, Vice Presidente dell’Unione Industriali di Napoli, il quale ha evidenziato l’indispensabilità di vivere esperienze e stage durante la carriera universitaria. Ingegneria, Economia, Fisica e Chimica Industriale: le lauree più richieste dal mercato del lavoro, secondo l’ing. Greco.
Ha invitato a discernere tra le tante opportunità formative post-laurea il dott. Enrico Esposito, direttore di Unicampania, centro interuniversitario di orientamento: “Unicampania si occupa proprio di stabilire quali Master siano veramente utili. Abbiamo messo in piedi un osservatorio che attraverso indagini di mercato verifica gli sbocchi occupazionali dei Master. Noi diamo un bollino blu a quelli che effettivamente servono per trovare lavoro”.
In questo clima, allora, sembra davvero sempre più importante una stretta sinergia tra università ed imprese, che non possono camminare separati ma devono seguire strade complementari se vogliono svilupparsi nel Paese.
“Il nostro auspicio è – dice Novellino- che si crei una collaborazione mondo del lavoro-università, perché finché non si creerà comunicazione tra quello che la società richiede e quello che il laureato sa fare non ci sarà sviluppo economico”. “Il ruolo dell’Università- conclude dunque l’assessore alle Politiche Giovanili della Provincia di Napoli Maria Falbo- è di coniugare la formazione interna dei giovani con una ampia visione verso l’esterno”.
Valentina Orellana







