Va al prof. Piero Salatino la direzione dell’Istituto di Ricerca sulla Combustione (IRC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ordinario di Impianti Chimici presso la Facoltà di Ingegneria della Federico II, coordinatore dei Presidenti di Corso di Laurea e già Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Chimica, il prof. Salatino guiderà l’Istituto per i prossimi cinque anni, dopo aver iniziato proprio lì, dall’85 al ‘92, la sua attività come giovane ricercatore. “E’ un incarico di grande prestigio ed è stato molto bello ritrovare alcune di quelle persone con le quali anni fa avevo iniziato la mia attività di ricercatore. Inoltre, cade proprio nell’anno in cui si celebra il quarantennio dell’IRC”. L’Istituto è nato, infatti, nel 1968 su un progetto del prof. Leopoldo Massimilla, che ne è stato il primo direttore ed è rimasto in carica fino alla sua scomparsa avvenuta nel 1993.
“All’interno dell’IRC si affronta un po’ tutto il ventaglio delle ricerche sulla combustione – specifica Salatino – sia su quella che si può chiamare energia ‘buona’ che sull’energia ‘pericolosa’. Si lavora sul fronte della conversione energetica, che rappresenta un impegno importante per minimizzare l’impatto ambientale degli inquinanti; sul fronte prevenzione ci sono da sempre linee di ricerca attive per la prevenzione, ad esempio, di incendi derivati dal maneggio di combustibili o esplosivi. In questo senso – aggiunge il neo Direttore – l’Istituto rappresenta un punto di riferimento anche per le istituzioni per quanto riguarda la ricostruzione delle dinamiche di incidenti, incendi, esplosioni”.
Un punto su cui la nuova direzione intente battere è, in realtà, proprio quella dei rapporti con il territorio e con enti e istituzioni esterne: “Caratteristica importante di questo Istituto è che non si tratta di una realtà isolata, chiusa all’interno della sua ricerca. L’IRC ha strettissimi rapporti di collaborazione non solo con la Facoltà di Ingegneria, ma con numerosi enti di ricerca nazionali ed internazionali, partecipa a programmi europei e ha legami storici con aziende come l’Enel, l’Eni, l’Ansaldo, la Fiat, l’Ariello oltre ad una vasta rete di rapporti con imprese più o meno piccole della realtà industriale locale. Sono fortemente convinto che questi rapporti vadano rinforzati ed aumentati, anche perché le questioni legate all’energia sono quanto mai attuali ed urgenti in questo periodo storico”.
L’Istituto da sempre trova il suo bacino naturale per la selezione dei nuovi ricercatori in quelli che sono i laureati campani, i giovani tesisti, borsisti o tirocinanti della Facoltà di Ingegneria. “Si assisterà in questo periodo ad un avvicendamento generazionale perché molti di quelli che hanno visto la nascita dell’Istituto sono prossimi alla pensione. Questo creerà un po’ di problemi di carattere gestionale e di indirizzo: c’è la necessità di trasmettere le vecchie conoscenze ai nuovi giovani ricercatori e nello stesso tempo si sente l’esigenza di dare nuovi indirizzi scientifici in settori di ricerca, come quello energetico, che deve stare al passo coi tempi e che è in continuo movimento. Dall’altro lato – aggiunge – con il blocco del turn over ci troveremo davanti ad una contrazione del personale (l’Istituto, attualmente, annovera 52 unità di personale strutturato, tra cui 21 ricercatori e tecnologi, ed un numero variabile di borsisti, tesisti e collaboratori con contratti a tempo determinato) proprio in un frangente in cui l’urgenza dei problemi richiederebbe un aumento di organico”.
Buone notizie arrivano invece sul fronte della nuova sede, con l’imminente apertura del cantiere di via Marconi. “Spero di essere il Direttore che assisterà al taglio del nastro per l’apertura della sede”, afferma fiducioso il professore. I lavori inizieranno a breve, in quella che era la sede dell’Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica e che ospiterà non solo l’IRC ma anche altri Istituti del CNR. “Attualmente l’Istituto non ha una sua sede – spiega Salatino – Siamo dislocati su quattro strutture: due sedi si trovano presso i Dipartimenti del Dime e di Chimica della Facoltà di Ingegneria, il centro di calcolo e i laboratori leggeri si trovano in via Diocleziano, le installazioni sperimentali più grandi sono ospitate presso un capannone industriale della Napoletanagas in via Metastasio”.
Una veste grafica rinnovata, inoltre, renderà più funzionale ed intuitivo il sito web dell’Istituto: www.irc.cnr.it.
Valentina Orellana
“All’interno dell’IRC si affronta un po’ tutto il ventaglio delle ricerche sulla combustione – specifica Salatino – sia su quella che si può chiamare energia ‘buona’ che sull’energia ‘pericolosa’. Si lavora sul fronte della conversione energetica, che rappresenta un impegno importante per minimizzare l’impatto ambientale degli inquinanti; sul fronte prevenzione ci sono da sempre linee di ricerca attive per la prevenzione, ad esempio, di incendi derivati dal maneggio di combustibili o esplosivi. In questo senso – aggiunge il neo Direttore – l’Istituto rappresenta un punto di riferimento anche per le istituzioni per quanto riguarda la ricostruzione delle dinamiche di incidenti, incendi, esplosioni”.
Un punto su cui la nuova direzione intente battere è, in realtà, proprio quella dei rapporti con il territorio e con enti e istituzioni esterne: “Caratteristica importante di questo Istituto è che non si tratta di una realtà isolata, chiusa all’interno della sua ricerca. L’IRC ha strettissimi rapporti di collaborazione non solo con la Facoltà di Ingegneria, ma con numerosi enti di ricerca nazionali ed internazionali, partecipa a programmi europei e ha legami storici con aziende come l’Enel, l’Eni, l’Ansaldo, la Fiat, l’Ariello oltre ad una vasta rete di rapporti con imprese più o meno piccole della realtà industriale locale. Sono fortemente convinto che questi rapporti vadano rinforzati ed aumentati, anche perché le questioni legate all’energia sono quanto mai attuali ed urgenti in questo periodo storico”.
L’Istituto da sempre trova il suo bacino naturale per la selezione dei nuovi ricercatori in quelli che sono i laureati campani, i giovani tesisti, borsisti o tirocinanti della Facoltà di Ingegneria. “Si assisterà in questo periodo ad un avvicendamento generazionale perché molti di quelli che hanno visto la nascita dell’Istituto sono prossimi alla pensione. Questo creerà un po’ di problemi di carattere gestionale e di indirizzo: c’è la necessità di trasmettere le vecchie conoscenze ai nuovi giovani ricercatori e nello stesso tempo si sente l’esigenza di dare nuovi indirizzi scientifici in settori di ricerca, come quello energetico, che deve stare al passo coi tempi e che è in continuo movimento. Dall’altro lato – aggiunge – con il blocco del turn over ci troveremo davanti ad una contrazione del personale (l’Istituto, attualmente, annovera 52 unità di personale strutturato, tra cui 21 ricercatori e tecnologi, ed un numero variabile di borsisti, tesisti e collaboratori con contratti a tempo determinato) proprio in un frangente in cui l’urgenza dei problemi richiederebbe un aumento di organico”.
Buone notizie arrivano invece sul fronte della nuova sede, con l’imminente apertura del cantiere di via Marconi. “Spero di essere il Direttore che assisterà al taglio del nastro per l’apertura della sede”, afferma fiducioso il professore. I lavori inizieranno a breve, in quella che era la sede dell’Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica e che ospiterà non solo l’IRC ma anche altri Istituti del CNR. “Attualmente l’Istituto non ha una sua sede – spiega Salatino – Siamo dislocati su quattro strutture: due sedi si trovano presso i Dipartimenti del Dime e di Chimica della Facoltà di Ingegneria, il centro di calcolo e i laboratori leggeri si trovano in via Diocleziano, le installazioni sperimentali più grandi sono ospitate presso un capannone industriale della Napoletanagas in via Metastasio”.
Una veste grafica rinnovata, inoltre, renderà più funzionale ed intuitivo il sito web dell’Istituto: www.irc.cnr.it.
Valentina Orellana







