Indirizzi della Triennale da 4 a 2

Nel rispetto dei requisiti minimi imposti dal decreto Gelmini, la Facoltà di Sociologia procede con un accorpamento dei curricula previsti per la Laurea Triennale in Sociologia, percorso che lo studente sceglie al momento dell’iscrizione al terzo anno. Si passa dai quattro indirizzi precedenti (Antropologico; Comunicazione e Media; Socio-economico, organizzativo e sviluppo locale e Ricerca sociale) agli attuali due: Antropologico e della comunicazione e Economico e della Ricerca sociale. “Abbiamo pochi docenti – afferma il Preside della Facoltà Gianfranco Pecchinenda – per cui è stato necessario accorpare gli indirizzi, tenendo presente i requisiti minimi definiti dalla legge”. Dunque, la didattica è la medesima, “si tratta di una questione organizzativa”. “L’Antropologia – continua Pecchinenda – si lega alla comunicazione attualizzando, in questo modo, l’offerta formativa. Mentre la Ricerca sociale si unisce all’aspetto economico sottolineando l’attività di ricerca in varie aree tematiche”.
 
Serge Gruzinski relatore di un ciclo seminariale
‘Altri Mondi. La mondializzazione che viene dal Sud. XVI – XXI secolo’, è il titolo del ciclo di seminari dottorali tenuti dal prof. Serge Gruzinski, a cura della cattedra di Storia della Sociologia, dal 23 al 25 marzo, presso l’Aula Magna della Facoltà. Gruzinski, storico di respiro internazionale, è direttore di ricerca presso il C.N.R.S., Céntre National de Recherche scientifique, e all’EHESS, Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales. I suoi studi si sono concentrati, in particolare, sulla storia moderna dell’America Latina e dell’Asia, con particolare riferimento alle dinamiche di conflitto culturale intese come forme di ibridazione e métissage.  “Il ciclo di seminari, il cui tema è la mondializzazione, rientra tra le attività culturali programmate per gli studenti – afferma il prof. Oreste Ventrone, docente di Storia della Sociologia, che collabora ormai da anni con Gruzinski – e devo dire che è stato un successo: vi hanno partecipato tantissime persone tra studenti, dottorandi, docenti”. Le tematiche trattate durante i tre seminari: ‘Gli inizi meridionali della mondializzazione: Spagna, Portogallo, Italia e nuovi mondi’; ‘I cammini molteplici della mondializzazione: la Cina è vicina’; ‘Pianeta meticcio/Planète métisse: come parlare del meticciato e della mondializzazione da Parigi al Musée du Quai Branl’. “Le curiosità degli studenti presenti agli incontri – conclude Ventrone – hanno fatto nascere dibattiti sul ruolo centrale dei Paesi del Mediterraneo, compresa l’Italia, fino alla colonizzazione del mondo da parte dell’Europa”.
 
Parte il Laboratorio di Antropologia Teatrale
Il 16 aprile, prima lezione del Laboratorio di Antropologia teatrale ed Etnomusicologia, ormai alla sua sesta edizione, tenuto dal prof. Alberto Baldi, docente di Antropologia culturale. “Proponiamo un approccio laboratoriale alla materia, – spiega Baldi – rompendo gli schemi classici della didattica. Lavoriamo molto sul corpo e sulla comunicazione in senso lato: dalla prossemica al saper imporre la nostra presenza, al guardarsi in faccia”. Lo scorso anno, il Laboratorio ha riscosso grande successo. “Gli iscritti erano 220. Decisamente troppi, anche perché poi dobbiamo adeguarci alle dotazioni didattiche fornite dal Federico II. Quest’anno, stiamo valutando un numero programmato di circa 120 studenti”.  
Maddalena Esposito
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